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del famigerato collegamento veloce Piacenza-Rogoredo
Jul 14th
“Stiamo attuando il percorso annunciato nel corso dell’Assemblea dell’Associazione Industriali – ha detto il presidente Massimo Trespidi – esplorando ogni possibilità e percorrendo tutte le vie istituzionali che possano dare concretezza al tema del collegamento veloce tra Piacenza e Milano; tema già nell’ agenda dei Governatori di Lombardia ed Emilia Romagna e sul quale la Provincia sta lavorando attraverso incontri serrati sia con le Istituzioni che con le Società che si occupano di mobilità e trasporto. Il collegamento veloce con Milano Rogoredo è da sempre un tema molto seguito e che suscita il massimo interesse e non solo per agevolare i 10mila piacentini che ogni giorno si recano in Lombardia per lavoro.
via PiacenzaSera.
Era da un po’ che rimaneva nel limbo, questo progetto che in teoria doveva esser pronto nel 2009.
crac
May 31st
Qui dice:
(…) la vittoria di Pisapia a Milano non è il successo di una visione alternativa, di una nuova classe dirigente, di un’idea diversa di società moderna e rivolta al futuro (o anche solo al presente).
La sconfitta è certamente di Berlusconi, ma il dato interessante e specifico di Milano è un altro: la rivincita dello “spirito della Statale” (parole di Gad Lerner), del Movimento studentesco, dei rottamatori di 40 anni fa oggi diventati borghesia perbene (e nel frattempo sessantenni o anche di più).
(…)
Cioè, per l’ambito milanese, sembra sciogliere un po’ le speranze che io espressi qui.
In realtà non c’entra.
Ha più la natura di una sensazione che di un’analisi. La sensazione basata sui simboli, i front-men, quelli che salgono sui palchi e quelli che raccolgono il consenso nelle piazze e in televisione.
Può anche aver ragione, ma dal momento che questa tornata elettorale ha mostrato la sconfitta berlusconiana in tutta Italia, quella su Milano può secondo me essere ascritta più nelle suggestioni che nelle valutazioni, un po’ come l’insieme di suggestioni criticate di Gramellini, quindi.
link a questo post[Fwd] “A Milano una valanga di firme sui referendum”
Nov 9th
…
é stata una vera e propria valanga di firme quella che ha investito il Comitato promotore dei referendum per la qualità della vita e l’ambiente a Milano negli ultimi due giorni, facendo raggiungere quota 25.000 (10mila in più di quanto richiesto dallo statuto comunale). Tra i firmatari lo scrittore Giorgio Bocca, il musicista Ludovico Einaudi, il presentatore Enzo Iacchetti, il Direttore di Radio DJ Linus, il cantante Roberto Vecchioni.
Una campagna innovativa nata dall’incontro tra l’ex assessore della giunta Moratti Edardo Croci, dimessosi proprio in polemica contro la mancata adozione di politiche ambientali, un consigliere comunale dei Verdi, Enrico Fedrighini, e i radicali, con Marco Cappato. Un laboratorio che ha coinvolto man mano centinaia di cittadini, e associazioni locali come i Genitori antismog.
Guarda il video sui referendum e la campagna in corso:
MilanoSìMuove
Oct 12th
da “500 volontari per l’ambiente a Milano“:
Sono rarissime le occasioni in cui i cittadini possono far sentire la propria voce e influire sulla loro vita quotidiana. Oggi ai milanesi si offre una di queste occasioni: non sprechiamola. I cinque referendum non risolvono certo tutti i problemi, ma possono segnare un punto di svolta
Francesco Giavazzi (Corriere della Sera — 18 settembre 2010)
Mentre prosegue l’azione per smascherare la falsificazione del processo elettorale in Lombardia, l’obiettivo di far partire da Milano un grande progetto ambientalista europeo vive giorni decisivi.
Oltre 7.000 cittadini milanesi hanno finora sottoscritto i cinque referendum per la qualità della vita e dell’ambiente promossi dal Comitato Milanosìmuove.
Nel fine settimana del 15-16-17 ottobre si terranno i “Referendum days”, con l’obiettivo di raccogliere le 15.000 firme necessarie. A darci una mano in quei giorni ci sarà anche Emma Bonino.
C’è bisogno di 500 volontari per raccogliere firme nei 100 punti di raccolta. Con le sole energie dei militanti milanesi, non sarà possibile. Servono persone che abbiano voglia di prendersi un giorno di “trasferta referendaria” anche da altre regioni. “Brigate di soccorso radicale” che si spostino dal Veneto, dal Piemonte, dall’Emilia, dalla Liguria, ma anche dalle altre regioni. Possiamo cercare di organizzare l’ospitalità se qualcuno può fermarsi a dormire, e prevedere piccoli rimborsi spese.











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