paralleli

l’ambiente di De Boer

deBoer ieri sera ho visto su BBC World un’intervista a Yvo De Boer, (olandese, Segretario Esecutivo dell’ONU) nella quale si diceva “ottimista” sul futuro delle strategie di contenimento e diminuzione delle emissioni di anidride carbonica e “gas-serra”

l’intervistatore lo incalzava con dati che avrebbero fatto impallidire chiunque, eppure il prode De Boer non si sbilanciava, nemmeno di fronte alle osservazioni sull’atteggiamento di totale assenza di intenzioni concrete da parte del governo degli USA di intraprendere la strada della riduzione di emissioni

è come se qualche decina di mesi di incontri, conferenze, trattati ratificati (ma anche non) e mai completamente rispettati, fossero il passatempo di politici internazionali troppo distratti e spreconi, di fronte a un mondo che cambia temperature e aspetto, e non ci vogliono scienziati e climatologi per accorgersene

omeopatia per la società

a qualche evento che calamita l’interesse nazionale attraverso i media, a volte segue un dibattito (e forse qualche attività parlamentare o legislativa in proposito), ma è sempre una rincorsa e mai una prevenzione

questioni quali…
il bullismo, la rete dei trasporti o la separazione di chi gestisce le infrastrutture da chi vi eroga i servizi, la sicurezza sul lavoro e le morti bianche, la compravendita e l’utilizzo di armi da fuoco, la sicurezza stradale, l’assunzione di sostanze che creano dipendenza (dalle sigarette all’alcool passando per tutti gli stupefacenti), vengono sempre poste e affrontate, alla resa dei conti, dal punto di vista dei “sintomi“, cioè affrontando la problematica all’ultimo livello della catena e quasi sempre andando a limitare le libertà individuali con interventi legislativi di carattere deterrente e/o repressivo

so di non dire alcunche’ di nuovo, ma il non-banale sarebbe tornare a riflettere personalmente, per formare la coscienza civica e politica di domani