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facebook app UX, bad for left-handed people

L’app (android nella fattispecie) di facebook, oltre a essere aggiornata mediamente 2 volte al giorno, quasi tutti i giorni (chissà perché …),
oltre alla navigazione che ritengo pessima e a una funzionalità di ricerca più volte rimaneggiata,
ha un altro difetto di UX sottile ma non troppo: se sei mancino negli elenchi come questo
wp-1464367105053.jpg sei fregato, dato che col dito vai a coprire l’intera riga e non vedi l’elemento che stai andando a confermare o rimuovere.

Neanche le app degli altri social più blasonati tengono molto in considerazione i mancini e men che meno danno la possibilità di invertire il posizionamento dei bottoni in base alla mano usata più di frequente, però questa app in particolare, non distribuisce gli elementi in modo che sia agevole anche arrivare trasversalmente dal pollice a 45° dal basso (un assetto molto comune in twitter e instagram), e ti ritrovi in un attimo a accorgerti che stai coprendo col dito utilizzato lo schermo.

 

Video: Always Innovating HDMI Android Dongle with Ice Cream Sandwich Hands-On [Engadget]

Google minus

Uno di quei pensieri semplici e semplicistici, da treno del mattino cogli occhi stropicciati e il cervello in modalità basso consumo…
Ma non è che google, con questa idea di unificare android market e uno store ludicomusicale-etc, rischia per l’ennesima volta di rincorrere senza riuscirci idee degli altri con qualche milioncino di utenti (tipo itunes &c.)…?

Un po’ come con plus, che non solo non riesce a fare concorrenza reale e numerica a Facebook o a Twitter – e lo percepisco dalla quantità di discussioni e di traffico – ma soprattutto non è entrato negli usi della ggente, nonostante il peso specifico di google che tutti conoscono. La considerazione che il brand android ne esca sminuito secondo me è valida e, a naso, mi sembra un po’ una strategia masochista, visto che il compratore medio italiano di smartphone ormai sa cosa sia android, lo vede nelle vetrine e sui volantini, ha imparato a riconoscerlo e confrontarlo con la tecnologia i- di Apple e al resto degli smartphone “dove non sai di preciso il sistema operativo” (p.e. bada  e ormai, symbian)

abbiamo visto parecchie idee di google, alcune buone ma copie di altre idee (buzz), altre talmente avanti che non sono state capite abbastanza (wave, che peraltro non era fatto molto bene, troppi bug anche per una alpha release)

AirDroid, una prima prova

L’impressione è ottima, l’ho provato ieri sera…
AirDroid, sulla wi-fi casalinga, è veloce da configurare e far funzionare, e funziona decisamente bene e senza intoppi.

Completo di tutti gli aspetti di uno smartphone, il fatto che giri in un browser è il suo difetto e il suo pregio.

A meno di cambiamenti dello stile di vita – uso lo smartphone come e più di un notebook – dubito un uso massiccio nel prossimo futuro, ma le funzionalità sono interessanti.

Anche più del Samsung Kies che di più penso abbia soltanto il check aggiornamento del firmware.

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[feature request]

market.android.com 2011-11-9 12-27-0sarebbe bello poter configurare determinate app anche da web

alcune lo fanno, certo, ma la cosa veramente cool sarebbe avere il market di android come “intermediario”

mi spiego: il market – in tutte le sue manifestazioni – potrebbe prevedere un’area dati, anche solo un file di testo semplice o xml, dove poter scambiare con le app informazioni di configurazione o anche puramente descrittive
queste informazioni si dovrebbero poter editare sia dal web che dal dispositivo android

esempi

installo una app per il podcast (p.e. hapi), il passo successivo è configurare le fonti… dalla navigazione è spesso malcomodo (far copia del link e incollarlo in hapi), o in certi casi impossibile
con un’area di interscambio dati come scrivevo sopra, posso comodamente inserire dal desktop le mie sorgenti (tipicamente delle URL di feed xml) e hapi potrebbe cercare fonti direttamente in essa

Android Usb Port Forwarding (By Thierry Parent)

Ho tradotto, previa autorizzazione dell’autore Thierry Parent, l’articolo Android Usb Port Forwarding pubblicato su CodeProject.

Ecco la traduzione:


Questo tool crea un tunnel USB tra un dispositivo android e il PC. Il tunnel inoltra la comunicazione da e verso l’host Windows

Introduzione

L’architettura di Android non permette di avviare la comunicazione da Android con l’host attraverso cavo USB. Il contrario è possibile, utilizzando lo strumento “Android Debug Bridge” (ADB in breve) fornito da Google.
Questo strumento agisce da tunnel tra l’applicazione client Android e il server host. Si tratta di un’implementazione software di un router adibito a IP port forwarding.

Nella parte Host, è necessario dichiarare le porte che si vogliono tenere aperte sul lato Android e il tunnel incapsulerà le comunicazioni tra android e l’host. L’host può essere qualsiasi server in rete o in locale.


Prerequisiti

  • Abilitare “debugging Usb” sul tuo Android: Vai a parametri / Applicazioni / Sviluppo e abilita l’opzione “Usb Debugging”
  • Installare”Usb Tunnel” sul tuo Android (vedi link download sulla parte superiore di questo articolo) o dal Market:
  • Installare l’applicazione host Windows (vedi link di download in cima all’articolo) o dal collegamento SkyDrive o questo link gDoc
  • Sul pannello di configurazione, immettere il percorso del programma ADB. ADB è parte del SDK di Android. L’installazione include i file richiesti minimi.
  • Aggiungi tunnel. Ogni tunnel è composto da un nome, una porta Android (una porta bassa come la 80 non può essere utilizzata), un indirizzo IP e una porta dello host (può essere diversa dalla porta sul dispositivo android)

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