Maggio

È il mio mese, il mese delle passeggiate in maglietta e pantaloncini ma senza zanzare, le giornate che profumano di rose e di un buono difficile da trovare in altri periodi, perché è l’inizio.

Quest’anno ritrovo finalmente tali profumi dopo anni di stagioni impazzite e piovose, frutto della tropicalizzazione del mediterraneo, prossimo passo sarebbero gli uragani. Invece no, sembra che nel 2017 si voglia celebrare il clima di una volta, forse per accontentare il negazionista Trump.

Così, di ritorno, torna il sereno.

Un post condiviso da marco frattola (@sbarrax) in data:

Ricordo quando ero piccolo che con la scusa della processione della Madonna raccoglievo tutti gli amici e compagni strada per strada del mio quartiere, San Lazzaro, avendo la scusa di poter stare fuori oltre i soliti orari. Eravamo un piccolo paese all’interno di Piacenza, una comunità di circa seimila persone che in quegli anni ottanta ancora si salutava per strada. C’erano legami, sorrisi, conoscenza, saluti. Mi manca quel senso di comunità così come l’atmosfera profumata e tenue delle sere di maggio.

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