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Gmail nested labels

Mi sono accorto ora che dentro Gmail c’è la possibilità di creare/gestire etichette annidate:

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ovviamente per chi usa la posta di gmail via imap, poco cambia, visto che nel client di posta (p.e. thunderbird) già si potevano fare tutti gli spostamenti/annidamenti voluti, ma poter gestire questa flessibilità anche nella webmail è notevole (e, come ci ha abituato google, è ben implementato).

new facebook messaging

L’evoluzione della posta, come direbbe qualcuno.
Oppure l’involuzione, come direbbero alcuni miei amici.

Fatto sta che funziona decisamente bene, e dal proprio client di posta, quando arriva una notifica di messaggio, si può rispondere direttamente senza andare sul sito web di facebook. Una cosina fatta bene, insomma. La congiunzione della email tradizionale con il sistema facebook è una congiunzione tra due mondi, quello che preso la dimestichezza con la Rete attraverso FB e quelli con un approccio diverso.

L’attivazione del nuovo sistema di messaggeria (passatemi il termine) è piuttosto semplice (vedi p.e. qui), e potete invitare all’upgrade i vostri amici a direttamente dal centro messaggi stesso.

Molto ben fatta anche l’integrazione con gli sms (“text messaging”), anche se la sconsiglierei… alla lunga può risultare seccante vedersi sul telefonino le notifiche dei messaggi, specialmente se siamo iscritti a diversi gruppi (tipo politica o tecnologia… a meno che non ci piaccia lo “spam” anche sul cellulare).
Ieri l’attivazione dei servizi era piuttosto lenta, e il servizio sms era disponibile, per l’Italia, solo con Wind e Vodafone (oggi non saprei).

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Per scrivermi su quell’indirizzo: mailtosbarraxatfeisbucdotcom

gmail offline

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Ammetto che, mentre provavo gmail offline, mi è venuto lo sghiribizzo di farci un post, catturando le fasi più significative di un processo di “installazione” veramente veloce e facile da effettuare.

Ma i tutorial e le descrizioni passo-a-passo le sanno fare meglio altre persone, quindi appena ho letto questo post di Dario Salvelli, ho ridimensionato l’iniziativa e mi limito dunque a una considerazione: non sulperchè usare gmail offline”, e nemmeno sul “quando“, ma più semplicemente sul “come: infatti non è certamente un prodotto innovativo di per sè, un client per la posta offline… e come si discuteva qui, oggi come oggi parlare di “offline” suona pure anacronistico; le esigenze possono essere le più disparate e probabilmente sono più legate a circostanze di nicchia o di emergenza (posti senza copertura wi-fi o umts, periodi di “buio di connettività” casalinga, viaggi su treni “sfortunati”…), ma direi che il vero punto vincente è la strategia di bigG: prima ti abituano a “essere gmail-centrico”, infarcendo una webmail di feature come la chat (+audio + video), i task, e vari altri lab, e poi ti tolgono anche una delle ultime remore che potresti avere nell’utilizzare solo gmail al posto del tuo client di posta preferito… il che significa essenzialmente abituare gli utenti a usare sempre e solo la loro interfaccia, che è ovviamente un ottimo vettore di advertisement.

Senza contare che se usi diverse piattaforme, probabilmente dovrai gestire client diversi o comunque passibili di un minimo di gestione; mentre per gmail offline non c’è altro che da installare Google Gears, quindi nessun altro applicativo particolare, di cui imparare o manutenere le funzionalità.

Che tipo di spazzolino utilizzi?

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