..::.. liberi cantieri ..::..
Chiaro? O scuro?
Professione e attivismo sono due cose diverse.
Anche hobby e attivismo sono due cose diverse.
Le intersezioni tra le 3 sfere possono esserci, ma è importante non confondere le cose.
Conosco degli ingegneri che progettano impianti – a loro detta “ecologici” – per lo smaltimento dei rifiuti e la gestione/finalizzazione della raccolta differenziata.
Sono persone che, in un certo senso (non me vogliate, è solo un esempio), lavorano nel “settore dell’ecologia”.
Ma non sono “ecologisti”: per loro, l’ambito, è meramente oggetto professionale, non è attivismo.
Ben diverso è chi organizza eventi, manifestazioni, campagne di sensibilizzazione e/o di protesta, chi realizza un esercizio politico, culturale, sociale.
Se anche nell’ambito del Software Libero si facesse meno confusione tra l’attivismo (pratica e diffusione politica e culturale), e i tecnici facessero i tecnici consci di esserlo (leggi: installare sw libero o scrivere righe di codice coperte da GNU GPL non significa fare attivismo, ma semplicemente usare lo strumento che gli attivisti di FSF hanno creato per la tua libertà), molto probabilmente leggeremmo meno di litigi, di FUD, di sprechi inutili di risorse cerebrali.
Mi ricordo che qualcuno definiva banale la frase “la tua libertà finisce dove inizia quella degli altri“, però ricordo anche con affetto la frase di Lele “essere libero come lo è un bambino piccolo, anche di prendere e andare sotto un’automobile perchè non gli teniamo la mano, non sempre si rivela poi utile“.
Paragone azzeccato, soprattutto come istigazione a crescere.
| Print article | This entry was posted by sbarrax on 19/01/2007 at 22:26, and is filed under activism, blog, paralleli. Follow any responses to this post through RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed. |
Europride Roma 2011
about 8 months ago - No comments
In oltre 80 paesi al mondo l’omosessualità è un crimine e in otto i rapporti tra persone dello stesso sesso sono puniti con la pena di morte. Molti stati europei non permettono alle persone di vivere ed esprimere liberamente il loro orientamento sessuale e identità di genere né di manifestare in libertà e sicurezza. In More >
Piacenza Paracycling
about 9 months ago - No comments
Per il terzo anno consecutivo il territorio piacentino ospita una gara internazionale di paraciclismo, un evento riconosciuto dall’Unione ciclistica internazionale e dalla Federciclismo: la Piacenza Paracycling, in calendario nel fine settimana del 27-29 maggio. La gara, organizzata da Pedale Castellano e da Velosport Borgonovese, è stata presentata nei giorni scorsi nella sede dell’amministrazione provinciale di More >
Rosy Bindi a Codogno « PD Codogno
about 9 months ago - No comments
Rosy Bindi, Presidente Nazionale del PD,
sarà a Codogno VENERDI’ 6 MAGGIO, alle ore 21,
presso il Mercato Coperto di Piazza Cairoli.
via Rosy Bindi a Codogno « PD Codogno.
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Il lavoro mobilita l’uomo « Associazione culturale Adelante!
about 10 months ago - No comments
Pubblicizzo l’evento, stasera si parte con Tito Boeri, a Lodi…
Da Il lavoro mobilita l’uomo – rassegna stampa 1 « Associazione culturale Adelante!.
Si inizia lunedì 11 aprile con Tito Boeri “Contro i giovani – Come evitare che il Paese tradisca le nuove generazioni: lavoro e nuovo welfare per dare futuro all’Italia”
Grazie a Michele
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Decrescere felicemente… a Codogno
about 1 year ago - No comments
Ripubblico l’invito di Luigi:
ASSOCIAZIONE CURSA
Decrescere felicemente per un mondo equo a dimensione umana
Venerdì 3 dicembre 2010 alle ore 20:45
Presso la sala Ex Cultura del Comune di Codogno
(Via Vittorio Emanuele, presso il comune di Codogno – LO)
Sarà con noi Giuseppe Leoni Coordinatore dei circoli del “Movimento per la Decrescita Felice” del Nord Italia
Con lui partiremo dall’illusione del PIL, More >
Presentazione Mozione Marino alla Festa dell’Unità di Lodi
about 2 years ago - No comments
Stasera, alla Festa Democratica dell’Unità a Lodi, in via Taramelli (area Capanno), Giuseppe Civati presenterà la Mozione Marino.
Link correlati
2 settembre: Civati presenta mozione Marino a Lodi (Il Lodigiano con Ignazio Marino)
CivaCalendar: si riparte da Lodi (ciwati)
ICS dell’evento
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Qual buon vento?
about 2 years ago - 1 comment
Quale vento? Scirocco.
Nella cittadina a me vicina c’è un cuore giovane e pulsante che riesce a far uscire di casa la gente di provincia e in particolare i giovani, senza che si parli di discoteche o happy hour da giovani rampanti foraggiati, ma per trovarsi a divertirsi con semplicità, ma anche a riflettere, ascoltare, sorridere.
E More >
Giornate Amnesty 2008
about 3 years ago - No comments
Giornate Amnesty 2008
Il 13 e 14 dicembre Amnesty International scenderà nelle piazze italiane per il proprio evento di raccolta fondi nazionale.
Con un’offerta minima di 7 euro sarà possibile ricevere la candela, simbolo del movimento.
Sarà l’occasione per compiere un gesto importante perchè ogni candela contribuirà a dare speranza a tutte le persone che vedono i propri diritti violati More >
WebSci09
about 3 years ago - No comments
WebSci’09 – Society On-Line via kwout
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fissata la sede del demcamp
about 3 years ago - No comments
Il DemCamp si terrà presso la sede dell’Università popolare di Roma, nel suggestivo palazzo Englefield (Via 4 Novembre 157) a pochi passi da Piazza Venezia, per tutta la giornata di sabato 4 ottobre (dalle ore 9 alle 19).
Visualizzazione della mappa
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about 5 years ago
il distinguo, se non ho capito male, è tra strumenti e idee: generalizzando molto potremmo dire che il professionista usa strumenti e persegue fini pratici, l’ attivista concepisce e/o accoglie idee e le diffonde. ovvio che un professionista può essere guidato da idee tanto quanto un attivista può utilizzare strumenti.
proprio qui, secondo me, è il nodo centrale. un professionista può fare quanto un attivista nel diffondere idee o forse di più. la questione è deontologica.
in fondo anche RMS ha scritto ottimo codice libero per una sua esigenza morale interiore e solo successivamente è iniziato l’ attivismo attorno al software.
about 5 years ago
Infatti ho scritto che l’intersezione tra i due “mondi”, attuata dalla medesima persona che fa entrambe le cose, non solo è possibile, ma nel caso del Software Libero, è ancora più facile che avvenga.
Proprio a causa di questa facilità, però, si arriva a prendere degli abbagli, e a confondere i ruoli.
Quando Umberto Veronesi o G. Sirchia sono stati chiamati, in qualità di tecnici, a fare i ministri della salute (cosa che hanno fatti entrambi molto al di sopra della media), sono stati investiti anche di un ruolo “politico”, perchè all’interno di un ambito politico si dovevano muovere. Una volta finito il loro incarico, sono tornati fare il loro lavoro, magari con una spinta diversa, ma certamente senza dimenticare che erano medici e non politici.
Lo so, l’esempio c’entra poco, però il mio distinguo deriva dal fatto che ho sentito parlare persone (sistemisti e programmatori) che, lavorando col software libero, senza il minimo interesse per la libertà degli utenti finali, a volte si definiscono “attivisti”. Un domani queste persone si potranno definire anche “attivisti del software proprietario”, e questa cosa un po’ mi fa specie, visto che i valori che si difendono in questa causa non sono legati alla bontà tecnica ma alle caratteristiche “sociali”, solo che in questo mondo menefreghista e individualista, è molto più importante avere i desktop tridimensionali e virtualizzare windows, che pensare a dei sistemi liberi, modificabili, longevi, trasparenti, interoperabili, a basso costo.
about 5 years ago
Sono assolutamente del tuo stesso avviso e mi arrabbio (per usare un delicato eufemismo) sempre molto quando le persone utilizzano i termini con leggerezza o peggio superficialità o peggio ancora con malafede.
Negli ultimi anni il software libero è diventato in certi ambienti, soprattutto professionali, una sorta di moda. Se prima chi utilizzava software libero (per la maggior parte il sistema operativo GNU/Linux) lo faceva per scelta morale o per considerazioni tecnologiche o per entrambe, oggi mi pare si insegua molto di più l’ hype, la sensazione.
Alcuni progetti scaturiti dalla variegatissima comunità del software libero sono stati spinti e vengono spinti tuttora da giganti economici (Novell, Ibm, HP, ecc…). Altri hanno acquistato rapida fama grazie alla semplicità d’ uso (Ubuntu su tutti). Non sempre dietro al successo di un progetto basato su codice libero abbiamo ritrovato quelle idee di software libero e di condivisione che ci sono care. Il ragazzino, come anche il sistemista, che oggi installano GNU/Linux o lo trovano preinstallato su alcuni server, non hanno gli strumenti cognitivi e la prospettiva necessari a valutare la potenza sociale dello strumento che utilizzano. Infatti vediamo prosperare Compiz, Ubuntu, server web casalinghi, ecc … GNU/Linux per il ragazzino rappresenta un’ appendice di byte al modding del suo case, per il professionista (o sedicente, e sono i più) invece rappresenta una scusa in più per menarsela con i colleghi o giocare all’ hacker buono (passami il termine usato nell’ accezione dei mass-media) con i clienti più creduloni.
Il discorso è ben più ampio e il software ne rappresenta solo la minima parte. Si tratta di un fenomeno sociale inarrestabile per cui la cui velocità di propagazione di una tecnologia è infinitamente superiore a quella di una morale atta ad un utilizzo maturo del potere che la tecnologia stessa comporta.
Riassumerei questo prolisso ed ellittico post con un paio di citazioni, una buonistica ed una bastardistica: “la potenza è nulla senza controllo” e “perle ai porci”.
about 5 years ago
Sono d’accordo con te.
L’attivismo e la professione sono due cose diverse.
Purtroppo succede che molti confondano queste cose.
Secondo me il lavoro andrebbe gestito secondo scienza e coscienza, l’attivismo secondo coscienza e scienza.
Un’altra cosa che non mi piace molto è quando l’attivismo professa di pensare con la propria testa (anche la scienza lo fa, e alcuni credo politici) e poi senza un capobranco che tira il gregge non si va da nessuna parte.
Dopo 10 anni di nell’attivismo del Software Libero, da sempre vicino alla scena hack, mi rendo conto che la cosa che mi intristisce più di tutte è quando il luogo comune prende il sopravvento e per essere attivisti/hack/geek si deve per forza esssere contropotere stando dentro al gregge della rivolta. Senza pastore ci si sente persi.