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Quel che Bersani non ha scritto [Corriere della Sera]
Jul 27th
Detto questo, Bersani si ferma ben al di qua di ciò che servirebbe per restituire al Pd l’onore politico compromesso dai casi Penati, Pronzato e Tedesco. Nella sua lettera manca infatti ogni accenno autocritico. Che ci vuole ad ammettere, per esempio, che un dirigente del Pd nel consiglio di amministrazione dell’Enac non doveva proprio starci? Non è così che si separa «la politica dalla gestione», come il Pd spesso auspica? Se si dà a un politico il potere di assegnare una tratta aerea gli si regala anche un potere discrezionale che sarà fatalmente tentato di sfruttare.
queste cose c’erano chiare tonde nel programma mariniano per le primarie
la fine della lottizzazione di enti e poltrone pubbliche
ma ha vinto bersani le primarie, con buona pace di tutti
lo stesso bersani che, pilotato da d’alema, auspica da un lato l’alleanza con l’«amico» pierferdinando, salvo poi dire che è una vergogna quello che è successo ieri, grazie al suo amico omofobo filoclericale
Piacentini
Oct 2nd


in pochi giorni due piacentini saliti alla ribalta delle cronache nazionali (e non solo),
Federico Ghizzoni che diventa amministratore delegato di Unicredit
e Giorgia Bronzini che vince il mondiale su strada di ciclismo femminile!
la cosa curiosa è che per entrambi i cognomi, tra i primi risultati delle ricerche di google, ai primi posti ci siano ditte che lavorano in ambito pipelines/tubazioni: #1, #2
A margine, le congratulazioni tutte piacentine dal segretario Bersani
squadra che “vince”…
Sep 17th
… sai, il pd va così forte, che è un peccato “spaccarsi”, vero?
è stucchevole, noioso, controproducente
eppure il gruppo dirigente è sempre quello e sempre litiga al suo interno, e si difende dalla possibilità di essere scalzato
cito da civati alcuni sintomi tra i peggiori che condivido:
Che è un po’ difficile rimproverare al segretario degli ‘altri’, ora, di non avere la «vocazione maggioritaria», perché quella vocazione lì, Bersani non ce l’ha. A lui gli piace l’alleanza con l’Udc, ce n’è poche di storie.
Che piuttosto sarebbe da chiedergli conto del fatto che, se è possibile, il partito è meno «strutturato» di prima (altro must dello scorso anno), che le tessere non si sa nemmeno quante siano (e come mai siano precipitate, soprattutto in alcune zone del Paese), che alcune questioni di non poco conto, sotto il profilo culturale, non siano nemmeno più considerate. E che, da ultimo, se si annuncia la campagna d’estate e il porta a porta, poi magari li si fa. Anche. Ecco cosa chiedere a Bersani.
pd che perde di vista gli elettori e se stesso, altro che il riformismo promesso in cui anch’io credevo
c’è uno smarrimento enorme, e assenza (ancora purtroppo) di concretezza
quale sveglia?
Aug 27th
verrebbe da pensare che sia la volta buona che cambiano la legge elettorale…
- Ora i democratici sognano il blitz Bersani vuole affossare il “Porcellum” – Repubblica.it
- “Nuovo Ulivo e un’Alleanza democratica per sconfiggere Silvio Berlusconi” – Repubblica.it
- Prodi esulta per il Nuovo Ulivo “Ma il Pd sia al centro del progetto” – Repubblica.it
eppure temo che non se ne farà nulla
penso che:
- dare il pallino in mano a forze marginali e che propongono continuamente accrocchi di sistemi proporzionali atti a salvaguardare liste da pochi punti percentuali è autolesionista e non porta a nulla di buono
- il pdl ha tutto l’interesse a mantenere la corrente legge elettorale in cui è il partito a decidere le liste (e i cittadini come al solito non contano)
Eppure, una proposta di sistema elettorale democratico e serio c’è
obiettivi, tentennamenti, convizioni
Jan 11th
mi immagino un individuo dotato non solo di fede ma anche di convinzione, convinzione in una missione molto terrena, al servizio degli altri, come prete o missionario
uno scopo, un ideale, una missione, dunque, sotto gli abiti e l’egida di un’istituzione, la chiesa, che non sempre e non in tutto fa e ha fatto scelte e opere condivisibili o apprezzabili
il paragone è azzardato, eppure a volte mi sembra proprio di vivere un’esperienza dagli stessi aspetti controversi, le contraddizioni dello stare in qualcosa di grande (o grosso) nato con l’intenzione e l’aspirazione di essere un contenitore e uno strumento per fare politica, in un modo più efficace e contemporaneo
è improprio, il paragone, visto che la chiesa ha una direzione ben precisa – la linea politica – dettata dalle scelte espresse dal conclave che elegge il pontefice
nel caso del pd invece, anche in questa terza fase, percepisco un’assenza di decisione, e i teatrini delle candidature alle regionali 2010 sono il termometro di questo perenne stato di confusione
non era bersani l’uomo forte, eletto dopo una fase congressuale di confronto, che doveva sciogliere lo stato comatoso di un partito (quasi-)mai nato?!?
tempo fa discussi con un amico del circolo di codogno del fatto che linea politica non significa nominare dall’alto i candidati per le elezioni, e paradossalmente ci siamo trovati tutti e due sbalorditi a non avere ne’ nomi scelti ne’ primarie a deciderli?
delicato e preciso questa nota di pierfrancesco, che mi trova abbastanza d’accordo
dal di dentro, ci vuole un po’ di sangue freddo, con la speranza che le primarie non siano un vecchio abito passato di moda










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