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Task iOS su Android 

Noi invento niente, anzi, scopiazzo e adatto.

Prendo spunto dal post “Come utilizzare i servizi di iCloud su dispositivi Android” per soddisfare l’esigenza di invertire il senso del ciclo di vita dei task (alias Promemoria).

Finora la mia piattaforma preferita per inserire e persistere i promemoria è sempre stata Google, per motivi storici:

  1. fino a due anni fa non avevo dispositivi iOS
  2. Non credevo di aver bisogno di promemoria un minimo strutturati, fino a quando non ho visto quelli su iOS
  3. Pensavo infatti che Any.do fosse più che sufficiente per me

Poi

per lavoro prima è arrivato un Macbook, successivamente è arrivato un iPad (a seguito della prematura scomparsa dello sfortunato Asus TF301), e ho potuto effettivamente toccare con mano cosa significhino interfacce utente ben studiate nel complesso della loro esperienza d’uso, al di là di una manifesta superiorità in termini di interfaccia grafica.

Quello che mi serviva era portare anche su Android quella comodità dei Promemoria di Apple, strutturati al punto giusto, agili da usare ma non relegati a pezzo di serie B della mail come i Google Task.

Ed ecco apparire l’articolo sopracitato e SmoothSync for Calendar, app per Android che Continua la lettura di Task iOS su Android 

Xmarks

Diversi modi di interpretare l’interazione client <-> API:

ovvero lanciando un comando specifico (“togliere i bookmark duplicati”), beccarsi in risposta un error 400 con messaggio di dettaglio in un confirm javascript e poi rimanere imbalsamati su una pagina morta.

Da notare che produttore e consumatore della API sono la medesima azienda.

 

Amenità a parte, Xmarks rimane per me il migliore sincronizzatore di segnalibri cross-platform in assoluto, perché fa una cosa e la fa bene, con feature come profili di utilizzo e punti di ripristino, che lo rendono una certezza.

Asana Boards

La considererei, a livello del tutto personale, un po’ come la morte di Trello… senza offesa per nessuno… Asana ha introdotto le board, come forma di progetto alternativa al progetto tradizionale.

Una kanban semplificata integrata, in quello che considero il più agile e produttivo strumento di gestione dei task, rende Asana una vera e propria killer application, nell’accezione anche di uccisione della concorrenza diretta, IMHO.

Fruibile dignitosamente anche dalla app su iPad, l’unica pecca per ora rimane il fatto che non si possano convertire i vecchi progetti in board, ma posso capire che aprire alla possibilità di una conversione poteva innescare grattacapi.

asana-board
Asana Board su desktop (chrome)

Leggi dal blog di Asana: Collaboration is beautiful: Introducing Boards in Asana

Asana Board su iPad

Della produttività personale

Il mio stack personale di strumenti di produttività è notevolmente migliorato nell’ultimo anno…

Migliorato in quantità e qualità, sotto l’aspetto dell’ausilio alla quotidianità personale come di quella lavorativa.

Alcuni di questi strumenti hanno vissuto fasi demo a livello personale e poi sono entrati nell’utilizzo lavorativo, altri son stati sostituiti da strumenti conosciuti nell’ambito lavorativo stesso.

Il fattore scatenante di questo miglioramento è stato certamente un dispositivo Android stabile e performante come il Nexus 5,
che ha permesso l’utilizzo di tali app su più piattaforme diverse senza mai “perdere il pallino”… che io sia su pc, macbook, smartphone ho sempre sotto controllo la situazione;

gli strumenti chiave per me sono:

  1. Asana
  2. Toggl
  3. Evernote
  4. Sunrise Calendar
  5. Slack

Ognuno ha la sua funzione specifica e insostitubile:
1) Asana: task manager facile da usare, non è un issue tracker, non serve a collezionare dettagli tecnici, ma solo a mettere in fila le cose da fare, con un semplice paradigma cosa/chi/per-quando.

2) Toggl: registrare il tempo; si può legare a Asana, mediante estensione di Chrome o Zapier, per esempio, e diventa memoria storica e contabile del nostro operato.

3) Evernote: il blocco degli appunti che passa dalla carta al multipiattaforma totale, con scrittura a mano, disegno, sincronizzazione offline e altre caratteristiche imprescindibili. Ho provato dei suoi cloni opensource ma con rammarico ammetto che… come lui non c’è nessuno.

4) Sunrise Calendar: un aggregatore di calendari con GUI veramente ben fatta, comoda da usare.

5) Slack: una moderna versione di IRC di una volta, più markettara, ugualmente scriptabile, forse anche un po’ abusata, ma sicuramente un must-have per una piccola azienda. Se vuoi un’azienda sempre raggiungibile e connessa tra persone che lavorano in posti diversi, Slack è un buon punto di partenza.

A titolo personale poi aggiungerei: AnyDo, che uso come reminder personale, tipo “ricordati di pagare il bollo” e non per lavoro, è il supplemento di memoria a breve termine per le scadenze di carattere generale.

Cosa hanno tutti questi strumenti in comune?
Il fatto di essere “agili” (termine abusato che un po’ mi fa nausea, ammetto), data la facilità di utilizzo delle interfacce utente e, soprattutto, la verticalità funzionale: fanno una sola cosa e la fanno bene

Alcuni colleghi, probabilmente come retaggio di vecchie abitudini, preferiscono ancora la filosofia dello strumento unico, perché “no! poi son troppe cose da usare e da imparare” eppure con l’andar del tempo ti accorgi che è una filosofia fallimentare per n motivi:

  1. se devo solo prendere una nota o registrare un’attività semplice, in issue tracker deve essere addomesticato in termini di workflow e di oggetti di business per lavorare in un modo “castrato” che non gli è proprio, e tale adattamento ha un costo(!) che, a ogni esigenza diversa emergente, costituisce un monte ore paradossalmente più costoso dell’apprendimento dei 5 strumenti sopracitati;
  2. lo “strumento unico” è molto probabile che da dispositivi mobili – pur con tutta la buona volontà di sviluppatori che sulle API gli abbiano costruito intorno delle app fruibili, come nel caso di redmine – sia un vero strazio da usare, anche perché un issue tracker non nasce per registrare in modo veloce bensì tutto il contrario, è uno strumento forense e/o di analisi che deve dare completezza di informazioni e della cronologia di interventi sul caso;
  3. una volta – tipo 10+ anni fa – esisteva solo lo “strumento unico” e gli strumenti sopracitati non erano ancora esistenti o quantomeno ben fatti come quelli attuali, quindi direi: evolviamoci, per favore.

Le API dei vari servizi, e Zapier, costituiscono poi l’ecosistema di integrazione tra tutti gli strumenti e danno un senso organico ai dati raccolti, per non parlare di vari servizi esterni che disegnano grafici e dashboard personalizzate per dare “il colpo d’occhio immediato” sullo stato di avanzamento di un progetto.

Non ho volutamente menzionato le Google Apps perché sono uno standard de facto in merito a fogli di calcolo, scrittura di documenti e altre necessità di ufficio, ma non sono certamente uno strumento “agile“, piuttosto sono una versione moderna, stabile e cloud-based di un concetto di lavoro di ufficio ormai obsoleto.