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Popolo di pecoroni (lo fanno tutti, lo faccio anch’io)
Aug 2nd
stamattina sentivo alla radio che l’italia sarebbe il terzo paese – dopo emirati arabi e messico – consumatore di acque minerali confezionate
anche se non fosse precisamente vero come dato, rimane il fatto che in troppi, veramente troppi, comprano l’acqua imbottigliata al posto di bere quella del rubinetto
lo speaker radiofonico ha precisato – conoscendo il popolino italico – con l’avverbio “mediamente” la bontà delle acque del rubinetto italiane, conscio del fatto che gli sarebbero arrivati i classici “da me fa schifo“, “da me c’è la salmonella“, “da noi sa di calcare“, ecc…
ovvero, tutte le particolarità assurte come scusa per invalidare il generale
e per convalidare la giustificazione che ci fa essere sempre pecoroni in un branco che va senza sapere dove andare
stessa cosa per gli spostamenti quotidiani, casa-lavoro
il branco va in automobile perché è più comoda, salvo il fatto che alla fine dei conti costa di più e magari devi smadonnare per trovare parcheggio, però c’è questa sensazione di maggior libertà, solo presunta
ma guai a rinunciare alla giustificazione del branco
naturalmente, guardando a me, ho fatto diversi anni della mia vita sia a comprare l’acqua in bottiglia (saporaccio dell’acqua di retegno) sia a recarmi al lavoro in automobile
cose che ho risolto con la caraffa brita nel primo caso, e con il pur pessimo servizio regionale offerto da trenord nel secondo
ci sono i casi particolari in cui non puoi fare altrimenti, ma poi c’è una realtà fatta di grandi numeri e di ragionamenti collettivi che fanno bene anche al proprio portafoglio personale
ma questi ultimi non sono ragionamenti da branco
Le radici della ‘ndrangheta – di Mario Andrigo, Lele Rozza
Jul 14th
Le radici della ‘ndrangheta
L’amico Lele e il suo amico Mario Andrigo hanno scritto davvero un buon libro sulla ‘ndrangheta.
Un’opera molto fluida e fruibile, la cui lettura scorre rapida – grazie a un’impostazione a brevi capitoli e poche note ma precise – e ci illustra fatti, aneddoti, cronache giudiziarie, racconti legati assieme da una spiegazione sociale e culturale del fenomeno criminale nato in Calabria e ramificatosi nel mondo.
E’ una narrazione della ‘ndrangheta così come andrebbe letta nelle scuole, secondo me, perché evidenzia che senza un vero e profondo cambiamento culturale – non solo dei calabresi, ma di chiunque ceda alla scorciatoia della via illegale per la risoluzione di una difficoltà – nella società, magistratura e forze dell’ordine non riusciranno mai a estirpare fino in fondo tale “onorata società”.
uno in meno
Sep 14th
capita di sentire ancora persone che commentano “uno in meno” le notizie di immigrati morti in incidenti o simili
allora per respirare un’aria diversa mi leggo anche questo
occupazione – -
Oct 30th
- akzo nobel
- nilfisk advance
- e con molta probabilità unilever, che già da questa primavera annunciò i tagli
le più grandi realtà occupazionali di questa zona stanno scomparendo
come la politica, le istituzioni, la società, stanno reagendo a questo mutamento?
la mia percezione è che prevalgano, rispettivamente alle tre figure, incapacità, indifferenza, rassegnazione
due etti di laico, per favore
Jul 26th
Mi piacerebbe tanto sapere perchè ci voglia ancora un partito che si riconosca in simboli religiosi o se ne faccia portavoce…
… In un momento in cui la realtà sociale italiana si guarda dentro e vede diritti non riconosciuti per persone e situazioni osteggiate da posizioni clericali, in un momento in cui c’è fame di laicità nelle leggi che tutelino e garantiscano a conviventi omosessuali e eterossessuali, malati terminali, migranti e persone di diverse etnie e religioni, i diritti e i doveri per poter vivere in Italia al meglio delle possibilità e senza discriminazioni.
Nasciamo in condizioni di intolleranze e pregiudizi di ogni tipo, e crescendo poi dobbiamo scrollarcele via; il neonato potenzialmente è in grado di nuotare, è stato nel liquido amniotico per mesi, e probabilmente la paura e la mancanza di acquaticità deriva dai condizionamenti dei genitori e del suo mondo intorno; tendo a pensare che allo stesso modo le paure del diverso siano allo stesso modo frutto dell’ambiente in cui cresce, visto che difficilmente un bambino discriminerà o avrà paura di una persona solo per il colore della pelle o perchè cammina mano nella mano con un’altra persona del medesimo sesso. Le domande non fanno paura. Le risposte alle domande scavano, solchi.
In tutto questo mi sembra di leggere, nelle parole di un candidato alla segreteria di un debole e spesse volte imbarazzante Partito Democratico, la voglia di far emergere la realtà. Probabilmente è un’opportunità che cadrà nel vuoto contro le candidature portate istituzionalmente a giocarsi la vittoria (Franceschini e Bersani), e molto probabilmente il ricambio è ancora una chimera, ma non provarci è un delitto contro ciò in cui si crede. Perfino in questo partito-debole-democratico.










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