Archive for the ‘politics’ tag
coraggio 2 comments
da un lato sono entusiasta del fatto che il progetto del pd stia cominciando a raccogliere quelle sensibilità e quelle persone di cui il pd ha bisogno
però ci vuole un po’ più di coraggio – avere il chiodo fisso delle alleanze e delle vittorie elettorali dimenticandosi di fare politica, di crescere le idee che ci sono per farne politica, dimenticarsi che sul nucleare, sui diritti civili, sulle intolleranze di ogni tipo, sulla bioetica, non si possono avere posizioni vacillanti o ambigue… trovo queste cose una mancanza di un minimo di coraggio decisamente inopportuna, imho
vota ignazio marino alle primarie del pd, domani
due etti di laico, per favore 2 comments
Mi piacerebbe tanto sapere perchè ci voglia ancora un partito che si riconosca in simboli religiosi o se ne faccia portavoce…
… In un momento in cui la realtà sociale italiana si guarda dentro e vede diritti non riconosciuti per persone e situazioni osteggiate da posizioni clericali, in un momento in cui c’è fame di laicità nelle leggi che tutelino e garantiscano a conviventi omosessuali e eterossessuali, malati terminali, migranti e persone di diverse etnie e religioni, i diritti e i doveri per poter vivere in Italia al meglio delle possibilità e senza discriminazioni.
Nasciamo in condizioni di intolleranze e pregiudizi di ogni tipo, e crescendo poi dobbiamo scrollarcele via; il neonato potenzialmente è in grado di nuotare, è stato nel liquido amniotico per mesi, e probabilmente la paura e la mancanza di acquaticità deriva dai condizionamenti dei genitori e del suo mondo intorno; tendo a pensare che allo stesso modo le paure del diverso siano allo stesso modo frutto dell’ambiente in cui cresce, visto che difficilmente un bambino discriminerà o avrà paura di una persona solo per il colore della pelle o perchè cammina mano nella mano con un’altra persona del medesimo sesso. Le domande non fanno paura. Le risposte alle domande scavano, solchi.
In tutto questo mi sembra di leggere, nelle parole di un candidato alla segreteria di un debole e spesse volte imbarazzante Partito Democratico, la voglia di far emergere la realtà. Probabilmente è un’opportunità che cadrà nel vuoto contro le candidature portate istituzionalmente a giocarsi la vittoria (Franceschini e Bersani), e molto probabilmente il ricambio è ancora una chimera, ma non provarci è un delitto contro ciò in cui si crede. Perfino in questo partito-debole-democratico.
my political compass no comments
fan tappo no comments
che fabio volo possa piacere o meno, come personaggio o come cose che dice, è una questione marginale
la condivisibile riflessione che parte dalle sue parole (che ho sentito in radio stamattina) - in sintesi: abbiamo in italia una classe dirigente e di potere politico ed economico che è vecchia e fa da tappo ai giovani, e questi giovani poi votano questi vecchi, vi si riconoscono pure – verte non sul dogma che giovane = migliore, quanto piuttosto sulla marcescenza di una società, quella italiana, che storicamente non punta sui giovani per il fare, e si affida ai “vecchi” dal punto di vista esecutivo
il confronto con altre società, prese ad esempio quelle dell’europa del nord, in cui i vecchi agiscono come maestri e non come comandanti, mentre i giovani sono in prima linea fin da subito, assumendosi responsabilità e lavorando anche ai posti di comando, è a prima vista schiacciante, per questa italia dei bamboccioni
la tristezza della condizione attuale è espressa tutta dal fatto che il premier – così come anche il suo predecessore – all’età di 72 anni viene votato anche dai giovani, è voluto da tutti, e i leader politici di destra e di sinistra che scalpiterebbero per la successione al trono, stanno già invecchiando, e un po’ svaporando…
La politica e l’Attenzione 7 comments
Luca De Biase scrive:
In televisione vince la strategia della disattenzione e il messaggio ripetivo urlato con violenza e subito passivamente. In rete può prevalere la strategia dell’attenzione, la cura per le istanze di molti, il messaggio formato dall’insieme paritario di chi offre quello che dice e di chi si dispone attivamente ad ascoltare.
Un partito che voglia cambiare la visione del mondo prevalente, influire sull’agenda, cambiare le valutazioni sul progetto di società da costruire, dovrebbe rifiutare la centralità della televisione e tener conto delle opportunità offerte dai media sociali.
L’invito a spegnere la televisione è più forte che mai.
Ieri sera tornavo da una conferenza provinciale del pd in cui si è parlato di cose vere, non della politica da gossip televisivo, e mi trovavo a leggere commenti alla trasmissione di santoro: ho reagito invitando a seguire la politica in prima persona e non i teatrini da tubo catodico. Paragonabili a un reality show del cattivo gusto e della demagogia svenduta.
Comunicare, faccia a faccia e via web, realizzando una comunicazione diretta e consapevole, è il modo di rimanere attaccati coi piedi per terra.
un Pd dopo l’altro no comments
ieri l’ennesima batosta elettorale, oggi le dimissioni di veltroni
un pd dopo l’altro, dunque, si conclude una leadership tentennante e con minore personalità di un premier che vince direttamente tutte le elezioni col suo potere mediatico
un premier che vince anche le elezioni locali, e ci mette a governare un cappellacci qualunque
ma torniamo al pd, quello che nelle cabine elettorali ha le facce di veltroni-fassino-rutelli-d’alema-bindi
non fa niente che ci siano i circoli, tanti, dove persone anche come me ci sono arrivate perchè c’era un partito nuovo in cui impegnarsi in prima persona, senza più falce&martello, scudi crociati e fiorellini vari
se un Pd dopo l’altro, scomparissero le teste grigie, ci volessero anche degli anni, è un compromesso accettabile, è qualcosa in cui stare
perchè sul territorio ci sono persone di buona volontà, di ispirazione laica e liberale, che raccontano una storia diversa da quella che i più vedono nei simboli e nelle facce da cabina elettorale
queste storie devono diventare un partito che passi dall’apparire all’essere
DEMCamp 2008 no comments
Il BarCamp Esperimenti democratici ha come obiettivo quello di affrontare il tema della crisi della democrazia, mettere a confronto esperimenti di iniziative politiche dal basso, proporre nuovi strumenti di partecipazione politica. Protagonisti dell’evento sono i blogger, gli attivisti, i movimenti, i comitati di cittadini e le organizzazioni civiche che vorranno usare il BarCamp per partecipare a un confronto sugli strumenti a disposizione dei cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, sulle pratiche partecipative e sulle riforme istituzionali necessarie per rinnovare la democrazia.
Il BarCamp Empirismo democratico, l’obiettivo è evitare di ricominciare sempre da zero, chiedersi è ha senso passare senza soluzione di continuità da un allarme all’altro per la democrazia e verificare se non ci sia un ingorgo di strumenti di partecipazione politica, la cui inflazione peraltro serve a mantenere se non accrescere la distanza tra gente e luoghi decisionali.
Poichè scrivere su un giornale che passa di mano in mano in una cerchia ristretta o redarre un blog che anch’esso viene letto e commentato in una cerchia ristretta sono cose assimilabili, l’assemblea è aperta a chiunque, cioè alla stessa crchia ristretta più chi capita.
links for 2008-02-03 no comments
links for 2007-12-21 no comments
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L’abuso di posizione dominante di Telecom Italia è snobbato, è un non-problema, per i politici, per i più. Può fare quello vuole, è intoccabile.
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nuovo algoritmo di hashing delle password e nuovo formato dei cookies che verranno introdotti in wordpress 2.4
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molto più di un giornalista,,,
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CORRIAS – GOMEZ – TRAVAGLIO

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