Passaggi d’operatore

In principio fu Omnitel, che diventò Vodafone
poi passai mio malgrado a Tre, esperienza durata pochi mesi, fallimentari nell’operatività e nel servizio clienti (inesistente)
ritornai a Vodafone e rimasi diversi anni, fino a un’ottima opportunità di passaggio a Wind, che rimase il mio operatore, con abbonamento, per lunghi anni
ogni volta che lasciai Vodafone essi mi chiamarono e richiamarano cercando di riportarmi da loro
a ‘sto giro invece Wind non mi ha filato di striscio, evidentemente non hanno una politica aggressiva sui clienti, dopo la funzione con Tre… umpf.

Guardando pochi minuti fa Stracult su RaiDue, un filmato coi successi anni ottanta di Jo Squillo, finalmente si è riaccesa la sinapsi su un ricordo ormai perso… quando dieci anni fa una signora nel parco dell’isola Carolina a Lodi richiamava il suo cane urlando “Schizzoooo” a me – oltre a provocare ilarità un po’ infantile – rugava sempre nella testa qualcosa di soppresso: eccolo.

Google lancia Oreo

Sorgente: Google lancia Oreo, ultima versione di Android – Repubblica.it

con la giocosità del popolare biscotto farcito alla vaniglia e l’intelligenza di Android. “Non capita tutti i giorni che marchi icona come Oreo e Android uniscono le forze in una modalità che riflette le loro rispettive forti personalità” afferma Justin Parnell, direttore global brand di Oreo.Più intelligente, veloce e potente il nuovo sistema operativo di Google presenta la funzione ‘picture-in-picture’, consentendo così a chi lo usa di continuare a vedere un film in uno schermo formato francobollo mentre si risponde a una e-mail urgente. Ma è anche caratterizzato da dotazioni di sicurezza più elevate: il sistema ha infatti incorporato Google Play Protect e nuove funzionalità come i controlli di installazione delle applicazioni a livello sorgente, importanti condizioni di sicurezza anteriori e centrali nelle impostazioni e una protezione ancora più elevata a tutela della privacy e contro i malware.Oreo offre anche un set di emoj completamente ridisegnate, indicatori di notifica e consente di risparmiare in caso di necessità sull’uso della batteria. Fra le altre funzioni c’è la ‘Smart Text Selection’, la selezione testuale intelligente, che consente al nuovo sistema operativo di distinguere il tipo di testo che viene copiato. Se si tratta di un indirizzo o di un numero di telefono, per esempio, e lo si tocca col dito, il sistema avvia una telefonata o apre Google Maps per dare indicazioni stradali. A questa funzione dovrebbe aggiungersi anche quella dell”Autofill’ intelligente, che permette di compilare automaticamente schede sul web, con dati ‘ricordati’ anche da app e siti diversi, password comprese.

A me fa un po’ senso che il nome di un sistema operativo la cui base è open source sia il nome commerciale di un biscotto, ma fa niente.
Come al solito la prima sensazione a fronte di questi annunci è “beh ma che novità è?!?“.

hotspot personale

Con il passaggio a Fastweb Mobile e in abbinata l’acquisto di smartphone della mela morsicata, mi son imbattuto in un curioso comportamento: la possibilità di abilitare un hotspot personale ( = fare tethering) è visibile nelle impostazioni solo se l’operatore di telefonia lo consenta… se non si compila il campo APN per la sezione “hotspot personale” la stessa voce non comparirà nelle impostazioni.
Dopo aver compilato APN (“apn.fastweb.it”) al primo livello del menu Impostazioni compare “Imposta Hotspot Personale” che però, appena cliccato, emette un alert che invita a visitare nuovamente “Carrier” (le impostazioni dell’operatore): questo passaggio nella guida di Fastweb non è contemplato e ti fa sentire un cretino in quanto in quella sezione delle impostazioni ci sei appena stato… fatto sta che basta rientrare e uscire dalle impostazioni operatore per veder finalmente funzionare i settaggi dello hostpot personale (Fastweb: mettilo nella tua guida!); magari non prende a caldo i valori di APN e ha bisogno di convalidarle prima di abilitarle, non saprei, ma poco importa in fondo, se non che funzioni.

Le prime settimane di utilizzo di questo oggetto – che costa il doppio del Nexus 5 appena rottamato (ormai in condizioni pietose, dopo botte varie e fotocamera posteriore sostituita invano) dopo 3+ anni di onorato servizio – rivelano in effetti la sua generale superiorità: fisica ed ergonomica del dispositivo, oltre ovviamente alla solidità della soluzione, composta da un sistema operativo e un cloud personale molto sodali.
Non che debba arrivare io, poverino, a ribadire queste banalità, è che in effetti un appassionato come me di Android, che “li ha provati tutti“, ora in effetti si trova bene senza remora alcuna.
Il Frattola di 10 anni fa ti prenderebbe a schiaffi” 🙂 mi ha detto qualcuno, riferendosi alla “chiusura” di iOS contro la presunta “apertura” di Android.

Dell’ecosistema Apple molto software è open source, a dirla tutta, a partire dal cuore Unix di macOS, e poi WebKit (il motore di rendering di Safari), per non parlare di Swift, linguaggio eletto per lo sviluppo delle app, e molto altro ancora. Il completamento ideale di questo ecosistema aperto sarebbe iOS, e credo/spero che ci arriveremo, forse con la release 12, chissà..
Dal punto di vista personale invece, lasciando indietro le connotazioni morali-sociali-legali legate al codice sorgente, è naturale che andando avanti con l’età aumenta la pigrizia e diminuisce la volontà di sbattersi, il che significa che si vuole un sistema funzionante sempre e comodamente, caratteristica che le soluzioni Apple incarnano perfettamente. Ammetto che se non avessi avuto la possibilità di abbinare il telefono con pagamento dilazionato difficilmente avrei speso così tanti soldi per uno smartphone, suppongo.

Bo Bo

Dopo Bonucci, Bottura.

Persone a me gradite e a cui ero piacevolmente abituato, si slegano in un attimo dal passato ricco di soddisfazioni per affrontare qualcosa di nuovo, e vengono chiamati Traditori.

Guarderò a loro con l’affetto che si deve a chi ti ha dato tanto in questi ultimi anni, senza nascondere però un filo di delusione.

È normale dopo tanti anni voler provare qualcosa di nuovo, fisiologico, umano per l’uomo, comprensibile per il datore di lavoro, quindi buona fortuna a tutti.
Se Bottura leggesse codesto accostamento all’immaginario juventino probabilmente ne rimarrebbe urtato, ma il racconto è un altro, e ruota intorno ai riferimenti individuali.

Maccheroncini

Sono molto buoni i maccheroncini di Campofilone, faccio alla ditta Marcozzi i complimenti e una domanda: come mai pagai la scatola allo spaccio in Campofilone 4 Euro, mentre la medesima scatola a Piacenza (in un qualunque supermercato) costa poco più di 3 Euro? Ingenuamente pensavo che andando direttamente al produttore si spendesse di meno, ma evidentemente mi sbaglio o mi sfugge qualcosa… che l’involucro sia lo stesso ma il prodotto all’interno sia decisamente superiore se comprato a Campofilone? Sono dell’avviso che invece quel fantomatico spaccio sia una trappola per turisti, visto che già nei negozi a Cupra la stessa scatola costava meno. Felici saluti, vado a fare il ragù.

La Perma

fotine

Sempre da http://bit.ly/CupolaDuomoPiacenza:

Duomo di Piacenza. #piacenza #duomo #fb #fk #igerspiacenza

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Piacenza vista dal Duomo.

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Chi ha spento la luce?

Sia nella mia città natale che nella città in cui lavoro, hanno eletto ieri una sindaca donna, candidata dalla Lega nord di salvini, una forza politica in nuova ascesa, grazie alle paure (esagerate) del cosiddetto profugo.

Ho cercato di farmi forza e leggere nel programma di Barbieri, più che merda su tutto quanto fatto dalle precedenti giunte di csx e promettere soluzioni accomodanti per i commercianti – inquietante quel ricorso a un fantomatico “allentamento della ztl” – non ho trovato.

L’interesse a ridurre congestionamento da traffico e smog chissà come si potrà risolvere piazzando dei parcheggi in centro, questo non lo si capisce. Si accorge che il traffico a nord della città è strozzato ma non indica una possibile via alternativa. Si accorge di un immane consumo del suolo da parte delle logistiche ma non ci spiega come voglia effettivamente cambiare questo scempio. Ci dice che conta molto sul mercato coperto di piazza Casali, ritenendo questa una piazza “pericolosa” per la presenza di stranieri.

Come scrivevo a Michele stamattina: “perché se vince qualcuno che ha idee diverse, ok, ci sta l’alternanza
ma qua non ci sono idee, c’è solo il vuoto di prospettiva e un carico di paure ignoranti
difficile da spiegare”

Probabilmente

Probabilmente non ho mai avuto una gran bella grafia, però mi ostino a voler scrivere in corsivo su carta per non perdere la capacità e l’uso.

Anni di inspiegabile stampatello minuscolo, da me adottato perché mi costringeva a una scrittura più inquadrata, schematica, verosimilmente geometrica e quindi più ordinata, hanno contaminato il povero corsivo nelle lettere con le gambette, specialmente “b”, “d” e “l”.

L’effetto è questo, un mischione di caratteri di tipi diversi:

Guercino a PIACENZA: visita alla Cupola del Duomo

L’emozione di un piacentino che vive al di fuori di Piacenza da un po’ di anni, è salire sulla cupola della Cattedrale della città in cui è nato e cresciuto, nella quale ha imparato (a scuola) elementi di arte e di storia che poi ritrova a pochi metri dai propri occhi.

Cinquanta minuti abbondanti di visita, un percorso tra il multimediale ben fatto di un filmato digitale, e i camminamenti, a scoprire la storia, anzi le storie, di una chiesa simbolo che ha subito mutamenti e ristrutturazioni controverse.

Una scoperta che va al di là della bravura e della rilevata produttività del Barbieri aka Guercino stesso, quando arrivi a mettere le cuffie e ti si illuminano i segmenti di cupola con la spiegazione delle parti affrescate la sensazione è particolare.

Bravo e scrupoloso, la nostra guida, forse avrebbe potuto dare un po’ più di contesto sulla nascita della Cattedrale stessa (evidenziando la transizione del primo stile romanico al successivo gotico) e evidenziando il ruolo delle Corporazioni cittadine nel finanziamento dell’opera, giusto per inquadrare anche il ruolo storico dell’edificio, fatto sullo stile della cattedrale di Parma.

L’organizzazione, con nientemeno che Skira, e la cura di alcuni particolari, devo dire sono notevoli, qualcosa che fa piacere vedere finalmente anche a Piacenza (roba da citta serie, per dire ;-D ).

E il piccolo Museo del Duomo a coronamento di un pomeriggio dedicato e assolato, che spiega la storia della cattedrale che mancava alla guida di cui sopra.

fagioli

pensavo incidentalmente al film “Anche gli angeli mangiano fagioli” e di riflesso al fatto che tale legume lo mangiamo poco, troppo poco.

allora gli ho creato un soffritto gentile con fettine di cipolla bianca di monticelli e fondo di una coppa tagliato a dadini

per poi cuocere i borlotti a fuoco lentissimo per 40 minuti, fino a ottenere una consistenza ottima

 

Non ho molta voglia di fare il pessimista, in effetti.

Diceva quel signore, sii il cambiamento che ti aspetti.

 

The Red Barrier by Max Rive

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Maggio

È il mio mese, il mese delle passeggiate in maglietta e pantaloncini ma senza zanzare, le giornate che profumano di rose e di un buono difficile da trovare in altri periodi, perché è l’inizio.

Quest’anno ritrovo finalmente tali profumi dopo anni di stagioni impazzite e piovose, frutto della tropicalizzazione del mediterraneo, prossimo passo sarebbero gli uragani. Invece no, sembra che nel 2017 si voglia celebrare il clima di una volta, forse per accontentare il negazionista Trump.

Così, di ritorno, torna il sereno.

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Ricordo quando ero piccolo che con la scusa della processione della Madonna raccoglievo tutti gli amici e compagni strada per strada del mio quartiere, San Lazzaro, avendo la scusa di poter stare fuori oltre i soliti orari. Eravamo un piccolo paese all’interno di Piacenza, una comunità di circa seimila persone che in quegli anni ottanta ancora si salutava per strada. C’erano legami, sorrisi, conoscenza, saluti. Mi manca quel senso di comunità così come l’atmosfera profumata e tenue delle sere di maggio.

fotine

La Rocca nella pozzanghera. #igerspiacenza #igersitaly #piacenza #igersemilia #castellarquato #castelli

Prima o poi, passa la tempesta. #storm

Nervi serali

provenienze e stagnazione

a volte le percezioni, le lamentele, i dissapori, possono essere spiegati con qualcosa di più che degli stati d’animo, basta riflettere su dati di provenienza geografica

la varietà di provenienza geografica delle persone con cui passi il tempo, da cui derivano le differenze sociali, etniche, culturali, che arricchiscono il tuo cammino, è un buon indicatore, misurabile, termine di confronto con la situazione attuale, utile per spiegare la stagnazione di argomenti e soprattutto la mancanza di avanzamento, di progressione…

i dati di seguito:

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poi, addio

Così, di ritorno, torna il sereno.

Oggi son stato al funerale di un mio amico di vecchia data, coetaneo.
Ieri su Telegram un amico ex-collega mi manda la foto che lo ritrae con in braccio il suo bimbo nato da poche settimane.

Ci sono pezzi di vita che vanno e vengono, al di fuori di questa routine in cui macino ore, in un ufficio open-space.
Un inaridimento che coinvolge anche la capacità di esprimermi.