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più che un prof
Jun 10th
stasera, guardando ottoemezzo, col ministro dell’istruzione e dell’università, ascoltavo di scuola, di valorizzazione di insegnanti e studenti, attraverso il riconoscimento del merito
e il riconoscimento economico di quella parte di docenti disposti a entrare in regime di autoformazione permanente
la mente corre subito al prof. claudio rebecchi: appunto un docente che sapeva andare da solo oltre al programma ministeriale, oltre al minimo sindacale, oltre a quello che era l’obiettivo tradizionale di una scuola tecnica come quella che frequentavo
una persona che si sapeva tenere aggiornata da sola, sempre alle ultime tecnologie
non è un caso che, dieci anni dopo, abbia trovato proprio lui come interlocutore attento e competente per collaborare con il lugpiacenza per la diffusione di gnu/linux e del software libero all’interno della scuola (e spero lo continui a fare)
una persona che ancora prima che insegnare degli argomenti e delle nozioni, insegnava a ragionare e a disporre i suoi allievi a una vita di studio continuo, all’aggiornamento permanente, allo stimolo verso la curiosità e a non esser mai sazi di conoscere, approfondire
una persona che mi trovai appena svegliato dall’operazione di appendicectomia
questo è uno di quegli insegnanti esempio di scuola che costruisce, insegna e sa imparare da sola
faceva virtualmente a cazzotti contro quegli elementi di inefficienza, incompetenza e poca volontà di insegnare
ricordo il prof di tecnologia che ci infarciva di nozioni presto dimenticate, semplicemente leggendo in classe paginate e paginate di dati di componenti e materiali
per non parlare di quelli di laboratorio, il cui compito era di far passare al più presto le ore indipendentemente dal fatto che noi capissimo cosa stavamo facendo
insomma, nella scuola italiana ci sono per fortuna ancora persone che vogliono insegnare e non fare la contabilità di debiti e crediti
e nell’attesa che tornino i sacrosanti esami di riparazione, speriamo solo di non vedere ulteriori riforme e controriforme fatte per essere disfatte dal governo successivo
– a volte capita di leggere o sentire un argomento, e partire con dei percorsi mentali che si intrecciano coi ricordi personali e le riflessioni, altrettanto personali, su tali ricordi: ecco, è uno di questi casi
per la cronaca, questo era un ricordo-omaggio al prof. rebecchi, ma mica è morto, anzi, è in più in forma che mai :)
Cambiare direzione
Nov 26th
non ci voleva molto a capirlo, seguendo lo scemare della mia partecipazione a gran parte delle attività del lugpiacenza nonche’ l’assenza, per la prima volta da quando è iniziato, al linux day.
spiegare con motivazioni, pur polpose, come “abitare da solo“, “il fidanzamento“, “il futuro…“, questo cambio, sarebbe riduttivo
infatti non credo, io personalmente, che l’associazionismo attuale e le forme di attivismo nate quando il software libero aveva bisogno di nerd e di pionieri, incuranti di insulti, brutte figure o contrappunti di FUD retorico, siano più un adeguato strumento per la diffusione del software libero
con questo non dico che i lug debbano finire e nemmeno che debba andare perso il patrimonio umano che ho scoperto nel lugpiacenza in altri lug
il grosso business è già passato, nei confronti del software libero, dallo scetticismo, al pieno “sfruttamento”, in termini tecnologici e di apertura delle risorse del codice
ora più che mai sono rimasti le istituzioni, il mondo della politica e ciò che la politica può fare, sia essa locale o nazionale, i reali nodi, su cui insistere
c’è un ultimo attore, effettivamente, proveniente dal passato, che ha saputo rinnovarsi, e a meno che il dido non molli, potrà rimanere come collettore di sforzi e iniziative, ovvero assoli, con riflettori puntati su leggi, convegni, ditte, laddove il software libero può essere vero gladiatore dell’arena
troverò il modo di combattere in qualche modo, ora, però devo passare le consegne nella maniera più corretta e completa possibile
obex is ok
Jul 24th
Il problema del trasferimento file via obex attraverso il demone di bluez, si è risolto, grazie a un prezioso suggerimento di Marco Bonetti, in lista pubblica del lugpiacenza
in pratica, quando aggiornai da edgy a feisty, scelsi (inconsciamente!) di tenere i file di configurazione e avvio anziche’ installare i nuovi, col risultato di ritrovarmi con un file /etc/init.d/bluetooth nel quale c’era scritto di far partire sdpd anziche’ hcid!












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