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Disservizi telco e sciacalli da pessima privatizzazione

Ieri un tecnico Fastweb, molto cafone e impertinente, è venuto a casa a cambiare il router vecchio e morto, con un nuovo (e incomprensibile) Fastgate, dopo circa 18 ore dalla prima segnalazione alla compagnia. Una volta messo in opera il bianco nuovo dispositivo, riemergono i problemi di linea Telecom, allorché a tale gestore viene aperta l’ennesima segnalazione. Verso metà pomeriggio la linea viene ripristinata. All’ora di cena arriva la telefonata di un Call center per conto di Tim/Telecom che brillantemente mi invita a passare alla Adsl di Tim perché – a loro dire –  i disservizi “sono tutti dovuti a Fastweb” (gosh).

Call center
Call center per conto di Tim/Telecom

Considerazioni:

  1. è abbastanza inaccettabile che Fastweb ci metta questi tempi per intervenire, con strumenti di segnalazione online che neanche funzionano (mi riferisco a app Myfastweb e pure al sito web, completata la compilazione della form, vanno sempre in errore).
  2. È inaccettabile che un tecnico Fastweb, che sia dipendente fastweb o di un agente autorizzato, si comporti da maleducato e arrogante a casa dei clienti.
  3. Le privatizzazioni all’italiana generano mostri: un gestore del cavo offre anche il servizio finale e approfitta delle segnalazioni di caduta linea per dare mandato a un’agenzia di fare terrorismo psicocommerciale sui clienti della concorrenza: è vomitevole.

!pos

stamattina penso “non vado in posta a pagare il canone tv, lo pago via web”, e infatti via taxtel in due minuti avevo fatto

poi vado per fare il bonifico online per pagare l’ultima fattura al vecchio operatore adsl, e mi accorgo di non avere il nr. di c/c bancario – ovviamente al telefono non mi hanno nemmeno risposto, è sabato mattina – allora vado in posta e compilo il bollettino, visto che proprio mi rimaneva solo questo metodo per pagarli (e archiviarli per sempre)

ero a corto di contanti e penso “tanto pago col bancomat” – naturale, arriva il mio turno, e “le linee” hanno visto bene di non funzionare più – così come il bancomat appena fuori dall’ufficio postale era isolato

mi metto in automobile e parto alla ricerca di un bancomat funzionante, tutto questo sul filo dell’orario di chiusura dell’ufficio postale, all’ultimo giorno disponibile, per pagare di quella fattura solo i costi previsti dal contratto da me firmato e non anche i famigerati costi di disattivazione che sono stati inseriti in una successiva variazione di contratto non comunicatami

auspico sia finita qui – con le imbarazzanti vicissitudini di pagamento in un paese in cui evidentemente devi sempre avere il contante altrimenti resti in panne – la storia di un altro pessimo esempio di mancanza di rispetto di regole chiare e paritetiche tra fornitori e consumatori (più volte hanno invocato il “decreto bersani” dimenticandosi che esso contempla i costi di disattivazione solo se chiaramente esposti nel contratto firmato)

contratti adsl… resistance is futile

temo proprio che – dopo anni di fiera resistenza – mi toccherà cedere e abbandonarmi nelle mani di mamma-telecom-italia

può essere un ragionamento semplicistico, ma non è tanto distante dal vero

a sbattersi un attimo si può certamente cucirsi addosso un’offerta senza canone telecom stando sotto i 40 euro al mese iva inclusa, ma la ricerca è complessa e i contratti di questi operatori merdio-piccoli sono spesso delle trappole da sirena

ora che sto per disdire la “superadsl” di siportal, spunta un fantomatico articolo 13 modificato rispetto al contratto che firmai io, e di cui non mi venne notificata in alcun modo la variazione

qualora l’opetore varii in modo peggiorativo le condizioni del contratto, è diritto del sottoscrittore di recedere dal contratto senza alcuna penale

ma, stando a loro, la email che mi avvisava della variazione fu spedita, e «caso mai l’avrà filtrata il suo antispam»    (ma fatemi il piacere…!?!)

ci tengono a specificare che i 59 euro + iva richiesti non sono una penale ma un “costo di disattivazione” che – stando a quanto dicono – è la stessa telecom italia a volerlo

il mercato libero in italia è ancora un”illusione, i consumatori possono solo consumare e stare zitti

dunque, viva la telecom. che tanto sempre lei bisogna pagare, no?!?

per un po' di retail

bene bene.

il nome host appartenente alla rete *retail.telecom-italia* era un primo segnale…

ora sono offline, a casa, nonostante il mio ex-operatore mi avesse scritto che la disattivazione sarebbe avvenuta tra il 22 e il 24 aprile… incoerenti e sorprendenti fino in fondo, non c’è che dire

ma chiuso il passato, ho già sottoscritto con un altro operatore

dopo che tele2 mi ha detto che solo linea dati non lo offrono (cosa comune tra i grandi operatori), ho fatto una ricerchina e mi sono attivato su un altro operatore

staremo a vedere la rapidità di attivazione e la qualità del servizio…