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Cloud Conference 2014

Uno speech può interessare per l’abilità del relatore di intrigare e/o tener vivo l’interesse della platea, piuttosto per il carattere innovativo degli argomenti trattati, o ancora perché – in caso di seminario – si prende un argomento e se ne implementa davanti a tutti un esempio, sia esso un’installazione o del codice di esempio.

Queste conferenze si muovono sul confine tra il product-placement e
la descrizione sommaria di un argomento caro agli organizzatori (magari al limite dell’off-topic).

Mi sarebbe piaciuta una conference in cui gli sviluppatori venissero immersi in case studies concreti
di utilizzo del cloud computing, non in presentazioni che sono marginali a esso

Ditemi voi infatti, se un tool per la creazione di API REST, piuttosto che un tool di ricerca basato su Lucene, o ancora come Spotify utilizzi Cassandra per gestire le playlist,
non siano argomenti affrontabili in ambito non-cloud…

Ironia della sorte proprio il ragazzo di Spotify ha ammesso che la loro applicazione non fa uso di cloud,
se non per lo storage della musica (che è su S3)… 😀

Indico la lista degli interventi che ho seguito con in corsivo un mini-commento:

1) Porcia –  Amazon Web Services

  • Istanze spot, costi
  • Kinesis, nuovo servizio real time processing
  • Panoramica C. I. & C. D.

intervento un po’ troppo commerciale, molto orizzontale, poco tecnico, dava un’infarinatura utile se non si conosce il panorama AWS

2) David Pilato –  elasticsearch

  • caratteristiche di elasticsearch
  • prodotto Kibana: interfaccia grafica in angularjs verso elasticsearch con notevoli potenzialità


Un simpatico product placement in ‘french english’, alla mia domanda (fatta via live.cloudconf.it) perché uno dovrebbe scegliere elasticsearch al posto di solr in effetti ha detto “sono equivalenti”…

3) Zimuel – Zend Technologies

  • REST caratteristiche generali
  • Apigility – suo software open source (fatto in Zend Framework 2) che permette di mettere in piedi una API REST con delle buone caratteristiche attraverso un’interfaccia web

Lo Zimuel di sempre, asciutto e pragmatico con qualche battuta ironica su java per rompere il ghiaccio, illustra il suo tool ZF2-based che mi è sembrato un buon software, così, di primo acchito

4) Mittica – Corley

  • Aws Iam
  • S3
  • DynamoDb
  • federated app
  • AngularJS sample
  • Interessante possibilità di taglio sia verticale sia orizzontale nei ruoli (iam)

una presentazione breve, molto pratica (e molto da “frontendisti”)

5) Antonello Pasella – freelance

esempi di Real time applications con angularjs, ma senza mostrare codice

Più uno show che altro, poi è saltato il telone e si è spento il proiettore… gosh

6) Simone Bordet – Intalio

  • CometD – loro suite opensource per utilizzare websocket&asyncIo
  • brevissima descrizione di Websocket

Bel prodotto e presentazione tecnica molto ben fatta

 

7) Jimmy Mårdell – Spotify

  • Version control for playlist
  • Cassandra – descrizione rapida delle caratteristiche
  • come spotify ha utilizzato Cassandra per la gestione delle playlist


Svedese, ex-lead developer di Cassandra, ora il manager dei developer playlist: bravissimo, velocissimo, una presentazione ottima


8) Salvatore Sanfilippo – autore/sviluppatore di Redis

  • Redis Cluster – Meccanismi di replica e Failover, raft, paxos

molto bravo, l’autore di Redis, però il carattere della presentazione era molto da database engineer


Solo gli interventi 1, 4 e 6 erano strettamente associabili all’argomento Cloud Computing,
già questo è indicativo di un qualcosa che dovrebbe essere migliorato, secondo me.

L’anti-leader

Civati non è uno pseudo-leader ma un semplice punto di riferimento di una galassia delusa, sconfortata e alla ricerca d’identità.
Quando sei alla ricerca di un’identità è facile seguire le orme di un leader forte, di uno che ti dice cosa fare.
Siamo maestri in questo.
Civati invece ci propone di aderire ad un progetto progressista e dargli forma con la discussione e la partecipazione politica.
E’ facile per i fan del leaderismo carismatico accusarlo di essere un coniglio.
Io credo invece che, per continuare a tenere la barra di dritta senza gridare ed ascoltando tutti ci voglia un sacco di coraggio.
Un coraggio da leoni. Il coraggio di una forza tranquilla, come recitava lo slogan di una campagna elettorale di Mitterand qualche anno fa.

via Civati: l’anti-leader – Il Fatto Quotidiano.

Questo pezzo sintetizza un po’ ciò che mi piace di Civati e che, nonostante non abbia una tessera di partito, mi porta a pensare che un futuro di costruzione e di responsabilizzazione passa da politici come questi.

Lo so che ci sono i “sai che gli italiani votano con la pancia e non col cervello“, e può anche essere che fra un po’ la pancia sarà talmente vuota che voteranno coi forconi, chissà.
Fermarsi un attimo prima, c’è il voto col cervello.

Così, giusto per ricordarlo. (Cit.)

La mancanza di responsabilità e di responsabilizzazione è il nostro male cronico,
la cura però esiste.

il caricamento pigro

Ricordo dei blog di personaggi curiosi, ex-colleghi, che scrivevano due righe anche solo per dire di aver trovato la mirabolante patch per la vulnerabilità xyz di microsoft sql server
o che il tal servizio quando si impianta si può riavviare solo andando nel registry di windows, magari compiendo due giravolte, alluci incrociati e una danza della pioggia
personaggi, per capire, che sul proprio pc personale hanno solo gli utenti admin e sysadmin (leggi: stare male)

e io che non avevo mai dato peso a queste cose, riguardando la densità di novità, competenze e ragionamenti sull’esperienza di questi ultimi mesi, i primi nel nuovo posto di lavoro, ho riflettuto sulla commistione tra interesse puramente tecnico e valore alto del quadro finale, e mi son detto, ci scrivo sopra

scrivo per esempio che l’utilizzo di Zend Framework non è la panacea e non è una scelta a costo zero, in termini umani e tecnologici, ma ripaga in termini di robustezza e di completezza di un impianto, magari non documentato al 100%, è dotato di ciò che serve per scrivere un’applicazione web solida

ho visto, sia ora che in passato, colleghi ed ex-colleghi formatisi in ambienti ms-visual studio, che hanno faticato a capire come fare un’applicazione web, senza un intermediario che nascondesse, con l’apparente comodità di un ambiente integrato, i veri meccanismi che fanno funzionare l’applicazione, il protocollo, la sessione (che dal punto di vista reale non esiste, ma è un ponte costruito con due arcate facilmente scostabili), l’interazione con database e file system, etc.

viene un parallelo con sistemisti di provenienza ms e unix, i secondi abituati a risolvere problemi e trovare soluzioni partendo dalla conoscenza, i primi da nozioni (chiamate poi skills e condensate in buffe formule da biglietto da visita)

questa differenza di approccio è evidente, è molto di più di un semplice pregiudizio,
è una cartina al tornasole di come questi background diversi formino in modo indelebile il modo di porsi nei confronti di un problema
laddove sei abituato prima a studiare, a conoscere (anche intimamente), ad avere un metodo, la soluzione arriva come frutto di ragionamento prima e sperimentazione poi
dall’altra, ho riscontrato la superficialità del “datemi quell’oggetto che fa quella cosa“, ovvero il non-metodo, la scorciatoia che ti permette di non ragionare troppo su quello che stai facendo ma di produrre, quasi sempre di grandi copia&incolla, un pezzo di software in cui il tuo valore aggiunto non c’è, e la prossima volta sarà lo stesso vacuo processo di sterile trasferimento di byte in cui il cervello di scrive non si è impegnato poi tanto

le librerie, i framework, gli ambienti integrati, tutto ciò che rende il lavoro più rapido e produttivo, non sono il male, anzi
la vera differenza è l’approccio di chi li usa: ti interessa sapere quello che stai facendo, apprendere qualcosa, essere portatore sano di ragionamenti e competenze?

detto questo, il vero turning point dell’esperienza fatta finora è stato lo studio e la personalizzazione del lazy-load dei moduli di una Zend Application, a partire da questo articolo di Stephen Roades

il problema fondamentale di un’applicazione fatta con Zend Framework 1.x è che i moduli sono una mera suddivisione funzionale del codice, sono risorse di norma sempre incluse a ogni esecuzione
il goal è quello di caricare on-demand solo i moduli che servono
ciò è ottenuto intervenendo nella catena del dispatch dell’applicazione Zend, analizzando la URL richiesta su quale route custom venga mappata e leggendo file ini di configurazione (per modulo e/o centralizzato), costruendo di fatto un’associazione request=>modulo da caricare
attraverso la configurazione è possibile specificare dipendenze tra moduli (o fisse, in modo da avere uno o più moduli sempre caricati), in modo da caricare altri moduli che servono al modulo caricato on-demand

studiare, capire, analizzare, modificare questo processo mi ha aiutato non solo a metabolizzare l’architettura di una zend application nel suo interno – imparando la gerarchia tra le varie risorse del framework, quali vengono caricate e dove – ma anche ad apprezzare i vincoli interni posti come framework, in virtù del fatto che un impianto solido che non dia sorprese amare, deve essere strutturato e usato con certe regole

regole e condizioni da assimilare come competenza organica, a cui non sopperirebbe la presenza di un ipotetico IDE completissimo: anche sviluppando in Java, con Eclipse o Netbeans, abbiamo a disposizione visual designer, autocompletamento, wizard anche potenti di terze parti, ma ciò non ti esime dal dover sapere la gerarchia delle classi, come esse si usino, quali siano “i mattoni giusti” da usare e per quale motivo siano meglio di altri
dico ciò perché mi fa sorridere (o a volte sbadigliare con disgusto) quando sento le solite lamentele di chi vorrebbe un simil-visualStudio per sviluppare in php con zend
non capisce che non è lo strumento a fare il programmatore
o forse proprio perché lo capisce, vuole quella roba, cosciente della propria pigrizia e/o delle proprie lacune

come al solito l’approccio giusto ha pagato per come mi ha fatto conoscere ZF 1.x, ora sto cominciando a guardare Zend Framework 2, anche se non è ancora uscito ufficialmente (è in RC2), che tratta i moduli finalmente come tali, oltre a un utilizzo totale dei namespaces, e altre caratteristiche che sto via via scoprendo

FM on smartphones

oggi per coprire il buco FM che si ha in metro ho usato tuneIn
ma solo per coprire quel buco, visto che la tuneIn salta abbastanza se mi metto a usare altre app che fanno traffico (tipo foursquare, nel mio caso)

mi spiace per tutto quelli che pensano che la radio FM sia una funzionalità antica, obsoleta, deprecata
io penso che se si può diversificare l’utilizzo di mezzi trasmissivi già presenti e funzionanti, si risparmia in utilizzo della banda, altro che balle

crac

Qui dice:

(…) la vittoria di Pisapia a Milano non è il successo di una visione alternativa, di una nuova classe dirigente, di un’idea diversa di società moderna e rivolta al futuro (o anche solo al presente).

La sconfitta è certamente di Berlusconi, ma il dato interessante e specifico di Milano è un altro: la rivincita dello “spirito della Statale” (parole di Gad Lerner), del Movimento studentesco, dei rottamatori di 40 anni fa oggi diventati borghesia perbene (e nel frattempo sessantenni o anche di più).
(…)

 
 
Cioè, per l’ambito milanese, sembra sciogliere un po’ le speranze che io espressi qui.

 In realtà non c’entra.

 
 
Ha più la natura di una sensazione che di un’analisi. La sensazione basata sui simboli, i front-men, quelli che salgono sui palchi e quelli che raccolgono il consenso nelle piazze e in televisione.

Può anche aver ragione, ma dal momento che questa tornata elettorale ha mostrato la sconfitta berlusconiana in tutta Italia, quella su Milano può secondo me essere ascritta più nelle suggestioni che nelle valutazioni, un po’ come l’insieme di suggestioni criticate di Gramellini, quindi.

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Vincenzo Ceretti è il nuovo sindaco di Codogno!

festeggiamenti - foto di GianLuca Ferri
"Codogno, 16 maggio 2011/bis" - foto di GianLuca Ferri

Con 3.253 voti, e il 37,41% di preferenze, Vincenzo Ceretti è il nuovo sindaco di Codogno!.

via Vincenzo Ceretti Sindaco » Archive » Vincenzo Ceretti è il nuovo sindaco di Codogno!


Qualche considerazione

Degli 11 consiglieri eletti, solo 2 sono del pd, 7 non sono tesserati di alcun partito, 4 sono le donne: mi fa ridere se ripenso alle accuse in campagna elettorale di lista civica “maschera” dei partiti centrosinistra, questa ne è la dimostrazione finale (la componente civica è realmente predominante).

Vincenzo è davvero un’ottima persona, equilibrata, moderata, su cui avevo scommesso in tempi non sospetti.
Attribuire la sua vittoria alla sola spaccatura tra lega e pdl mi sembra riduttivo, anche se certamente ha aiutato.
Penso che abbia decisamente tutte le carte in regola per amministrare bene, anche se la situazione sarà difficile, e non solo per colpa delle amministrazioni precedenti.
Diciamo che c’è da ridare un’impronta, ecco.

Collaborare, proponendo sul web il suo progetto, è stato un piacere e un onore.
Così come conoscere le persone che hanno fatto parte della costruzione della lista civica Codogno Insieme, un buon progetto davvero e finalmente tanti incontri tematici e dibattiti che non finiranno nel nulla!
Serate in cui ho lasciato la mia paziente dolce moglie a casa da sola con la bimba, non sono state vane!

Vincenzo Ceretti

L'abolizione formale del «Lei»

Non fosse una provocazione
è proprio una proposta

che deriva dal linguaggio
e arriva ai rapporti personali

In inglese non esiste più
la differenza arcaica tra il voi e il tu
oggi fusi in un democratico “you”
esiste il rispetto che si evince dal comportamento
dalla misura degli accenti e delle parole
e delle proposizioni

In alcune parti d’Italia sopravvive un “voi”
simile a quello inglese
e che hanno anche in portoghese e francese
che è cifra di rispetto ma anche segno di apprezzamento
un napoletano che ti dà del voi è perché o è tuo parente o ti sente vicino

Direi, una volta per tutte
eliminiamo alcune piccole formalità del linguaggio
senza stare troppo a lamentarci “eh ma i giovani danno del tu a tutti, è una mancanza di rispetto
iniziamo a insegnare il rispetto nella sostanza

Per certe cose son d’accordo che il metodo è importante quanto il merito
in questo caso, no.

del web

qualche tempo fa mi veniva voglia di sbottare contro la menata di turno, ovvero l’ennesima pubblicità gratuita fatta a wired per l’ennesimo articolo volto a far parlare e a vendere un prodotto cartaceo ormai alla frutta… e poi per fortuna ho perso anche la voglia

anche perché il “visionario” si è sciolto come ghiacciolo al sole, e perché mi bastava aspettare un più razionale commento di luca de biase, molto più bravo di me ad analizzare queste cose… ecco un estratto che evidenzio dal suo articolo:

3. Il pericolo che la rete libera sta correndo non viene dalla concorrenza delle apps che in fondo non sono che un altro modo per usare internet. La supposta chiusura delle piattaforme per usare le apps è comunque parte di un sistema competitivo aperto basato su internet. Del resto, Facebook è anche una piattaforma per le apps che si usa sul web. Il vero pericolo è che i grandi cui Anderson e Wolff assegnano già la vittoria riescano ad abbattere la neutralità della rete che garantisce l’innovatività del sistema (tema accennato per esempio da Gizmodo).

 

Molti commenti alla vicenda sottolineano che si tratta semplicemente di un’operazione di marketing di Wired. Sono intervenuti per quanto ho visto: Giuseppe Granieri, Tiziano Caviglia, Massimo Mantellini e, velocemente, Nereo.

Robben de matt

in tempi non sospetti pronosticai che l’olanda vincesse i mondiali, e diciamo che l’aver sbattuto fuori il brasile aiuta a realizzare questo pronostico
ma ve l’immaginate Mandela che consegna la coppa proprio ai quei boeri che soggiogavano gli indigeni sotto l’apartheid?
(quanto meno avrebbe un forte impatto simbolico)

{cambiando discorso}

bondi è proprio sciapo come interlocutore su un discorso di evidenza lapalissiana
il fatto che ci sia un fastidioso fini qualunque a pronunciarle, non cambia la sostanza di una società italiana che (almeno in parte) non ci sta a farsi trattare come una massa di imbecilli per l’ennesima volta

conti alla rovescia

mancano dieci giorni alle regionali, e abbiamo fatto un gran bel lavoro di squadra e… di piazza
ma. molto più importante, mancano due mesi all’arrivo di Caterina, e siamo abbastanza pronti
e dal punto di vista psicologico un po’ impazienti, e dal punto di vista dei materiali, abbastanza “equipaggiati”

cito le parole di un amico:

Io provavo a fare delle cose (tipo dei massaggini alla schiena, tipo che le tenevo la mano) ma ci sono poche cose in cui ci si sente inutili come quando una donna è lì con le doglie e tu non ha proprio idea di come metterla.

Insomma abbiamo passato tutta la notte così.

… e mi chiedo come sarò e come farò io in quel momento, e mi viene già da sorridere =)

l’unico conto alla rovescia che non mi torna ancora è quello che mi separa da giornate lavorative più tranquille, ma questo è poi tutto un altro discorso

sensi unico alternato

<…> Ma fallimentare si è rivelata l’idea che bastava mettere al posto dei vecchi partiti un “uomo solo al comando” riducendo a ben poco il ruolo dei parlamentari e la sovranità del Parlamento. È giusto non tornare indietro al pollaio delle mediazioni tra partiti e partitini. Condivido l’idea di un partito a “vocazione maggioritaria”. Ma basta il consenso elettorale raccolto attraverso i “media” da un capo più o meno carismatico? La società si disgrega se non c’è una forza che garantisce il “governo lungo” delle relazioni sociali, un organismo capace di mettere in campo un’agenda politica più vasta.

La lotta politica comporta duri scontri, anche personali. Lo so, li ho vissuti e non mi scandalizzo. Ma il loro limite sta nel fatto che un fattore guida della comunità italiana è più che mai necessario. Il Pd esiste se esprime anche un ideale e se, al tempo stesso, si presenta come uno strumento radicato nella società capace di mobilitare forze, intelligenze, passioni.

via Pd, il senso della politica e la cultura della rissa – l’Unità.it di Alfredo Reichlin

obiettivi, tentennamenti, convizioni

mi immagino un individuo dotato non solo di fede ma anche di convinzione, convinzione in una missione molto terrena, al servizio degli altri, come prete o missionario
uno scopo, un ideale, una missione, dunque, sotto gli abiti e l’egida di un’istituzione, la chiesa, che non sempre e non in tutto fa e ha fatto scelte e opere condivisibili o apprezzabili

il paragone è azzardato, eppure a volte mi sembra proprio di vivere un’esperienza dagli stessi aspetti controversi, le contraddizioni dello stare in qualcosa di grande (o grosso) nato con l’intenzione e l’aspirazione di essere un contenitore e uno strumento per fare politica, in un modo più efficace e contemporaneo

è improprio, il paragone, visto che la chiesa ha una direzione ben precisa – la linea politica – dettata dalle scelte espresse dal conclave che elegge il pontefice

nel caso del pd invece, anche in questa terza fase, percepisco un’assenza di decisione, e i teatrini delle candidature alle regionali 2010 sono il termometro di questo perenne stato di confusione

non era bersani l’uomo forte, eletto dopo una fase congressuale di confronto, che doveva sciogliere lo stato comatoso di un partito (quasi-)mai nato?!?

tempo fa discussi con un amico del circolo di codogno del fatto che linea politica non significa nominare dall’alto i candidati per le elezioni, e paradossalmente ci siamo trovati tutti e due sbalorditi a non avere ne’ nomi scelti ne’ primarie a deciderli?
delicato e preciso questa nota di pierfrancesco, che mi trova abbastanza d’accordo

dal di dentro, ci vuole un po’ di sangue freddo, con la speranza che le primarie non siano un vecchio abito  passato di moda

uno, nessuno, trecentomila (vedere viola)

piazza fomentata piazza urlante piazza viola.
Partiti che se ne appropriano mediaticamente altri che la snobbano ufficialmente salvo smentirsi con alcune presenze.
Una manifestazione di cittadini che mostrano il loro dissenso nei confronti del governo – anche se mancante di proposta politica – non può essere messa in secondo piano dal principale partito di opposizione. Per poi una settimana dopo proporre un’iniziativa i cui contorni non sono ancora netti al suo interno.
Buona giornata.

briciole

lasciare indietro giorni e giorni di pensieri in background è un po’ come la favola di pollicino, che se non ti ricordi di lasciare le briciole per la strada mica ci riesci a ricostruire il percorso…

  • le auto a gpl non producono ossigeno
  • pubblicizzare un super-alcoolico e dire in fondo “bevi responsabilmente” mi puzza di ipocrisia, così come il “gioca responsabilmente” del gioco a perdere win4life
  • sempre di giochi d’azzardo, siccome è un paese gaio e sognatore, lo stato ci prende gusto (…) e mette due primi premi della lotteria italia, visto che è uno stato che incita alla responsabilità, vero?
  • penso che oggi si possa fare un giretto e far arrestare senza problemi qualche mafioso, non è mai stato così facile, e tutto questo grazie a questo governo che si sbatte contro la mafia coma mai altri fino a ora
  • il pd non va in piazza il cinque, ma l’undici e il dodici (e la chiamano “tre giorni“), e in tutto questo l’unica certezza è che non si capisca una mazza di cosa stiamo proponendo (per la cronaca, sabato mattina a codogno, ci stiamo pure noi a prendere un po’ di freddo, tanto per gradire, nelle mille piazze per l’alternativa)
  • ho trovato qualcosa che mi mancava in cucina, ora mi manca una libreria per il salotto, qualcosa di easy

dell'esperienza

ultimamente in diversi ambiti ho a che fare con persone le quali, invocando la loro esperienza, si arrogano il diritto di fare cose di cui non sono capaci, e i risultati lo dimostrano

a una di queste ho risposto “puoi anche venirmi a dire che hai anni di esperienza a pilotare un deltaplano, ma non puoi improvvisarti pilota di aerei di linea, qualificandoti solo in nome dell’età e degli anni per i quali hai svolto un’attività più o meno simile

se l’esperienza fosse coniugata sempre con un pizzico di umiltà ma soprattutto in una logica di confronto, allora sarebbe una situazione vivibile, ma spesso non va  a finire così

e ci sono poi i risultati a parlare al posto di un marco frattola qualunque che sproloquia sul suo blog 😉

Fotografia di un'Italia

Al di là di quelle che è il clima elettorale, penso non faccia mai male ribadire che non sono questioni strettamente politiche quelle sul tavolo di ogni discussione che riguarda il Sig.B.
Un paese in cui si parla sempre e soltanto di lui, non della politica, non delle cose da fare, di quelle fatte, di quelle da rifare.
Il suo progetto mediatico è pienamente realizzato.

Abbiamo bisogno di rimettere noi al centro dei problemi e delle discussioni.
E’ quindi la fotografia dell’Italia telenarcotizzata che spero di poter consegnare (al più presto) alla storia come uno dei periodi più mediocri della nostra società.
Giovani e giovanissimi che non solo non ne vogliono sapere della politica, ma nemmeno di fare cose che riguardino cultura, progetto, socializzazione.
L’effimero festaiolo da happy hour è il “godersi la vita“, come ho sentito dire da un quindicenne a me vicino (mio fratello).

blog >> facebook

Mi chiedo e vi chiedo, quanto porta o quanto toglie, in termini di frequentazione del blog (intesa non solo nel numerino di visitatori, quanto piuttosto per il tipo di interazione, di interfaccia, di discussione), il fatto di importare il feed RSS del proprio blog nelle Note di Facebook ?

Oracle and Sun

oracle press overload

Diciamo che è una di quelle notizie che ti immagini da anni (e che non scrivi come queste previsioni ciccate :D).
Soprattutto dopo che hai lavorato su Oracle, in Java e su Solaris, e poi su MySQL (che è stata acquisita da Sun poco più di un anno fa).

Sono scenari che ti immagini anche abbastanza naturali, l’alleanza tecnologica e strategica tra le due corporation è decennale; addirittura il motore di Oracle ha dei pezzi in Java, e anche i consulenti Oracle ricordo che spingevano molto per l’installazione del loro database su piattaforme Sun-based (motivazioni sia strategiche che di design architetturale).

I rumors di acquisizione della Sun da parte di IBM erano dunque poco più che gossip buono per sviare l’attenzione?

Secondo me non c’è un reale “pericolo” per il futuro di MySql (di cui l’engine più diffuso, InnoDb, è tra le altre cose brevettato e sviluppato da una società del gruppo Oracle), ma probabilmente coglieranno l’occasione per rimodulare l’offerta dei database server e dei servizi di consulenza (mi auguro), a tutto vantaggio di un ampio mercato che va dal piccolo sviluppatore indipendente su piattaforme libere LAMP fino alla corporation.