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sensi unico alternato
Jan 22nd
<…> Ma fallimentare si è rivelata l’idea che bastava mettere al posto dei vecchi partiti un “uomo solo al comando” riducendo a ben poco il ruolo dei parlamentari e la sovranità del Parlamento. È giusto non tornare indietro al pollaio delle mediazioni tra partiti e partitini. Condivido l’idea di un partito a “vocazione maggioritaria”. Ma basta il consenso elettorale raccolto attraverso i “media” da un capo più o meno carismatico? La società si disgrega se non c’è una forza che garantisce il “governo lungo” delle relazioni sociali, un organismo capace di mettere in campo un’agenda politica più vasta.
La lotta politica comporta duri scontri, anche personali. Lo so, li ho vissuti e non mi scandalizzo. Ma il loro limite sta nel fatto che un fattore guida della comunità italiana è più che mai necessario. Il Pd esiste se esprime anche un ideale e se, al tempo stesso, si presenta come uno strumento radicato nella società capace di mobilitare forze, intelligenze, passioni.
via Pd, il senso della politica e la cultura della rissa – l’Unità.it di Alfredo Reichlin
obiettivi, tentennamenti, convizioni
Jan 11th
mi immagino un individuo dotato non solo di fede ma anche di convinzione, convinzione in una missione molto terrena, al servizio degli altri, come prete o missionario
uno scopo, un ideale, una missione, dunque, sotto gli abiti e l’egida di un’istituzione, la chiesa, che non sempre e non in tutto fa e ha fatto scelte e opere condivisibili o apprezzabili
il paragone è azzardato, eppure a volte mi sembra proprio di vivere un’esperienza dagli stessi aspetti controversi, le contraddizioni dello stare in qualcosa di grande (o grosso) nato con l’intenzione e l’aspirazione di essere un contenitore e uno strumento per fare politica, in un modo più efficace e contemporaneo
è improprio, il paragone, visto che la chiesa ha una direzione ben precisa – la linea politica – dettata dalle scelte espresse dal conclave che elegge il pontefice
nel caso del pd invece, anche in questa terza fase, percepisco un’assenza di decisione, e i teatrini delle candidature alle regionali 2010 sono il termometro di questo perenne stato di confusione
non era bersani l’uomo forte, eletto dopo una fase congressuale di confronto, che doveva sciogliere lo stato comatoso di un partito (quasi-)mai nato?!?
tempo fa discussi con un amico del circolo di codogno del fatto che linea politica non significa nominare dall’alto i candidati per le elezioni, e paradossalmente ci siamo trovati tutti e due sbalorditi a non avere ne’ nomi scelti ne’ primarie a deciderli?
delicato e preciso questa nota di pierfrancesco, che mi trova abbastanza d’accordo
dal di dentro, ci vuole un po’ di sangue freddo, con la speranza che le primarie non siano un vecchio abito passato di moda
del perpetuarsi e del metodo nuovo
Jan 1st
cit. da Libertà del 31/12/2009, pag. 10:
G. Roccella: Che invece vede perpetuarsi nel suo partito, è così? (segue a “ci vogliono dei percorsi nuovi, non i soliti del passato” di Reggi)
R. Reggi: (…) Un metodo nuovo ci vuole, quello che poi predica il PD, le primarie, o comunque competizione vera, non finta con un candidato forte e due deboli messi lì solo per fare numero
il sindaco di Piacenza invoca una svolta nei metodi, per il PD
è un auspicio che prende quindi voci in più, in questa ultima fase di definizione delle candidature per le regionali 2010
ma non è che si può passare dalle opinioni dei singoli a metodi consolidati?
le primarie, strumento di democrazia diretta che dà la possibilità ai potenziali elettori di scegliere il proprio candidato, sono ancora qualcosa di avulso dalla vita di questo partito, dopo la vittoria bersaniana? se non si facesse confusione tra le elezioni e il rinnovo delle cariche di partito, forse, ci sarebbero meno dubbi anche su come approcciarsi alle tornate amministrative…?
Sondaggio Pd: Penati il più forte – Milano
Dec 14th
Sondaggio Pd: Penati il più forte
Oggi l’ex presidente della Provincia scende in campo per il Pirellone. Il Pdl: «Finalmente un ex comunista»
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uno, nessuno, trecentomila (vedere viola)
Dec 9th
piazza fomentata piazza urlante piazza viola.
Partiti che se ne appropriano mediaticamente altri che la snobbano ufficialmente salvo smentirsi con alcune presenze.
Una manifestazione di cittadini che mostrano il loro dissenso nei confronti del governo – anche se mancante di proposta politica – non può essere messa in secondo piano dal principale partito di opposizione. Per poi una settimana dopo proporre un’iniziativa i cui contorni non sono ancora netti al suo interno.
Buona giornata.










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