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Guercino a PIACENZA: visita alla Cupola del Duomo

L’emozione di un piacentino che vive al di fuori di Piacenza da un po’ di anni, è salire sulla cupola della Cattedrale della città in cui è nato e cresciuto, nella quale ha imparato (a scuola) elementi di arte e di storia che poi ritrova a pochi metri dai propri occhi.

Cinquanta minuti abbondanti di visita, un percorso tra il multimediale ben fatto di un filmato digitale, e i camminamenti, a scoprire la storia, anzi le storie, di una chiesa simbolo che ha subito mutamenti e ristrutturazioni controverse.

Una scoperta che va al di là della bravura e della rilevata produttività del Barbieri aka Guercino stesso, quando arrivi a mettere le cuffie e ti si illuminano i segmenti di cupola con la spiegazione delle parti affrescate la sensazione è particolare.

Bravo e scrupoloso, la nostra guida, forse avrebbe potuto dare un po’ più di contesto sulla nascita della Cattedrale stessa (evidenziando la transizione del primo stile romanico al successivo gotico) e evidenziando il ruolo delle Corporazioni cittadine nel finanziamento dell’opera, giusto per inquadrare anche il ruolo storico dell’edificio, fatto sullo stile della cattedrale di Parma.

L’organizzazione, con nientemeno che Skira, e la cura di alcuni particolari, devo dire sono notevoli, qualcosa che fa piacere vedere finalmente anche a Piacenza (roba da citta serie, per dire ;-D ).

E il piccolo Museo del Duomo a coronamento di un pomeriggio dedicato e assolato, che spiega la storia della cattedrale che mancava alla guida di cui sopra.

fagioli

pensavo incidentalmente al film “Anche gli angeli mangiano fagioli” e di riflesso al fatto che tale legume lo mangiamo poco, troppo poco.

allora gli ho creato un soffritto gentile con fettine di cipolla bianca di monticelli e fondo di una coppa tagliato a dadini

per poi cuocere i borlotti a fuoco lentissimo per 40 minuti, fino a ottenere una consistenza ottima

 

Non ho molta voglia di fare il pessimista, in effetti.

Diceva quel signore, sii il cambiamento che ti aspetti.

 

The Red Barrier by Max Rive

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Maggio

È il mio mese, il mese delle passeggiate in maglietta e pantaloncini ma senza zanzare, le giornate che profumano di rose e di un buono difficile da trovare in altri periodi, perché è l’inizio.

Quest’anno ritrovo finalmente tali profumi dopo anni di stagioni impazzite e piovose, frutto della tropicalizzazione del mediterraneo, prossimo passo sarebbero gli uragani. Invece no, sembra che nel 2017 si voglia celebrare il clima di una volta, forse per accontentare il negazionista Trump.

Così, di ritorno, torna il sereno.

Un post condiviso da marco frattola (@sbarrax) in data:

Ricordo quando ero piccolo che con la scusa della processione della Madonna raccoglievo tutti gli amici e compagni strada per strada del mio quartiere, San Lazzaro, avendo la scusa di poter stare fuori oltre i soliti orari. Eravamo un piccolo paese all’interno di Piacenza, una comunità di circa seimila persone che in quegli anni ottanta ancora si salutava per strada. C’erano legami, sorrisi, conoscenza, saluti. Mi manca quel senso di comunità così come l’atmosfera profumata e tenue delle sere di maggio.

fotine

La Rocca nella pozzanghera. #igerspiacenza #igersitaly #piacenza #igersemilia #castellarquato #castelli

Prima o poi, passa la tempesta. #storm

Nervi serali