TremiItalia

lonelytrain #1 lonelytrain #2 il nuovo che indietreggia #2 il nuovo che indietreggia #1

Viaggiare in treno mi piace, da sempre.

Viaggiare sui treni italiani (pendolini esclusi), è un’esperienza mediamente sgradevole, scomoda, triste.

Il puzzo di cesso mal lavato è una costante di background, dalle carrozze più nuove, fino a quelle (e son sempre quelle) che già erano obsolete dieci anni fa’ (che prendevo dal 1995 al 1998, tra universita’ e corsi, a milano e fidenza, e servizio militare).

L’offset di ritardo, quotidiana, sugli orari di gran parte dei treni a medio-lunga percorrenza, è qualcosa che poi va oltre la leggenda, è ormai parte integrante del “servizio erogato”. Anche un banale Parma-Milano, classico delle fasce pendolari, però, i suoi 5′ di ritardo li accumula spesso e volentieri.

La strategia è quella del lustro, del patinato, del marketing a colpi di pendolino.

E in Stazione Centrale di Milano troneggiano belli quanto inutili schermi (al plasma?), sui quali scorrono pubblicità e video mediamente privi di appeal e stucchevoli.
In compenso, i grossi cartelloni sopra all’ingresso, quelli con le lettere che cambiandosi facevano taratactactaratac…, sono fuori uso… per trovare un monitor sul quale avere la situazione dei treni e dei binari, c’è da azzuffarsi davanti a pochi televisori.

In linea con la tendenza italiana di “apparenza prima di tutto“, i pendolari pagheranno giustamente di più per un servizio di merda, per andare a finanziare gli investimenti “da copertina”, molto spendibili politicamente, all’interno e all’estero.

Dopo il mio sproloquio, ho trovato uno spunto simile…

Lenti, sporchi, cattivi. Perché i lombardi sono costretti a viaggiare così?

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