..::.. liberi cantieri ..::..
quotes
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Nov 19th
(m) : è la fine del mondo come lo conosciamo ora
(m) : è la fine
(m) : per me, è la fine
in pratica, potrebbe essere la giostra di domani, a decidere chi sarà il valvassino del nuovo pezzo di feudo dell’anno che verrà…
del facebook e del porno
Sep 19th
come al solito, i giornali online di queste parti arrivano con un bel po’ di ritardo a divulgare cose di cui magari non hanno neanche compreso il significato (il cosidetto “leggere tra le righe“)

Sul Web finisce il primato dei siti hard I social network prendono la leadership – Corriere della Sera via kwout
[ubuntu] nuovo team di quality assurance
Jul 16th
Posted by sbarrax in debian & ubuntu
ecco l’annuncio ufficiale della costituzione di un nuovo team di quality assurance guidato dalla comunità:
I'm pleased to announce that a community-driven Ubuntu QA team has formally been created [0] and is rocking already! I'll keep this short, but the basic team description/purpose is: The Ubuntu QA team is focused on developing tools, policies, and practices for ensuring Ubuntu's quality as a distribution as well as providing general advice, oversight, and leadership of QA activities within the Ubuntu project. [1] We are broadly looking at enhancing the awareness and contribution to QA around Ubuntu as well as helping people interested in serious QA work find a common, collaborative, and open environment. I've put more details on my blog announcement [2] and the team wiki page [1] so please have a quick look over the details. We are looking to have a very diverse team and welcome people to contribute/join. -Jordan Mantha (on behalf of the Ubuntu QA team) [0] https://launchpad.net/~ubuntu-qa [1] https://wiki.ubuntu.com/QATeam/ [2] http://laserjock.wordpress.com/2008/07/14/the-new-and-improved-ubuntu-qa/–
ubuntu-devel-announce mailing list
https://lists.ubuntu.com/mailman/listinfo/ubuntu-devel-announce
un pensiero (quasi) nuovo
Jun 15th
(…) So you wouldn’t do a deal? No, absolutely not. But the time will come when the folks at Microsoft who have a clear vision for the company as a participant in this community, rather than as a hostile antagonist, will win. At that point I’d love to work with Microsoft. It’s not an evil empire. It’s just a company that is efficiently grounded in the 1980s. New leadership and new thinking might make it a more effective partner for us.
(…) 13) In a interview (link) you declared that “you’d love to work with Microsoft”. Do you want to make another deal following the Novell one or what?
I am very happy to work with Microsoft, or any other company, to improve the state of free software and the software industry as a whole. There are many things that we can collaborate on where we have shared interests – encouraging good telecommunications policy, for example.
Direi che se la Microsoft cambia la strategia (iniziata ignorando il software libero, poi dichiarandolo nemico giurato, poi ancora confezionando campagne mistificatorie con getthefacts) e intraprende la strada del business in sinergia del software libero, abbandonando minacce e strumenti, non fa che giovare a stessa e a un mercato meno istericamente competitivo
o no?
c’è chi dà i numeri
Apr 21st
da un articolo di Giuseppe d’Avanzo, in merito alla padania e all’uomo padano…:
I numeri che si raccolgono in questo territorio sono impressionanti.
Quattro milioni e mezzo di abitanti (e “produttori”, “utenti”, “clienti”). Tre milioni e 100 mila autoveicoli in coda perenne, privi di infrastrutture strategiche: “la strada che non c’è”, la Pedemontana lombarda, verrà – se verrà – non prima del 2015 come la Brescia/Bergamo/Milano e il raddoppio della Milano-Brescia. 475 mila imprese. Dieci punti di prodotto interno lordo.Cinque distretti industriali. Mobile. Seta. Tessile. Metalmeccanico. Agroalimentare. Informatica.
Telecomunicazioni. Un milione e 600 mila posti di lavoro. Un serpente ininterrotto di capannoni, megastore specializzati, discoteche, ipermercati, villette con giardino. Una “città infinita” dove spontaneamente si sperimentano, senza i principi ordinatori della politica, alchimie sociali che riscrivono, con mobilità, rapidità, cinismo, individualismo, i codici dell’esistenza e del vivere quotidiano. Una “fabbrica orizzontale”, a cielo aperto e senza mura, lunga cento chilometri, frammentata in un pulviscolo di medie e piccole imprese, lavoro artigiano, lavoro sommerso, lavoro nero, lavoro in affitto dove si concentra e sovrappone “il massimo di innovazione e il massimo di mediocrità” e dovunque “capitalisti personali” che chiedono – spiega ancora Aldo Bonomi – “un’affermazione soggettiva, la possibilità di rendere vincente un’idea, un progetto, la propria personale realizzazione in un gioco che mette in discussione la stessa soggettività delle persone, i loro interessi, ma anche i loro gusti, preferenze, perfino i loro affetti e passioni”.E’ in questo caos lavico che gli amministratori della Lega Nord hanno costruito il loro sorprendente successo e conviene chiedersene il perché senza lasciarsi lusingare soltanto dalla ragione più elementare della “protesta”, dei borbottii della “pancia”, del rancore localistico, della sindrome della paura liquida. Che sembra spiegare tutto e, poco o troppo poco, spiega.










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