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Xmarks Remote Tabs

…mi fa sempre un po’ impressione usare quella funzione
e vedere la storia di tab aperte di chrome di anni fa, su computer ormai spenti e defunti,
di esperienze lavorative e personali ormai sepolte

fa riflettere sul legame così forte con una entità così debole come la fuffa della nostra vita virtuale, specialmente per chi usa così tante ore al giorno un computer e un browser web, perché quello è il suo lavoro

 Xmarks “Open Remote Tabs” è più di una inutile funzionalità di un plugin per Chrome (e anche Firefox, Safari, Android, etc.), è anche un piccolo strumento di introspezione personale

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L’anti-leader

Civati non è uno pseudo-leader ma un semplice punto di riferimento di una galassia delusa, sconfortata e alla ricerca d’identità.
Quando sei alla ricerca di un’identità è facile seguire le orme di un leader forte, di uno che ti dice cosa fare.
Siamo maestri in questo.
Civati invece ci propone di aderire ad un progetto progressista e dargli forma con la discussione e la partecipazione politica.
E’ facile per i fan del leaderismo carismatico accusarlo di essere un coniglio.
Io credo invece che, per continuare a tenere la barra di dritta senza gridare ed ascoltando tutti ci voglia un sacco di coraggio.
Un coraggio da leoni. Il coraggio di una forza tranquilla, come recitava lo slogan di una campagna elettorale di Mitterand qualche anno fa.

via Civati: l’anti-leader – Il Fatto Quotidiano.

Questo pezzo sintetizza un po’ ciò che mi piace di Civati e che, nonostante non abbia una tessera di partito, mi porta a pensare che un futuro di costruzione e di responsabilizzazione passa da politici come questi.

Lo so che ci sono i “sai che gli italiani votano con la pancia e non col cervello“, e può anche essere che fra un po’ la pancia sarà talmente vuota che voteranno coi forconi, chissà.
Fermarsi un attimo prima, c’è il voto col cervello.

Così, giusto per ricordarlo. (Cit.)

La mancanza di responsabilità e di responsabilizzazione è il nostro male cronico,
la cura però esiste.

Un ottobre cosi'

Il caldo quasi estivo che dura fino a metà mese

Un governo inesistente dal punto di vista pratico che ci lascia senza un barlume di speranza nel futuro prossimo

E L’opposizione che esiste ancora meno,patetica a partire dai suoi dirigenti

In un contesto in cui prevenire la violenza sembra troppo difficile da implementare e guarda caso nascono idee di limitare la libertà di manifestare

A livello mio personale, coi primi freddi umidi ricominciano i guai di salute cronici

E la situazione lavorativa che ha l’umore di un mazziniano al fallimento del primo tentativo di repubblica biecamente soppresso

C’è bisogno, veramente, di cambiare pagina

crac

Qui dice:

(…) la vittoria di Pisapia a Milano non è il successo di una visione alternativa, di una nuova classe dirigente, di un’idea diversa di società moderna e rivolta al futuro (o anche solo al presente).

La sconfitta è certamente di Berlusconi, ma il dato interessante e specifico di Milano è un altro: la rivincita dello “spirito della Statale” (parole di Gad Lerner), del Movimento studentesco, dei rottamatori di 40 anni fa oggi diventati borghesia perbene (e nel frattempo sessantenni o anche di più).
(…)

 
 
Cioè, per l’ambito milanese, sembra sciogliere un po’ le speranze che io espressi qui.

 In realtà non c’entra.

 
 
Ha più la natura di una sensazione che di un’analisi. La sensazione basata sui simboli, i front-men, quelli che salgono sui palchi e quelli che raccolgono il consenso nelle piazze e in televisione.

Può anche aver ragione, ma dal momento che questa tornata elettorale ha mostrato la sconfitta berlusconiana in tutta Italia, quella su Milano può secondo me essere ascritta più nelle suggestioni che nelle valutazioni, un po’ come l’insieme di suggestioni criticate di Gramellini, quindi.

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lo spostamento della terra

l’altro giorno reinvasavo le roselline prese al banchetto dell’associazione per la lotta contro la fibrosi cistica
e pensavo al fatto di aver comprato della terra, che è stata scavata, trattata, mischiata a fertilizzanti e insacchettata nella plastica
sacchetti stoccati su migliaia di bancali in un piazzale a 500 metri da casa mia (dove c’è forse la più grande ditta d’italia di terricci) la quale ha (l’anno scorso) soffocato di cemento un enorme campo, proprio per lo stoccaggio dei bancali e la movimentazione dei camion (un’enorme area logistica ad uso proprio)

soffochiamo sempre di più la terra libera, e paghiamo poi per averne un po’ sul balcone in un vaso
non è un’assurdità? (a cui tutti siamo assuefatti, abituati, consezienti)

Fantasmi

Stamattina sul binario sentivo i discorsi dei ragazzi di Citta’ Studi e sono comparsi fantasmi del mio (fallimentare) anno al politecnico, e di colpo mi son visto vecchio e in punto di morte, freddo, inutile, con un grande rimpianto-rimorso.

Per fortuna mi e’ bastato pensare alla mia famiglia per cacciare il rimorso,
ma temo che quel periodo difficile io non l’abbia ancora digerito del tutto.
O forse non ho ancora digerito il fatto di non essermi laureato, forse più a livello simbolico che a livello pratico.
Metabolizzare.