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sosta di emergenza
Sep 27th
Codice della strada – Art. 157 – comma 1:
d) per sosta di emergenza si intende l’interruzione della marcia nel caso in cui il veicolo e’
inutilizzabile per avaria ovvero deve arrestarsi per malessere fisico del conducente o di un
passeggero.
i gendarmi francesi che ci comminarono una sanzione di trentasei euro per fermata impropria in area di emergenza (un conducente stava male e lasciava il posto di guida all’altro passeggero) sostenevano che tali aree si usano solo ed esclusivamente per avaria al veicolo e non per malori al conducente, aggiungendo “e in italia non è la stessa cosa?!? sarà lo stesso no?!?“
Ecco, NO.
Anche perché la vedo dura, che un conducente che sta per svenire possa arrivare alla più vicina area di servizio o casello.
fermi alla superficie
Aug 25th
l’equazione della paura di bush e dell’america repubblicana, che tanto ha avuto successo anche in europa, è islam=terrorismo
quindi era scontato che la possibile apertura di una moschea nei pressi di ground zero destasse “sdegno repubblicano“, nonostante la benedizione dello stesso sindaco bloomberg
l’equazione francese di sarkozy, simile al provincialismo leghista, recita immigrati=criminalità
a farne le spese sono i rom, popolo tristemente abituato a fare da primo capro espiatorio per tutti i regimi che fanno leva sulle paure nei tempi cupi
Quante automobili servono?
Feb 9th
potrà essere una domanda ingenua, ma me la pongo sempre… di quante automobili nuove abbiamo ancora bisogno, in europa?
quante ne dobbiamo ancora costruire?
a sentir parlare di prestiti alle case automobilistiche perfino in francia, mi chiedo se questa protezione di un settore sia da osservare solo nell’immediato come misura di difesa di tanti posti di lavoro, o se sia la continuazione di una strategia miope…?
pensare a una mobilità diversa, delle persone e delle merci, e a un conseguente finanziamento di questa trasformazione di mercato e di infrastrutture, non significherebbe investire sul lavoro del futuro?
del ritorno
Aug 28th
siamo tornati per una via decisamente lunga, ma sfiziosa
da rennes, via nantes, bordeaux, tolouse, montpellier, nice, ventimiglia…
qualcosa di rovinoso, per il guidatore, godibile, per lo spettatore
dal freddo e grigio cielo di bretagna, si avverte lo stacco, il cambio di clima, sia in termini meteorologici che in odori, facce, colori, entrando in bordeaux per darle un’occhiata
poi si macinano chilometri come sassolini, flussi di autostrade interrotte a ogni città: un sistema assurdo, privo di raccordi e reali tangenziali cittadine (esistono le “rocade” ma sono anelli di devastante perdizione)
dopo tolosa si assaggiano piccoli pirenei e si intravede mistica carcassonne, cartolina del medioevo
poi si tocca la provenza, e gli occhi cominciano a bruciare
tagliare fuori marsiglia e proseguire oltre nizza fino al confine è la mazzata finale
era un viaggio che meritava un break programmato, ma un appuntamento italiano spostato di un giorno ci ha costretto a concentrare i tempi
è stata una vacanza itinerante decisamente intensa, le immagini, le parole, i volti, le canzoni, i cibi e le figuracce del nostro maccheronico francese al quale correva in soccorso l’inglese; tutto è fermo lì, condensato in un’emozione lunga dieci giorni

















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