..::.. liberi cantieri ..::..
Posts tagged immigrazione
PDL 2041 (2008)
Sep 4th
da PDL 2041 (XVI LEGISLATURA – CAMERA DEI DEPUTATI – Ratifica ed esecuzione del Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la Grande Giamahiria araba libica popolare socialista, fatto a Bengasi il 30 agosto 2008 – Presentato il 23 dicembre 2008):
All’articolo 19 è prevista l’intensificazione della collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e all’immigrazione clandestina, con un richiamo all’Accordo firmato a Roma il 13 dicembre 2000 e con un esplicito riferimento alle successive intese tecniche, tra cui in particolare, per quanto concerne la lotta all’immigrazione clandestina, i Protocolli di cooperazione firmati a Tripoli il 29 dicembre 2007, dei quali ci si attende pertanto una compiuta attuazione da parte libica. Le due Parti promuoveranno la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche, da affidare a società italiane in possesso delle competenze tecnologiche necessarie. L’Italia si è impegnata a sostenere il 50 per cento dei costi di realizzazione di tale sistema, mentre per il restante 50 per cento Italia e Libia chiederanno all’Unione europea di farsene carico, tenuto conto delle intese intervenute tra Tripoli e Bruxelles, anche su questo aspetto, con la firma di un Memorandum of Understanding (MoU) nel luglio 2007. Su un piano più generale, le due Parti collaboreranno alla definizione di iniziative volte a prevenire il fenomeno dell’immigrazione clandestina nei Paesi di origine dei flussi migratori.
C’è così tanto da reclamizzare i cosiddetti respingimenti come “efficace lotta all’immigrazione clandestina” o si può parlare di inefficacia di quanto promesso sopra?
Ho un Amico a Tripoli
May 12th
… Che da quando gli ho dato un po’ di soldini, ha cominciato a mandare e a riprendersi barconi colmi di persone.
A tempo debito, ovviamente.
Tempo elettorale.
dei Contrasti
Dec 2nd
E’ amaro a volte scontrarsi con delle persone care su cose che hanno solo apparentemente il pretesto di una discussione politica.
E’ amaro, perchè quando senti scivolare un ragionamento sul pregiudizio ti fa male, ti manca la terra sotto i piedi, pensi “no, non è possibile“.
Infatti non può essere possibile confondere i pregiudizi (leggi: diffidenza e intolleranza) e i problemi, all’alba del 2009, non si può più.
Identificare una categoria di persone come “il problema” è la più pericolosa e facile semplificazione in cui si possa cadere. Salvo poi toccare con mano, quando capita, che dentro a quel “recinto” – caspita – ci sono persone esattamente uguali a quelle fuori dal recinto, con i problemi, i difetti, le difficoltà e le virtù e, soprattutto, caratteri e culture diverse che li pongono ad affrontare la vita in modo diverso.
Voler parlare di immigrazione, di regole per ottenere il permesso di soggiorno, di basi per una convivenza civile di chi si sente padrone di casa e del cosidetto “ospite” (più o meno indesiderato), e sentire finire sempre con la solita liturgia del “dovrebbero starsene a casa loro” oppure “chiudiamo le frontiere e basta“, è un insulto all’intelligenza e soprattutto un voler semplificare una realtà che non ci può vedere padroni di casa col fucile in mano.
Concludere che gli immigrati extra-comunitari sono il cancro di questa società, che rappresentino impoverimento culturale, siano la criminalità, siano l’evasione fiscale, è un bel modo di far finta che gli italiani non abbiano per primi questi problemi. Gli italiani che da soli non sanno e probabilmente non hanno ancora manifestato la volontà sociale e politica di sconfiggere l’evasione fiscale – la richiesta standard al commercialista, da Aosta a Lampedusa, è “mi faccia pagare meno tasse possibili” e si sa quali siano i metodi – sono certamente di più, numericamente parlando, degli extra-comunitari che raggirano il fisco e l’inps. Qual è dunque il problema?
E’ il fatto che in Italia non vengano affrontati con sufficiente efficacia i problemi, o che siano arrivate persone diverse che “non piacciono”, a fare le stesse cose che facciamo noi italiani?
regolare
Jun 3rd
come ricordava valerio qui, la distinzione tra immigrato regolare e irregolare, corre sul filo dell’ipocrisia
ipocrisia che, come dice castelli sapendo di dire una fregnaccia più irreale che credibile, si manifesta in frasi del tipo “immigrati se avete un lavoro, tornate per due settimane nel vostro paese, poi venite qui solo dopo aver fatto richiesta dal paese d’origine e avendo fatto tutto secondo procedura allora otterrete il permesso di soggiorno”
è ovvio che gran parte di chi ha un lavoro qui non si può permettere il lusso di andarsene nel suo paese d’origine, e per i costi del viaggio (spesso si tratta di transoceaniche), e per il fatto che mestieri come la badante di un anziano non autosufficiente non sono facilmente rimpiazzabili per settimane
penso che farsi prendere da facili sentenze contro l’immigrazione e gli immigrati sia non solo una questione di scarsa civiltà (e non c’entrano destra o sinistra), ma anche un esercizio di forte superficialità, perchè dimentica la vita che c’è dietro a ogni persona che cambia nazione – nascondere le frustrazioni di casa propria pensando che “l’immigrato poteva anche starsene nel suo paese” rischia di diventare un inquietante sport nazionale, imho










Ultimi Commenti