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fiautomobile

dopo alcuni anni come pendolare ferroviario, torno a viaggiare in automobile

ma c’è molto di più, ovviamente, che l’esasperazione per un servizio di trasporti scadente

il mezzo ibrido o a metano al momento è fuori budget, anche se i miei chilometraggi indicano che dovrei passare

stamattina

stradacomincia su un binario buio, sul quale arrivo un’ora e mezza prima dell’orario consueto
una piccola commissione/consegna ma anche, direi proprio, una piccola prova d’amore… 🙂
l’incontro, il saluto, il finestrino, il sorriso
e poi mi incammino, la passeggiata verso l’ufficio, senza aprire l’ombrello: le gocce così fini e frizzanti di questa pioggia gentile sembrano la naturale e gioiosa continuazione delle carezze ricevute prima sul binario, prima del saluto
mentre guardo avanti sorrido, è bello camminare con un sorriso appena accennato ma distintomagnolia7
i fiori delle magnolie nei giardini delle villette sulla strada in discesa, sono ormai completamente aperti, e molti petali sono ormai poltiglia marrone sui bordi dei marciapiedi

è una mattina inusuale, umida e delicatamente serena

colpo sotto a girare

nonostante non sia bravo nell’italiano quanto tanti bloggers colti e letterati – ho fatto l’istituto tecnico, sapevatelo – colgo come una primula fresca di questi periodi, l’occasione per notare che la vita ha sorriso anche a altre persone che prima o dopo hanno preso decisioni simili alle mie, ovvero abbandonare alla propria strada esseri-non-umani per abbracciare la strada di una felicità aperta, emotiva, provata

sono piccole, ciniche, umane, agrodolci, soddisfazioni personali

PS: ci sono altre persone che vivono nell’incubo della loro stessa comunicazione, non si decidono mai a comunicare in modo libero e deciso, spero per loro che concludano questo auto-embargo, che tra l’altro si interseca con le persone “liberate” sopracitate

periodo ocra

Terra bruciata, in poche parole.
Da domenica pomeriggio si susseguono circostanze personali che disegnano un recinto desolante intorno a me.
Nulla di tragico, per carità.
Ma sempre e comunque ho dei log personali intasati di Warning, Notice e qualche segmentation fault a macchia di leopardo, per dirla in tecnichese.

E’ ora di un po’ di debugging, e poi giù di logrotate.

energie

capita di accorgermi che mi scorra dentro un’energia, enorme, che si manifesta a volte come un torrente in piena
e travolge la parte razionale di me, e travolge chi mi sta di fronte
finisce col ferire chi ferire non vorrei mai
devo imparare a incanalare queste energie in situazioni positive, in contesti razionali, in manifestazioni che non siano mai esagerate ma semplicemente controllate
e se non riuscirò da solo in questo intento, mi farò aiutare

il disgelo e le incessanti piogge di questo periodo stanno sgretolando le strade
una sola buca che non vedi nella notte, su strade che pure conosci a memoria, presa a velocità sostenuta, può portare a conseguenze tragiche
le situazioni della vita in cui non controlli ciò che sembra normale, con le persone con cui vivi la tua vita da sempre, possono avere un sapore amaro. per questo, ci vuole controllo, e pazienza.

sappiatelo

che il ruolo di rompicoglioni istituzionale mi calza a pennello, in qualunque contesto. sempre, a fin di bene, s’intende

bianco e nero

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  bianco – come il colore che appiattisce tutto in questi giorni
  nero – come il colore che si nasconde dentro

sono giorni in cui la quantità della neve e la mia presenza a piacenza, mi riporta naturalmente con la memoria a san lazzaro, nel 1985
sui lati del cortile antistante i cinque garage, la neve spalata e accumulata ci permise di farci dentro un tunnel che in pochi giorni si ghiacciò e formò un “corridoio-igloo” in cui mia zia laura e io ci infilavamo
periodi che sanno di ricordi, troppo,
ma
non si può vivere di nostalgia

avanti tutta.

delle pagine

si chiudono grandi e piccole pagine, della vita

come giustamente commentava mio cugino, si è chiuso definitivamente un pezzo consistente di storia

una storia di famiglia, certo, non la storia dei libri di scuola
è una storia che non racconterà nessuno al di fuori, e già per chi c’è dentro ed è due generazioni più recente è un po’ faticoso ricostruire

per me poi che ho vissuto in due famiglie e mezzo, dover sempre trovare un compromesso tra una storia prevalente, un’altra storia da conoscere, e la mia piccola storia da coltivare giorno per giorno, è stato qualcosa di strano e di amaro arrivare ancora adesso a chiudere questa pagina con tanti interrogativi, ma tant’è

perfino guardare vecchie diapositive, ieri sera, è stato deleterio
non tanto perchè lo si consideri scoperchiare vasi di nostalgia ed emozioni inespresse, quanto piuttosto perchè ho constatato che le divisioni create dal tempo o dai dissidi, o dalla tremenda combinazione dei due fattori, ancora oggi rimangono
un’intera generazione non c’è più a poter parlare ai cervelli e ai cuori di figli e nipoti, per farli riflettere, insieme

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è come se il tumore che ha ucciso tutti i quattro nonni fosse, ancor più grave, nelle generazioni successive l’incapacità di costruire

contemporaneamente si chiude anche una pagina un po’ più piccola, quella di queste vacanze, un vero e proprio cambio di mente, diversi giorni passati senza neanche ricordare cosa possa essere quell’ufficio dove a breve dovrò tornare, in treno, come in treno ho concluso questa epifania per tornare a casa, coi piedi gelati che affondavano in una surreale stazione di codogno

18:23

Salgo sul 18:23
quel localaccio che va pianissimo, ferma in tutte le stazioni, e spalma ritardo democraticamente a ogni stazione
Dagli altoparlanti messaggi goffi e preregistrati intervallati da suoni di sistema di windows 3.1 (plin …  plin … )
Due maturi fidanzatini sulla panchina a baciarsi e a sorridersi
Dentro di me, osservatore per vocazione, c’è un grande senso di schiacciamento
Fare i conti per la fine del mese era più semplice un tempo, anche se non posso e non voglio dare la colpa alla congiuntura e alla crisi internazionale dell’economia
Erro, registro, medito, riparo

oggi

sono inutilmente nervoso

saranno i 3 caffè, cosa ormai a cui non son più abituato

sarà che pretendo troppo da me stesso e da tutto ciò che mi circonda

mi metto in affanno da solo

mi sento come un culturista che prende anabolizzanti virtuali per pompare sempre di più, non mi basta più, chissà cosa devo dimostrare

chissà

domani cucino io

… altro che vissani e la clerici … 😀

sono parecchi mesi che mi frulla per la testa di aprire un’attività enogastronomica

o un’enoteca con piccola cucina, o un vero e proprio ristorante

non è solo il frutto di considerazioni che nascono dal piacere del cucinare (e anche riuscirci discretamente, così mi dicono)

perchè trasformare una passione in un lavoro è un salto che non si fa “aggratis

ma l’ho già fatto con l’informatica, materia non proprio dei miei studi (ho studiato da elettronico), e da autodidatta ho imparato tutto e l’ho trasformato in professione

e così come dal programmino imparato smanettando da solo, son passato a una concezione dello sviluppo più industriale, pianificata e “di gruppo”, così immagino ci sia un notevole salto, nel passaggio dal preparare cose sfiziose per una piccola tavolata, al gestire un ristorante, con il know-how e con tutti i costi di gestione, senza contare quelli di marketing (serve molto il passaparola)

l’informatica era la mia passione fin da piccolo, ora mi sento anche abbastanza appagato, per certi versi, anche se nella mansione di coordinatore di sviluppatori certamente devo fare ancora passi in avanti, tanti, sono ancora abbastanza acerbo, diciamo

ci sono sfizi che magari tra un decennio passeranno per la realtà, chissà

mi piace pensarlo
e immaginare fin da ora come sarà

Yes, Week-En(d)

capita che magari riesci a fare una fine settimana (non ditemi “un fine settimana” che mi altero, son entrambi sostantivi femminili, non fatevi prendere da brutti andazzi :-P) non da nomade assetato di vedere il mondo

perchè fa bene occuparsi anche un po’ della casa, anche se per fare le pulizie ti tocca aprire finestre e persiane
e ti giochi così il microclima fresco creato dopo settimane di buio e di climatizzatore programmato

potrei annotare tra le varie cose che stamattina, laura e io, siamo andati dal prete che ci sposerà e gli abbiamo fatto scrivere sull’agenda la data, quella vera, quella che non si cambia ma che ci cambia (la vita)

posso anche annotare che riflettere fa bene, soprattutto quando ti fa arrivare con un progetto nella testa ben preciso, senza colpi di testa

ora che son qua col portatile a godermi la rivincita del Daikin contro le orde dell’Afa Padana insidiatesi in casa ieri, posso guardare con una certa calma perfino gli ultimi quattro giorni di ufficio che mi separano dall’agognato mese di agosto (che si salta dal lavoro a pie’ pari)

ci voleva per concludere in bellezza la visione di un film secondo me ben confezionato, un po’ diversi dai soliti schemi, forse un po’ lunghetto ma che valeva la pena di vedere: The Dark Knight (mio pointer su Scrive.itrating punto pienopunto pienopunto pienopunto pienomezzo voto)

del vedere

tutte le persone come amici

ho letto spesso anche su altri blog, è facile cadere come sono caduto parecchie volte

…nell’errore di associare allo star bene con una persona (non intendo il partner, ma amici conosciuti tra ufficio, scuola, tempo libero e altre occasioni) l’esser amico di quella stessa persona

evidentemente non esiste un automatismo, o una soglia

forse esistono fatti che testimoniano quel passettino in più che l’altro è disposto a fare nei tuoi confronti, forse è quello che definisce un amico

certo passare anche tante ore al giorno a condividere una scrivania, a ridere insieme e presumere di essere in sintonia, non basta

non basta

dita macchiate

ho ancora le dita macchiate da tutte le prugne che ho snocciolato ieri sera, per farne marmellata

la cosa è aggravata dal fatto che mi mangio da sempre le pellicine intorno alle unghie

detto questo, l’aria meno umida, il morale è così così, il lavoro attraversa una fase di caos pre-ferie poco… costruttiva

una cosa che mi fa sorridere… la mia panzetta c’è ancora ma è sempre più piccola di quella di ronaldo di adesso 😀

strolling around

a volte, come stasera, mi prende di allungare il tragitto di ritorno dalla stazione verso casa, e puntare la bici verso il cuore del piccolo paese di retegno

assapori i piatti che stanno cucinando nelle varie case, molte ancora delle quali si affacciano sulla strada, tanto che puoi, pedalando piano, quasi avere il tempo di dire buon appetito a coloro che vi abitano e che stanno iniziando a cenare

diciamo che è anche un aperitivo olfattivo, e ti fa venire qualche idea per la tua cena, quando torni un po’ più tardi del solito e ancora hai la testa in quel dannato ufficio

mi piace la frazione in cui abito, nonostante non lo senta mia, capita che dia delle calde sensazioni

e non mi riferisco alla temperatura tropicale di questi giorni

F.F.

FF

professione di fiducia

laura sul leone della vittoria

Pioveva che Dio la mandava, fino a pochi minuti fà.
Sempre che questo Dio, sia lo stesso che c’era in quella chiesa, fino a poche ore fà.

C’è nel cuore solo la consapevolezza che non voglio egoisticamente distruggere qualcosa di suo, che non voglio separare o dividerla da un mondo, ma solo costruire qualcosa di nuovo, di entusiasmante quanto lo è stato finora e anche di più. Anche contro le parole di chi ci osserva da più o meno vicino, che quasi sempre sono così distanti dai nostri cuori e dalle nostre vite, che neanche ci sfiorano.
E’ bello costruire così, dimenticare le difficoltà, averti come pensiero fisso e centro insostituibile di ogni aspetto della mia vita, quotidiana e futura.

Non c’è più tempo per niente altro, niente altro che mi possa distogliere o allontanare da te anche solo col pensiero.
Non c’è attivismo o politica o conto in sospeso che mi impegni.
La strada che ci porta a domani, è infinita e leggera al contempo. E’ il mio amore, per sempre.

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Non servivano soggetti politici nuovi, e la scommessa politica l’avevo in cuor mio etichettata come inefficace fin dall’inizio.
Quel fiore stretto in una mano non farà sanguinare alcuno con le sue spine, perché, qualunque sia il premier designabile da queste elezioni-papocchio, i margini di un cambiamento radicale non ci sono, non ci saranno.
Non è ancora tempo, c’è da lavorare ancora tanto e diversamente.

ma quanta desolazione, quanti capi-coalizione c’erano?!?