ri-tardi

o per guasti ai binari o alle linee, o per carenza di personale, o per motivazioni surreali, questa è settimana di calvario, per viaggiare in treno sulle tratte pendolari

treni con la metà delle carrozze chiuse, altre con l’aria condizionata rotta che diventano forni buoni per cuocere e fare pure la crosticina

lunedì per fortuna e per caso, ero in ferie, ma chi ha viaggiato narra di situazioni imbarazzanti (quali un treno che si ferma a secugnago e non riparte più)

lele a volte dice che ci si dovrebbe lamentare di meno, ma questa è cronaca, non una lamentela

poi non dite però che devo tornare a viaggiare in automobile, ne’!!!

4 pensieri su “ri-tardi

  1. mah, in realta’ la lamentela e’ cosa buona e giusta, soprattutto se finalizzata e se arriva nelle sedi opportune.
    Di solito non apprezzo le lamentele del “tutto sbagliato, tutto da rifare” che riempiono le bocche e lasciano il tempo che trovano.
    Io, miracolosamente forse, sto vivendo un periodo felicissimo per quello che riguarda il mio pendolarismo, al punto che preferisco il treno alla pur comodissima motoretta che ho appena rimesso in funzione.
    Non saprei…

  2. a farci caso, i disagi – ritardi, soppressioni – si intensificano in prossimità dei periodi di vacanza
    all’inizio stentavo a credere a questa teoria dettami da altri pendolari, poi col tempo ho riscontrato che statisticamente ha del reale

    a volte ne scrivo perchè farne cronaca mi sembra una cosa “normale”

    temo che le iniziative dell’associazioni pendolari abbiano fino adesso fatto un po’ di rumore ma poca sostanza, non saprei, è da molto che non sento più notizie da loro

  3. le associazioni secondo me sbagliano su un punto, ovvero se la prendono con trenitalia, ed in generale sono giustamente inccazzati, ma i tasti su cui battono sono residuali imho.
    abbiamo un problema concreto per quello che riguarda la mobilita’ non con i treni in ritardo.
    la nostra mobilita’ e’ al collasso nel momento in cui tutti si muovono. tutti.
    o ripensiamo il modo di lavorare, o ripensiamo il modo di muoverci
    o tutti e due 🙂

  4. mmm… al di là di prendersela “con trenitalia”, non mi sembra che nei paesi che ci circondano abbiano degli stili di vita e di lavoro nettamente diversi, eppure in essi il trasporto ferroviario funziona ottimamente, sia in paesi piccoli come la svizzera che in paesi grandi come francia e germania

    non si chiede nemmeno la perfezione del sistema giapponese (ove la “densità” di massa viaggiante in quel paese è decisamente superiore alla nostra), ma come è possibile che non si possa adeguare questo servizio alle esigenze dei cittadini, quando alle medesime esigenze negli altri paesi riescono ad adeguarsi?!?

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