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Guardando pochi minuti fa Stracult su RaiDue, un filmato coi successi anni ottanta di Jo Squillo, finalmente si è riaccesa la sinapsi su un ricordo ormai perso… quando dieci anni fa una signora nel parco dell’isola Carolina a Lodi richiamava il suo cane urlando “Schizzoooo” a me – oltre a provocare ilarità un po’ infantile – rugava sempre nella testa qualcosa di soppresso: eccolo.

Rivergaro

Che ci pensi mai a quel posto incrociato più volte nella tua vita, un posto semplice, dove ci vivresti pure, dove l’aria ti sembra migliore e forse lo è realmente, però non è fuori dal mondo, nemmeno fuori dal mondo che vivi adesso?

Ecco, per me questa è la descrizione di Rivergaro.
Non certo Miami o Milano o Los Angeles, ma un posto a misura di famiglia e di serenità, IMHO.

Denso di ricordi, dall’infanzia, e anche luogo di origine di un pezzo della mia famiglia, sul lungotrebbia ci ho camminato vapori di nebbia e sibili di sudore e foglie nel vento.
Chi lo sa, potrebbe un giorno, forse, diventare da ricordo a presente costante… non sarebbe male.

Al vargher

Una foto pubblicata da marco frattola (@sbarrax) in data:

Al vargher

Una foto pubblicata da marco frattola (@sbarrax) in data:

e notti

rosso notturno

le notti come queste
dall’aria fresca che par di montagna
grazie agli acquazzoni
e i suoni nitidi, freschi anch’essi
con cicale e grilli
qualche motorino che passa e solo più lontani
alcuni rumori più forti

son le notti che, come una volta, tieni aperta la finestra,
non acceso il condizionatore
e ti gusti i rientri a casa
e i vicini che mettono fuori la plastica

e ricordo le notti di tanti anni fa, a san lazzaro
dove d’estate mi piaceva stare appoggiato al davanzale
ad ascoltare i suoni della notte
che mi facevano stare bene

al sapein

ho comprato una zappino (“lo zappino”, al sapein lo chiamava mia nonna)

era il suo strumento preferito, riusciva praticamente a fare di tutto con quello, era il jolly degli attrezzi per l’orto

quell’orto che era un mondo, alla periferia di piacenza, dove io mi limitavo a spesso a appoggiare la canna per riempire le canale dei pomodori o delle zucchine, formate tra quei prosolini a argine per raccogliere l’acqua

ho comprato lo zappino e ci ho fatto un gran lavoro nel mio piccolo giardino,
oltre ai grandi ricordi di questa piccola persona che sono,
le lacrime nella terra,
la gioia del suo odore,
il legno dell’attrezzo che ti leviga le mani e i piccoli calli che insorgono


l’é trop bel, al me sapein


otto

Pensavo che l’otto marzo del 95 mia madre mi lasciò guidare la sua punto x la prima volta, infatti nevicò. Mi gestii benino anche sul vecchio ponte sul Po.

Faccio un po’ fatica in questo periodo a conciliare, nuovamente, la mia voglia di affermare le scelte fatte sulla base della responsabilità datami, con la possibilità di affrontare serenamente gli intoppi nati da una contingente situazione “promiscua”. Per fortuna non esiste solo il lavoro.
Necessito di un clima più mite x sbrigare un certo riordino in preparazione della stanza della bimba.
E il vulcano delle idee che ho in testa é ancora visto come un’incombenza piuttosto che una risorsa.
Difficile e tutta di vivere

Pino

son diverse notti che mi ritorna in mente pino, che son diversi anni che è morto, talmente tanti che non ricordo neanche quanti sono.
niente coccodrilli, ci mancherebbe.

era un amico di famiglia acquisito
una persona che ha saputo, in alcune occasioni, con i suoi modi fermi ma non autoritari, sciogliere quella tremenda indecisione che avevo da bambino.

un ingegnere calabrese di nascita e milanese di adozione, entusiasta delle tecnologie, della bontà dei progressi dell’uomo e della determinazione.
o almeno così lo ricordo.

ma di una cosa sono abbastanza certo…
se fosse vivo oggi, leggerebbe i blog, seguirebbe i social-network più utilizzati, sarebbe un interlocutore curioso – partecipando alle discussioni – e probabilmente leggerebbe anche questo blog, interpretando l’esigenza di fare diario e comunicazione personale, evitando una classica interpretazione del tipo “che esigenza hai di mettere i fatti tuoi su internet”

come confetti

immagino dei confetti, come piccoli dolci, alcuni ricordi della vita e oggetti e storie e  aneddoti di un’importanza così leggera che tornano solo quando guardo il cielo mentre guido nel temporale o in autostrada, sui lunghi rettilinei, quando la mente ha degli scorci di assenza innocente

mentre tornavo da piacenza questa sera ricordavo giusto alcune cose di quando abitavo a san lazzaro, ricordo di quando andavo a vedere il po sulla riva da via nino bixio, là dove domattina alle 11 aprirà il nuovo ponte galleggiante

in realtà ci sono altre immagini che mi sono passate davanti, ma ora non le ricordo, dovrei forse registrare il film di quando la mente viaggia in autostrada

t r i p

tanti anni fa, tanti che faccio fatico a ricordare l’età esatta, andai sul lago d’orta
e sono state per anni reminiscenze, a volte delle piccole scene del subconscio che venivano a galla in certi sogni, quelle barche, quel borgo, quell’isola suggestiva

tornarci ieri, dopo un bel pomeriggio sul lago maggiore, ha riacceso il ricordo e ha fatto emergere il cassetto confinato nel subconscio

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Franceschetti, mica Franceschini, eh.

(voglia di tornarci)

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bianco e nero

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  bianco – come il colore che appiattisce tutto in questi giorni
  nero – come il colore che si nasconde dentro

sono giorni in cui la quantità della neve e la mia presenza a piacenza, mi riporta naturalmente con la memoria a san lazzaro, nel 1985
sui lati del cortile antistante i cinque garage, la neve spalata e accumulata ci permise di farci dentro un tunnel che in pochi giorni si ghiacciò e formò un “corridoio-igloo” in cui mia zia laura e io ci infilavamo
periodi che sanno di ricordi, troppo,
ma
non si può vivere di nostalgia

avanti tutta.

dei tempi di irc

i primi anni in cui comunicavo in rete, su modem 56k, la scoperta micidiale per me fu irc
e non ricordo quanti anni fa erano

non è il solito post di nostalgia, è solo il ricordo dell’arrivo su irc.freenode.net, le regole da imparare per evitare di andare in menata su #linux-it, il gruppetto caloroso e simpatico di #linux-mi, i primi che mi insegnarono un po’ tutto su #kuht (quelle conversazioni costarono parecchio a mia madre e la convinsero che internet a consumo era un suicidio ;D ), per non dire poi di #muppetslab, posto di amici e di ascolto

ora non uso più irc, e sarei curioso di sapere, nell’era di gtalk e dei botta-e-risposta su muri di facebook e cinguetii vari, quanti la usano ancora?

/me is antico
/quit

microbilanci dei ricordi

ieri un primo novembre all’insegna dei ricordi, e delle vecchie abitudini

ho perfino riconosciuto a distanza di 20 anni, un vecchio imbianchino che dipinse la casa dove abitavo a piacenza

odore di caldarroste e di nebbie appena accennate, che spuntano appena un sole inefficace decide di essersi stancato

O'Scian

lungi da me dello sponsorizzare una catena francese di ipermercato
è che in quello di pc-nord, è come se fossi in casa mia
ci lavora l’estate del 1997, eppure ancora adesso non solo conosco ogni angolo, ma ancora molte delle persone che ci lavorano dentro
molti detestano i centri commerciali e in linea di massima anche io vi sclero un po’, ma quello per me è diverso, è una seconda casa, di fatto l’unico posto dove riesco a far la spesa bene (e conveniente), trovando quello che mi serve sempre con qualche piacevole sorpresa e molta, molta famigliarità