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fini e spessi

che il presidente della camera non perda un’occasione per distinguersi dal premier parlando di temi come economia e rispetto del parlamento, razzismo e olocausto, in termini certamente più seri e definiti, non discuto sia certamente una raccolta punti che gli valga un posto di rilievo domani… ma se le parole hanno un peso, registriamole, per poterle riascoltare un domani…

i valori, i valori

quel sant’uomo di kakà ha rinunziato a una palata di soldi per far aumentare un po’ il consenso del nostro (e suo) presidente

ho dovuto più volte leggere per convincermi… sentire dire che il suo calciatore è un ragazzo che hai dei valori e non che “non ci tiene ai soldi” mi fa veramente compassione

il fattore B

B come Berlusconi

a volte mi domando come sarebbe questo paese se Lui non ci fosse stato

sarà vero che la storia non si fa nè coi se nè coi ma, ma immaginarsi un paese diverso non è un puro esercizio di stile, potrebbe essere quasi la guida per tornare sulla retta via

non penso che sia semplicistico indicare come il suo monopolio mediatico-pubblicitario abbia lasciato un segno indelebile nella vita, nella società, nell’impoverimento culturale-sociale-comunicativo

parlando con un pubblicitario cenando dopo questo incontro, ricordo la sua breve analisi dell’anomalia italiana, in un occidente che sviluppa nuove forme di comunicazione, l’italia rimane sempre fermamente e “massivamente” ancorata alla televisione, quella subìta, passiva, dai palinsesti imbarazzanti e pieni di gossip a 360 gradi

il sogno di un imprenditore che ha iniziato la sua fortuna costruendo una “nuova milano” fa il paio con un’altra esagerazione, quella che vede gli italiani come dei maniacali compratori di immobili – oggi una  giovane coppia ha l’obbligo socialmente imposto di comprarsi casa ancor prima di aver pensato a gettare solide basi economiche insieme, anche a costo di vivere di ansie da mutuo per 30 anni, dal momento che la giustificazione “l’affitto son soldi buttati” è diventato un bel business, non c’è che dire

non ci sono politici e non c’è voglia di fare politica, perchè è stato democraticamente eletto il super-cumenda che tutto pensa e tutto può fare, quindi una classe politica è inutile, c’è il nostro imprenditore di fiducia che ci accudisce e dirige l’aziendaitalia col senno del buon padre di famiglia

siamo tutti d’accordo, no?!?

BOIENDE su Mediaset pigliatutto

BOI.ENDE.

Piersilvio dice a repubblica.it:

“Sono convinto che presto arriverà il momento in cui nessuno perderà più tempo a domandarsi chi produce questo o quello: ci sarà una tale richiesta di programmi per riempire tutti i nuovi mezzi che, finalmente, si parlerà della capacità di creare prodotti di qualità”.

BOIENDE non può che unirsi alla serenità di Piersilvio che, con la stessa fermezza e convinzione del padre, ci dice che ormai non c’è più per nessuno: che sia RAI o Mediaset, le porcherie preconfezionate vengono tutte da casa sua.
Con altrettanta serenità e fermezza, chiediamo che la RAI, azienda di pubblico servizio, abbandoni tutte le trasmissioni di casa Endemol.

Berlusconismo boomerang

Economia, politica, immagine, successo, sono solo le manifestazioni “esteriori” del fenomeno berlusconiano.
L’ex premier è sicuramente un eccellente comunicatore, ottimo imprenditore di se’ stesso, interpretazione italiana del self-made-man a base di arte-dell’arrangiarsi.
Economia e politica sono punti di partenza e di arrivo di un percorso che, attraverso l’icona dell’uomo “vincente”, ha inciso sul terreno di una società già di suo individualista; l’accelerazione brusca, quindi, verso il trionfo dell’apparenza e l’annullamento di elementi sociali leganti, alla base del nostro vivere civile, arriva proprio con l’ascesa cominciata trent’anni fà di un personaggio che si trova a costruire un impero, a raccogliere consensi rastrellando i mass-media di ogni tipo ed editoria, rafforzando e “strutturando” il business del calcio spettacolo (trovando gioco facile in Italia), muovendo passi accorti tra finanza e politica per mantenere saldo tale potere, sfruttando la leva dell’anticomunismo, simboleggiando la parte “imprenditoriale” che “cresce e fa crescere“.

In tutto questo, la politica, secondo me, c’entra poco.
La destra, quella vera e liberale, nonchè i riformisti, non possono che essere rimasti delusi dell’ingresso in campo utilitaristico del Cavaliere che, aggrega consensi elettorali ma, in un quinquiennio di governo, quanto ha fatto concretamente per il tessuto economico pulsante delle PMI italiane? Quanto ha fatto realmente in materia di liberalizzazioni e accrescimento della competitività?
Ebbene, le domande politiche ed economiche, già basterebbero a porre dei seri dubbi sulla matrice dello scorso esecutivo.

Penso però che si sottovaluti ancora troppo l’impatto sociale…
In uno scenario di Italia senza berlusconismo, senza la smania dell’affermazione individuale sopra a qualunque cosa, come sarebbe la società civile?

Provocatoriamente, sarebbe plausibile pensare che non esisterebbero cose come…
città piene di SUV e famiglie con 3/4 case più del necessario (e altrettanti mutui)…
il livellamento verso il basso degli standard culturali e formativi, con la passiva accettazione che “ignorante è bello” e “apparire è essenziale“…
imperi tele-mediatici come mediasetmondadori che fanno accordi con monopolisti come murdoch e telecomprovettiolivetti per spartirsi beatamente la torta della comunicazione…
monopoli di fatto e/o cartelli di operatori in qualunque settore, senza la possibilità del consumatore di “fare attivamente mercato”, ma solo di subirlo e finanziarlo…
un mercato del lavoro nel quale “precariato” è elegantemente riassorbito dal termine “flessibilità” e si disintegra il (già scarso) valore dato alle risorse umane …
… Insomma, parafrasando in senso inverso lo spot di nutella, Che Italia sarebbe stata senza Berlusconi?

Ora che le nuove generazioni hanno visto coi loro occhi e assaporato che fatica, sacrificio, studio, abnegazione e umiltà sono solo “orpelli del passato“, e ciò che conta è solo vendere bene la propria immagine, che tanto poi “in qualche modo si fa“, cosa potrà risollevarci, dallo stordimento di questo boomerang che ci ha colpito in testa?