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il viaggio di ogni giorno, quando d’inverno, il sole sorge di fronte a te, nel gelo limpido

Inizia così

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Giulio Alberoni – Wikipedia

Il successore di Benedetto, Clemente XII (eletto nel 1730), lo nominò legato in Romagna.

A Ravenna fu ricordato per aver avviato la costruzione del nuovo canale naviglio e del nuovo scalo portuale.
Ma incorse nella disapprovazione del pontefice a causa delle misure forti ed insostenibili con cui cercò di ridurre la piccola repubblica di San Marino ad assoggettarsi a Roma (occupazione alberoniana).
Di conseguenza, venne rimpiazzato da un altro legato nel 1740 e poco dopo si ritirò a Piacenza.

Qui, Clemente XII lo nominò amministratore dell’ospedale di San Lazzaro.
L’ospedale era una fondazione medioevale a beneficio dei lebbrosi. Essendo la malattia scomparsa dall’Italia, l’Alberoni ottenne il consenso del papa per la sua soppressione e istituì, al suo posto, un collegio per l’educazione al sacerdozio di settanta ragazzi poveri.
Tale istituzione prese il nome di Collegio Alberoni ed è tuttora esistente
.

Dopo la sua morte, fu sepolto nella chiesa del Collegio, al quale lasciò in eredità la somma di 600.000 ducati.
Il suo monumento funebre venne ornato di un bel busto-ritratto in marmo opera dell’Abate carrarese Giovanni Antonio Cybei (1754).
Lasciò, inoltre, il resto della sua fortuna a suo nipote.

via Giulio Alberoni – Wikipedia.

86esima Adunata Nazionale Alpini a Piacenza

Un grande evento
capisco il disagio manifestato da molti piacentini
ma limitato a tre giorni è nulla
rispetto alla festa di un corpo unico nel suo genere
che va oltre l’aspetto militare
perché non rappresenta la guerra
ma lo spirito di sacrificio e di solidarietà
in nome della patria

Certo, nella moltitudine
ci saranno stati ubriachi e invasati e stupidi
ma la città che ho trovato stamattina andando in stazione
era pulita come non mai
come se non fosse successo niente,
invece quattrocentomila persone – quattro volte gli abitanti della stessa Piacenza – hanno dato uno splendido esempio di festa

Ecco alcuni stendardi storici della “mia” Brigata, la Julia:

86esima Adunata Nazionale Alpini a Piacenza - Stendardi Julia

province che scompaiono

Provincia di Piacenza (wikipedia)

al di là dei sentimentalismi e dei campanilismi, secondo i quali ci si potrebbe dispiacere per l’eliminazione di province come lodi e piacenza, penso che questo provvedimento sia la solita scorciatoia più demagogica che utile

non affronta il vero nodo della questione province: la (presunta) poca utilità di un livello amministrativo a metà tra regione e comuni

problema che si doveva e si poteva affrontare togliendo le cariche politiche provinciali e conferendo uffici e deleghe/competenze da provincia a regione

non siamo una repubblica federale, e quello che ci stanno spacciando da tanti anni per federalismo è un’accozzaglia eterogenea di colpi di legge a destra e a manca, anche se la base di tutto, se non erro, è la legge bassanini che stabilì le deleghe da affidare a comuni, province, regioni

aggiungo solo tre cose:

  • mi affascina la provocazione di andrea: aboliamo le regioni, non le province… avete presente cosa hanno in comune uno di sondrio e uno di lodi (cioè: niente), non è molto più vicino al territorio la provincia rispetto alla regione?
  • ma se il problema nasce dalla domanda “a cosa servono le province?” perché sono sconosciute o giudicate irrilevanti le deleghe ad esse affidate, non era sufficiente ricalibrare le deleghe tra comuni/province/regioni?
  • perché in altri stati europei hanno le province, o comunque tre livelli di suddivisione amministrativa al di sotto dello stato, e non le hanno ancora abolite? (domanda semi-retorica, questa)

del famigerato collegamento veloce Piacenza-Rogoredo

“Stiamo attuando il percorso annunciato nel corso dell’Assemblea dell’Associazione Industriali – ha detto il presidente Massimo Trespidi – esplorando ogni possibilità e percorrendo tutte le vie istituzionali che possano dare concretezza al tema del collegamento veloce tra Piacenza e Milano; tema già nell’ agenda dei Governatori di Lombardia ed Emilia Romagna e sul quale la Provincia sta lavorando attraverso incontri serrati sia con le Istituzioni che con le Società che si occupano di mobilità e trasporto. Il collegamento veloce con Milano Rogoredo è da sempre un tema molto seguito e che suscita il massimo interesse e non solo per agevolare i 10mila piacentini che ogni giorno si recano in Lombardia per lavoro.

via PiacenzaSera.

Era da un po’ che rimaneva nel limbo, questo progetto che in teoria doveva esser pronto nel 2009.

Mafia nell'edilizia, in Emilia il fulcro è a Piacenza

da Piacenza24 – Notizie di Piacenza e Provincia – Attualità > Mafia nell’edilizia, in Emilia il fulcro è a Piacenza:

Sembrerebbe quello dell’edilizia il settore più esposto, gestito dalle famiglie calabresi arrivate decenni fa nel nostro territorio. Il procuratore Alfonso se da un lato sottolinea l’integrazione di gran parte dei nuclei provenienti dalla Calabria, dall’altro evidenzia il mantenimento dei legami con i clan d’origine e i tentativi di concludere affari in settori delicati come quello delle costruzioni.

qualcuno parla della presenza della ‘ndrangheta anche nel territorio piacentino
è qualcosa di noto o percepbile, e mai detto apertamente, come sta avvenendo da tempo anche in Lombardia e nella cronaca locale,
finalmente si sta facendo un po’ di luce sul «cono d’ombra», come direbbe il mio amico Lele 😉