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Posts tagged società
fan tappo
Apr 20th
che fabio volo possa piacere o meno, come personaggio o come cose che dice, è una questione marginale
la condivisibile riflessione che parte dalle sue parole (che ho sentito in radio stamattina) - in sintesi: abbiamo in italia una classe dirigente e di potere politico ed economico che è vecchia e fa da tappo ai giovani, e questi giovani poi votano questi vecchi, vi si riconoscono pure – verte non sul dogma che giovane = migliore, quanto piuttosto sulla marcescenza di una società, quella italiana, che storicamente non punta sui giovani per il fare, e si affida ai “vecchi” dal punto di vista esecutivo
il confronto con altre società, prese ad esempio quelle dell’europa del nord, in cui i vecchi agiscono come maestri e non come comandanti, mentre i giovani sono in prima linea fin da subito, assumendosi responsabilità e lavorando anche ai posti di comando, è a prima vista schiacciante, per questa italia dei bamboccioni
la tristezza della condizione attuale è espressa tutta dal fatto che il premier – così come anche il suo predecessore – all’età di 72 anni viene votato anche dai giovani, è voluto da tutti, e i leader politici di destra e di sinistra che scalpiterebbero per la successione al trono, stanno già invecchiando, e un po’ svaporando…
gay e “normali”
Feb 4th
è da giorni che un conoscente mio interlocutore insiste nel dirmi:
“non puoi convincermi che i gay siano normali, non li sono, rispetta la mia opinione, che è giustificata dal fatto che siano contro-natura“
potrei certamente evitare di continuare a discutere di simili argomenti visto che non c’è una base di civiltà comune, quella per cui il comportamento sessuale di ogni individuo non costituisca pregiudizio o discriminazione, ma in cuor mio spero sempre di svegliarmi da questo incubo
l’incubo di una società, nell’italia del 2009, in cui le cavolate sopracitate non sono solo dei rari esempi, ma sono opinioni purtroppo molto seguite
so già che qualche mio amico mi chiederà “ma con che gentaglia hai a che fare?!?” e… come dargli torto? :-(
tivvù
Jan 14th
stasera, dopo circa tre settimane, ho acceso la televisione in casa mia per un utilizzo di diverso da wii o visione dvd/divx (vedere ris5…)
diciamo che avevo bisogno di un flusso da osservare passivamente senza troppa attenzione, per accompagnare una serata di stiratura e faccende domestiche
non posso ignorare che attorno a me ci sia il solito can-can scatenato dai soliti reality-show o pseudotali
ciò che poi un po’ stupisce, un po’ frustra (come osservava qui hoshimem), è che anche la sfera2.0 sbavi e debordi parlando in continuazione di questi pacchetti mediatici da business
sorrido (da 8 anni) amaramente quando sento parlare di questi pacchetti televisivi come “fenomeno sociale”, dal momento che il fenomeno sociale vero è l’assoluta resa della propria capacità di decidere cosa seguire e cosa scartare
il fenomeno più che sociale è commerciale, ma non si dice, perchè inneschi solo reazioni scocciate come quando di parla del berlusconismo
il beverone multimediale dai risvolti morbosi è bipartisan, non ha colori o ideologie, conquista tutti come il mcdonald’s
anche persone che masticano comunicazione tutti i giorni e probabilmente leggono e generano quotidianamente contenuti “originali” sulla Rete, non si esimono mai dal partecipare, come spettatori o a volte commentatori, di questa continua farsa
quale web è quello che fa da ripetitore a quegli spettacoli precotti e liofilizzati che endemol-et-similia ci propinano?
bah.
Berlusconismo boomerang
Feb 6th
Economia, politica, immagine, successo, sono solo le manifestazioni “esteriori” del fenomeno berlusconiano.
L’ex premier è sicuramente un eccellente comunicatore, ottimo imprenditore di se’ stesso, interpretazione italiana del self-made-man a base di arte-dell’arrangiarsi.
Economia e politica sono punti di partenza e di arrivo di un percorso che, attraverso l’icona dell’uomo “vincente”, ha inciso sul terreno di una società già di suo individualista; l’accelerazione brusca, quindi, verso il trionfo dell’apparenza e l’annullamento di elementi sociali leganti, alla base del nostro vivere civile, arriva proprio con l’ascesa cominciata trent’anni fà di un personaggio che si trova a costruire un impero, a raccogliere consensi rastrellando i mass-media di ogni tipo ed editoria, rafforzando e “strutturando” il business del calcio spettacolo (trovando gioco facile in Italia), muovendo passi accorti tra finanza e politica per mantenere saldo tale potere, sfruttando la leva dell’anticomunismo, simboleggiando la parte “imprenditoriale” che “cresce e fa crescere“.
In tutto questo, la politica, secondo me, c’entra poco.
La destra, quella vera e liberale, nonchè i riformisti, non possono che essere rimasti delusi dell’ingresso in campo utilitaristico del Cavaliere che, aggrega consensi elettorali ma, in un quinquiennio di governo, quanto ha fatto concretamente per il tessuto economico pulsante delle PMI italiane? Quanto ha fatto realmente in materia di liberalizzazioni e accrescimento della competitività?
Ebbene, le domande politiche ed economiche, già basterebbero a porre dei seri dubbi sulla matrice dello scorso esecutivo.
Penso però che si sottovaluti ancora troppo l’impatto sociale…
In uno scenario di Italia senza berlusconismo, senza la smania dell’affermazione individuale sopra a qualunque cosa, come sarebbe la società civile?
Provocatoriamente, sarebbe plausibile pensare che non esisterebbero cose come…
città piene di SUV e famiglie con 3/4 case più del necessario (e altrettanti mutui)…
il livellamento verso il basso degli standard culturali e formativi, con la passiva accettazione che “ignorante è bello” e “apparire è essenziale“…
imperi tele-mediatici come mediasetmondadori che fanno accordi con monopolisti come murdoch e telecomprovettiolivetti per spartirsi beatamente la torta della comunicazione…
monopoli di fatto e/o cartelli di operatori in qualunque settore, senza la possibilità del consumatore di “fare attivamente mercato”, ma solo di subirlo e finanziarlo…
un mercato del lavoro nel quale “precariato” è elegantemente riassorbito dal termine “flessibilità” e si disintegra il (già scarso) valore dato alle risorse umane …
… Insomma, parafrasando in senso inverso lo spot di nutella, “Che Italia sarebbe stata senza Berlusconi?“
Ora che le nuove generazioni hanno visto coi loro occhi e assaporato che fatica, sacrificio, studio, abnegazione e umiltà sono solo “orpelli del passato“, e ciò che conta è solo vendere bene la propria immagine, che tanto poi “in qualche modo si fa“, cosa potrà risollevarci, dallo stordimento di questo boomerang che ci ha colpito in testa?










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