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Prendi La Denaro

per “Snipers vs Thieves di PlayStack Ltd” probabilmente avrebbero dovuto scegliere traduttori migliori 😉

FileVault e schermo nero

Ieri sera mi è capitato un fatto strano, inusuale rispetto alla buona salute del macbook: avviandolo partiva… con lo schermo nero! Non ricordo francamente che mi sia capitato mai un caso simile, fatto sta che dopo un reset della pram e aver premuto come un forsennato il tasto D al boot, finalmente dopo alcuni minuti mi è comparsa la schermata di “Reimposta password”

Scegliendo la terza opzione mi suggerisce la possibilità che sia FileVault a causare l’anomalia e mi propone di disabilitarlo.

Disabilitando FileVault per la crittografia del disco si è finalmente avviato correttamente.

Resta poi da capire come mai di punto in bianco FileVault abbia iniziato a creare problemi, non ho visto nella cronologia degli aggiornamenti recenti qualcosa di sospetto.

Edit: Ringrazio Michele Merola per il supporto durante le operazioni diagnostiche

hotspot personale

Con il passaggio a Fastweb Mobile e in abbinata l’acquisto di smartphone della mela morsicata, mi son imbattuto in un curioso comportamento: la possibilità di abilitare un hotspot personale ( = fare tethering) è visibile nelle impostazioni solo se l’operatore di telefonia lo consenta… se non si compila il campo APN per la sezione “hotspot personale” la stessa voce non comparirà nelle impostazioni.
Dopo aver compilato APN (“apn.fastweb.it”) al primo livello del menu Impostazioni compare “Imposta Hotspot Personale” che però, appena cliccato, emette un alert che invita a visitare nuovamente “Carrier” (le impostazioni dell’operatore): questo passaggio nella guida di Fastweb non è contemplato e ti fa sentire un cretino in quanto in quella sezione delle impostazioni ci sei appena stato… fatto sta che basta rientrare e uscire dalle impostazioni operatore per veder finalmente funzionare i settaggi dello hostpot personale (Fastweb: mettilo nella tua guida!); magari non prende a caldo i valori di APN e ha bisogno di convalidarle prima di abilitarle, non saprei, ma poco importa in fondo, se non che funzioni.

Le prime settimane di utilizzo di questo oggetto – che costa il doppio del Nexus 5 appena rottamato (ormai in condizioni pietose, dopo botte varie e fotocamera posteriore sostituita invano) dopo 3+ anni di onorato servizio – rivelano in effetti la sua generale superiorità: fisica ed ergonomica del dispositivo, oltre ovviamente alla solidità della soluzione, composta da un sistema operativo e un cloud personale molto sodali.
Non che debba arrivare io, poverino, a ribadire queste banalità, è che in effetti un appassionato come me di Android, che “li ha provati tutti“, ora in effetti si trova bene senza remora alcuna.
Il Frattola di 10 anni fa ti prenderebbe a schiaffi” 🙂 mi ha detto qualcuno, riferendosi alla “chiusura” di iOS contro la presunta “apertura” di Android.

Dell’ecosistema Apple molto software è open source, a dirla tutta, a partire dal cuore Unix di macOS, e poi WebKit (il motore di rendering di Safari), per non parlare di Swift, linguaggio eletto per lo sviluppo delle app, e molto altro ancora. Il completamento ideale di questo ecosistema aperto sarebbe iOS, e credo/spero che ci arriveremo, forse con la release 12, chissà..
Dal punto di vista personale invece, lasciando indietro le connotazioni morali-sociali-legali legate al codice sorgente, è naturale che andando avanti con l’età aumenta la pigrizia e diminuisce la volontà di sbattersi, il che significa che si vuole un sistema funzionante sempre e comodamente, caratteristica che le soluzioni Apple incarnano perfettamente. Ammetto che se non avessi avuto la possibilità di abbinare il telefono con pagamento dilazionato difficilmente avrei speso così tanti soldi per uno smartphone, suppongo.

Task iOS su Android 

Noi invento niente, anzi, scopiazzo e adatto.

Prendo spunto dal post “Come utilizzare i servizi di iCloud su dispositivi Android” per soddisfare l’esigenza di invertire il senso del ciclo di vita dei task (alias Promemoria).

Finora la mia piattaforma preferita per inserire e persistere i promemoria è sempre stata Google, per motivi storici:

  1. fino a due anni fa non avevo dispositivi iOS
  2. Non credevo di aver bisogno di promemoria un minimo strutturati, fino a quando non ho visto quelli su iOS
  3. Pensavo infatti che Any.do fosse più che sufficiente per me

Poi

per lavoro prima è arrivato un Macbook, successivamente è arrivato un iPad (a seguito della prematura scomparsa dello sfortunato Asus TF301), e ho potuto effettivamente toccare con mano cosa significhino interfacce utente ben studiate nel complesso della loro esperienza d’uso, al di là di una manifesta superiorità in termini di interfaccia grafica.

Quello che mi serviva era portare anche su Android quella comodità dei Promemoria di Apple, strutturati al punto giusto, agili da usare ma non relegati a pezzo di serie B della mail come i Google Task.

Ed ecco apparire l’articolo sopracitato e SmoothSync for Calendar, app per Android che Continua la lettura di Task iOS su Android 

Ma dopo iPhone cosa può vendere Apple?

From “Apple revenue falls for first time since 2003”:

The iPhone – the most successful technology product in history – is now officially in decline. The company had warned as much three months ago, but to see the numbers for real will give investors cause for concern.
Some have been calling recent events a sign that we’re coming to the end of a golden age for hardware makers. The smartphone boom is past its extraordinary peak.
Apple, perhaps more than any other company, needs the next blockbuster category to come along. The Apple Watch is bringing in an estimated $1bn each quarter, but that’s not enough. It needs another smash like the iPhone. But there’s no sign of one coming any time soon.

mcLaico

c’è un blog, quello di suzukimaruti, che aggrego e leggo volentieri, perchè è ben scritto, e anche perchè ha la capacità di spiegare soluzioni con una buona quantità di parole e sufficiente chiarezza

ci sono soluzioni tecniche pensate e divulgate in post lunghetti ma IMHO ben pensati

però

c’è un aspetto che mi lascia perplesso il più delle volte

mi lasciano perplessi quei post in cui – nonostante si professi un utente “laico” del mac, ovvero un non-fanatico – descrive un mondo apple-centrico, un po’ come se tutti i negozi di elettronica/IT di consumo fossero saltati per aria e fossero rimasti solo gli apple-store, un mondo in cui spendi parecchi soldi per prodotti che saranno sicuramente fichissimi e ben congegnati e immagino funzionanti (scrivo “immagino” perchè l’unico prodotto apple recente – se così si può dire – che abbia mai usato è un mac g3 con leopard che uso per testare talvolta gli applicativi su mac os X)

a dirla tutta, si capisce che non ha il paraocchi, e che conosce tanti altri prodotti che vadano al di fuori della sfera mac-compatible, e ne scrive pure, son solo io che mi trovo spaesato a leggere ste cose, forse perchè sono abituato a fare e vedere intorno a me soluzioni altrettanto funzionanti con decine di euro in meno di spesa (magari esteticamente più brutte e senza “grandi firme” hi-tech)

in poche parole, mi sento un po’ un barbone 😀

del GUADEC

sono anni che utilizzo GNOME con piacere, soddisfazione, quasi affetto, sicuramente convinto di aver visto crescere uno strumento che vada al di là di un semplice desktop manager

via emmanuele, ho scoperto un po’ tardi che in questi giorni si svolgeva a istanbul (si conclude oggi) il GUADEC (GUADEC (pronounced GWAH-DEC) is an acronym for the GNOME Users? And Developers? European Conference.), e pian piano da l� ho cominciato a leggere su quello che � tracciato, del futuro di GNOME

ho acquistato l’iPhone 3G

Non è assolutamente vero.

Ma mi hanno detto che fa marketing…