..::.. liberi cantieri ..::..
Posts tagged discussioni
dei Contrasti
Dec 2nd
E’ amaro a volte scontrarsi con delle persone care su cose che hanno solo apparentemente il pretesto di una discussione politica.
E’ amaro, perchè quando senti scivolare un ragionamento sul pregiudizio ti fa male, ti manca la terra sotto i piedi, pensi “no, non è possibile“.
Infatti non può essere possibile confondere i pregiudizi (leggi: diffidenza e intolleranza) e i problemi, all’alba del 2009, non si può più.
Identificare una categoria di persone come “il problema” è la più pericolosa e facile semplificazione in cui si possa cadere. Salvo poi toccare con mano, quando capita, che dentro a quel “recinto” – caspita – ci sono persone esattamente uguali a quelle fuori dal recinto, con i problemi, i difetti, le difficoltà e le virtù e, soprattutto, caratteri e culture diverse che li pongono ad affrontare la vita in modo diverso.
Voler parlare di immigrazione, di regole per ottenere il permesso di soggiorno, di basi per una convivenza civile di chi si sente padrone di casa e del cosidetto “ospite” (più o meno indesiderato), e sentire finire sempre con la solita liturgia del “dovrebbero starsene a casa loro” oppure “chiudiamo le frontiere e basta“, è un insulto all’intelligenza e soprattutto un voler semplificare una realtà che non ci può vedere padroni di casa col fucile in mano.
Concludere che gli immigrati extra-comunitari sono il cancro di questa società, che rappresentino impoverimento culturale, siano la criminalità, siano l’evasione fiscale, è un bel modo di far finta che gli italiani non abbiano per primi questi problemi. Gli italiani che da soli non sanno e probabilmente non hanno ancora manifestato la volontà sociale e politica di sconfiggere l’evasione fiscale – la richiesta standard al commercialista, da Aosta a Lampedusa, è “mi faccia pagare meno tasse possibili” e si sa quali siano i metodi – sono certamente di più, numericamente parlando, degli extra-comunitari che raggirano il fisco e l’inps. Qual è dunque il problema?
E’ il fatto che in Italia non vengano affrontati con sufficiente efficacia i problemi, o che siano arrivate persone diverse che “non piacciono”, a fare le stesse cose che facciamo noi italiani?
degli update protetti
Jul 30th
leggo del cambiamento (in meglio) della politica di twitter in merito agli update protetti…

secondo me c’è ancora qualcosina da aggiustare, per quanto riguarda il flusso delle “conversazioni” che interessano twit protetti e non~: per coloro che sono coinvolti, vedere delle reply verso updates invisibili diventa quanto meno “seccante” (a quel punto dovrebbero quanto meno nascondere anche i reply verso update di cui non si ha la visibilità, ma forse è un’implementazione costosa e altrettanto fastidiosa)
giusto qui, commentando uno degli ottimi di metakappa riguardanti FriendFeed, si astrae la conversazione dalla proprietà dell’elemento della discussione stessa, permettendo quindi di oltrepassare le eventuali limitazioni imposte dall’autore (se l’elemento di contenuto è pubblicamente visibile, chiunque può esporlo attraverso FriendFeed e creare così discussione intorno a esso).
luoghi comuni paralleli
Dec 21st
Dalle varie discussioni che nascono quotidianamente tra colleghi e amici, a cui mi capita (con piacere) di partecipare e di affrontare spesso con eccessivo trasporto, emerge che l’indottrinamento, le tradizioni e in generale le masse critiche comportamentali, creano un mix di falsità, FUD gratuito e leggende metropolitane, veramente duro da sciogliere.
E i paralleli si sprecano.
Da un lato strutture clericali e strutture politiche pilotano pezzi di opinione pubblica “castrata” e indifferente, alla volta di guerre sante inventate contro “eutanasia” e “distruzione della famiglia”… ma chi ha mai chiesto tutto questo?
Quali altri scuse verranno inventate, nascondendo i diritti ed annientando la libertà di persone che semplicemente vogliono essere libere di fare le proprie scelte (senza il minimo desiderio di scardinare la morale cristiana o relativizzare la cultura di una nazione)… ?!?
Parallelamente, mi accorgo come il discorso sul diritto d’autore, sia esso sul versante della produzione artistica multimediale, o del software, sia terribilmente viziato dalla dottrina delle grandi corporation – un po’ “Chiese” anche loro – che su questa preformattazione del pensiero hanno fatto poi la loro fortuna (e non certo quella della stragrande maggioranza degli artisti o degli autori del software stesso).
Arrivare a pensare che “vendere i byte” – per dirla alla Nicholas Negroponte – sia cosa sacrosanta e “logica” da business, è qualcosa che razionalmente confrontata con altre realtà di mercato appare come una pazzia, una deformazione.
Invece questa storpiatura si è sostituita nel pensare collettivo alla logica, ed è diventata “la norma”, lo status quo.
Cercare di riportare questi argomenti, sui binari di un ragionamento pesato, senza farmi trasportare dallo spirito dell’attivista di stampo “stallmanniano”, non è cosa facile, ma la determinazione nello scardinare i luoghi comuni non può morire, è una missione da portare avanti, tutti assieme.











di intenseDebate…
Dec 20th
Posted by sbarrax in blog
No comments
…come lo chiamava Niki in un ottimo post di Giovy, è proprio la “quadratura del cerchio” :)
e vi accorgete della potenza nel momento in cui attivate l’integrazione con friendfeed: avrete nei commenti del blog anche i commenti fatti all’item corrispondente in friendfeed, creando così un circolo davvero virtuoso di discussione che si svincola dal punto di ingresso del commento e del modo di arrivare ai contenuti
non metto in dubbio che ci siano delle altre piattaforme di commenti – l’unica che ho provato prima di questa è stata coComment – ma l’integrazione così intima (vedi: acquisizione da parte di Automattic, la ditta dietro a WordPress.com) con wordpress è effettivamente un valore aggiunto enorme, anche solo per il sync biunivoco dei commenti tra il database locale e quello di intensedebate (che permette in ogni momento di abbandonare la piattaforma senza perdere i propri commenti)._