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paralleli
[NetBeans] [Issue 21973] PHP Editing
Feb 26th
Posted by sbarrax in free sw & tech
———- Forwarded message ———-
From: pjiricka at netbeans.org
To: framark at netbeans.org
Date: 22 Feb 2008 13:14:16 -0000
Subject: [Issue 21973] PHP Editing
http://www.netbeans.org/issues/show_bug.cgi?id=21973 User pjiricka changed the following:
What |Old value |New value
==============================
============================== ====================
Component|scripting |php
———————————————————— ——————–
QA contact|issues@scripting |issues@php
———————————————————— ——————–
Subcomponent|php |code
———————————————————— ——————–
Target milestone|future |6.1
———————————————————— ——————–
Version|3.1 |6.0
———————————————————— ——————–
tutto ciò a testimonianza del fatto che nella prossima major release – la 6.1 – di netbeans, un ambiente IDE che ho recentemente ripreso a utilizzare e rivalutando notevolmente, verrà integrato l’editing del php (così come avevo chiesto, insieme a altri tale feature attraverso il loro sistema di bug tracking)
l’ambiente di De Boer
Jun 21st
ieri sera ho visto su BBC World un’intervista a Yvo De Boer, (olandese, Segretario Esecutivo dell’ONU) nella quale si diceva “ottimista” sul futuro delle strategie di contenimento e diminuzione delle emissioni di anidride carbonica e “gas-serra”
l’intervistatore lo incalzava con dati che avrebbero fatto impallidire chiunque, eppure il prode De Boer non si sbilanciava, nemmeno di fronte alle osservazioni sull’atteggiamento di totale assenza di intenzioni concrete da parte del governo degli USA di intraprendere la strada della riduzione di emissioni
è come se qualche decina di mesi di incontri, conferenze, trattati ratificati (ma anche non) e mai completamente rispettati, fossero il passatempo di politici internazionali troppo distratti e spreconi, di fronte a un mondo che cambia temperature e aspetto, e non ci vogliono scienziati e climatologi per accorgersene
L’Uomo dell’Anno
May 23rd
Il film “L’uomo dell’anno” nel complesso è riuscito e brillante, attuale anche se in certi passaggi “tecnici” forse un po’ banale.
La storia è quella di un comico da show serale americano, che si aggiudica le elezioni presidenziali americani grazie a un baco del software di un ipotetico “sistema unico di votazione elettronica”, e deciderà di dimettersi ancor prima di insediarsi alla Casa Bianca, perchè contattato dalla programmatrice stessa del software bucato, la quale lo informa del vero risultato elettorale e nel frattempo si innamora di lui.
All’inizio è un po’ lento, ma la bravura e la brillantezza di Robin Williams risollevano il morale (anche se una sconosciuta vicino a me in sala si è messa a ronfare sonoramente, e non era l’unica) e le sorti di una trama che stenta a decollare e sembra puntare troppo sulla riflessione di base in merito alla degenerazione del sistema politico in generale.
A me, parallelamente, sono sorti spontanei paragoni con Beppe Grillo, personaggio dallo stesso tenore di interventi ed esternazioni, che però ha sempre rifiutato di scendere in politica nonostante i suoi seguaci (la nicchia dei ~) vedano in lui una persona di cambiare il Paese eliminando l’attuale classe politica, per la quale gran parte della popolazione dice di esserne allergica, ma che alla fine è l’unica struttura, guardando realisticamente allo stato delle cose, in grado di governare questo Paese in una logica di equilibrio.
Come diceva Lele ieri, “non si può pensare di fare i politici senza fare politica“; ed è vero.
Il ruolo della satira, della denuncia, della provocazione, è importante per fare vedere agli elettori cose che probabilmente sarebbero ignorate, ma poi lì finisce e non è nulla, se non è l’elettore-cittadino stesso a scegliere (e costituire, ovviamente) una classe politica che sia di ricambio a questa che segna il passo.
Voto complessivo sul film: ![]()
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cuochi liberi
May 5th
è un parallelo tra ricette e software, cuochi e programmatori
è un lonely-mind-storming
immaginate che a un certo punto della storia, i cuochi e, in generale, tutti i detentori dei segreti culinari del patrimonio della cucina mondiale, si fossero messi d’accordo per chiudere la conoscenza delle ricette e del modo di cucinarle
immaginetevi affermazioni del tipo “se volete assaggiare le lasagne, potete solo venirle a mangiare al mio ristorante” nessun altro al mondo può conoscere la ricetta delle lasagne, o cucinarle di sua iniziativa se mai avesse la minima idea di come si facciano, altrimenti avrebbe violato il “copyright”
e avrebbe rischiato probabilmente di violare dei brevetti, se avesse provato a cucinare un piatto simile (sfoglie di pasta all’uovo con in mezzo ragù di carne, formaggio e con cappello di besciamella)
ma qualche anno dopo dei cuochi liberi sfidarono questa cricca di autoinventati “cuochi proprietari”, ricucinando e diffondendo le ricette dei loro piatti, in tutto e per tutto simili (e spesso migliori) agli omologhi “segreti” e reinventando di nuove ricette a partire dalle originali
una simile metafora avvicina l’uomo della strada, che si schifa e si arrende di fronte alla parola “software”, per trasmettere quale sia effettivamente il messaggio che noi quattro pirla andiamo a raccontare, in giro per manifestazioni e su pagine web relativamente poco visitate…?
boh, buh-buh
omeopatia per la società
Apr 20th
a qualche evento che calamita l’interesse nazionale attraverso i media, a volte segue un dibattito (e forse qualche attività parlamentare o legislativa in proposito), ma è sempre una rincorsa e mai una prevenzione
questioni quali…
il bullismo, la rete dei trasporti o la separazione di chi gestisce le infrastrutture da chi vi eroga i servizi, la sicurezza sul lavoro e le morti bianche, la compravendita e l’utilizzo di armi da fuoco, la sicurezza stradale, l’assunzione di sostanze che creano dipendenza (dalle sigarette all’alcool passando per tutti gli stupefacenti), vengono sempre poste e affrontate, alla resa dei conti, dal punto di vista dei “sintomi“, cioè affrontando la problematica all’ultimo livello della catena e quasi sempre andando a limitare le libertà individuali con interventi legislativi di carattere deterrente e/o repressivo
so di non dire alcunche’ di nuovo, ma il non-banale sarebbe tornare a riflettere personalmente, per formare la coscienza civica e politica di domani










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