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Dalla carta al digitale. Sarà per la prossima volta.

Trenitalia sbandiera lo slogan dalla carta al digitale da mesi e mesi, e intanto per fare un caspita di abbonamento mensile la famigerata e tanto sponsorizzata (almeno fino a poco tempo fa) “app” è ancora del tutto inutile allo scopo, come si evince dallo screenshot:
 

Abbonamento mensile che, se mostrato come PDF sullo smartphone, spesso fa storcere il naso al controllore, il quale preferisce il cartaceo, che può pinzare, vantando un ipotetico vantaggioso risparmio di tempo – “al prossimo controllo le basta far vedere il quadratino pinzato dal mio collega”WOW – … per quel bollino quadrato che potrei fare tranquillamente con un punteruolo o una forchetta.
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Il regionale ventiduesettantaquattro

Il regionale 2274 proveniente da Bologna e diretto a Milano Centrale, arriva alla stazione di Piacenza alle 7:48 e riparte verso nord alle 7:55.

Questo perché,  suppongo io, esso sia un treno con un flusso (I/O) importante di persone.

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Come se niente fosse 

Probabilmente in Giappone si sarebbe suicidato il Ministro dei Trasporti e forse anche il Primo Ministro, in Italia invece solo qualche trafiletto, molto meno scalpore insomma di qualunque altra cazzata da gossip.

Il fatto è che si ferma per un guasto alle linee di alimentazione dei treni niente meno che una delle stazioni più importanti d’Italia (se non La più importante, Milano Centrale) e niente, nessuna interrogazione parlamentare straordinaria, nessun messaggio di scuse di qualche esponente del governo, nessun provvedimento annunciato per far pagare un disservizio che può accadere impunemente solo nella stazione di un paese di mille anime, non per un crocevia di viaggiatori e pendolari al rientro da una giornata lavorativa, è inammissibile.

Una troppo rassegnata rassegna stampa:

Trenord, chi paga?

E’ una domanda retorica.

Ovviamente, nessuno paga.

Se per due giorni “l’inconveniente tecnico al software di gestione turni del personale” ha causato ritardi e cancellazioni, facciamo tutti spallucce, e nessuno pensa ai danni economici recati ai viaggiatori in fascia pendolari.

Perché di danni economici si tratta, non un fastidio dato a dei vacanzieri a cui è saltato un charter.

E in 24 ore nessuno che sia riuscito a porre rimedio a un “inconveniente tecnico”, anche a costo di mettere 100 persone in una stanza a compilare i turni su un foglio di calcolo, diamine.

In Giappone probabilmente l’amministratore delegato della compagnia si sarebbe già suicidato, qui non si sa nemmeno chi sia (vi sfido a dirmi che si chiami Biesuz l’AD di trenord, mentre conoscerete tutti quella faccia di bronzo di Moretti di trenitalia)…

www2.trenord.it 2012-12-11 10:57:25

Small rocks

Sassi, sassolini, tra i binari, sulle carrozzeria, sotto le motrici rotte

Ieri sera saliamo su un bologna in ritardo, che avevo ormai dato per perso, e dopo circa dieci minuti di fermo ci punge vaghezza di interrogare il capotreno

Il quale ci dice “il treno si è rotto“. Avvisare di sua sponte no, era troppa grazia

Stamattina un salto nelle giovani generazioni di oggi, le nostre “speranze

Una laureanda bocconiana, che brama di essere assunta in MTV Italia, nonostante conosca l’ambiente e sappia “che è in cattive acque, è in rosso pauroso”, è immersa nella lettura di Proust… e nel frattempo affoga il libro, cancellando il 90% delle parole con un pennarello nero

Il suo amico, studente in filosofia, stupisce l’amica distruttrice di libri con un discorso che la bocconiana definirà in seguito Geniale… per risollevare le sorti dell’industria musicale e ritornare a un modello più “giusto” di distribuzione, propone che i governi bandiscano i cd musicali e obblighino tutti a fruire la musica solo ed esclusivamente attraverso il vinile… tanto, dice, ci guadagniamo in qualità del suono e finalmente la dannata pirateria scomparirebbe

a parte che è un discorso lacunoso per un motivo primario: le major discografiche fanno il bene loro e non della musica, così come la siae e mafie affini fanno il bene loro e di una ristretta cerchia di artisti, non certo della musica

quello che mi ha stupito di più non è il vinile, è che un 23enne faccia un discorso così chiuso, così volto a un passato nemmeno tanto compreso e conosciuto, e si senta più sicuro a difendere la sony e amichetti, piuttosto che pensare a un vero nuovo modello di distribuzione, a un approccio di tipo open-source anche in ambito culturale, o magari qualcosa di ancora più avanti – ma uno che è cresciuto certo più di me nell’epoca dei social network, e della produzione di contenuti e di eventi “dal basso“, e della condivisione in peer-to-peer, come fa a pensare certe cose…? Per di più un brillante studente laureando in filosofia…

che poi, anche io adoro il vinile, ma non è con un supporto antico che riduce tecnicamente la possibilità della copia, e con misure governative (mamma mia, un giovane che invoca “il bando dei governi”, ma dove siamo finiti) atte ad annientare la pirateria, che si va avanti

a meno di non essere dei nostalgici di periodi bui, bah

lo avevo già detto

che farei volentieri a meno di questi otto euro di sconto su un mensile regionale (trentadue euro e cinquanta contro quaranta euro e cinquanta) per avere un servizio di efficienza normale (e che non deragli, possibilmente)

giù dal binario

mia moglie ieri pomeriggio doveva andare a milano, ma il treno è finito fuori dal binario: non hanno capito se si sia trattato di un cedimento di un asse di ruote, fatto sta che hanno cominciato a vedere la loro carrozza scendere verso sinistra, uscire dai binari, far schizzare i sassi contro i finestrini
hanno avvisato il giovane macchinista, incredulo e ignaro, il quale, dopo aver fermato il treno appena dopo la stazione di secugnago, ha pure ricevuto l’ordine da lodi di proseguire lentamente verso lodi, salvo poi rifermarsi nei pressi di san martino per evitare che da quella carrozza in poi finisse tutto fuori sede
hanno aspettato altre due ore prima di capire se l’alternativa era saltare su un treno eventualmente affiancato oppure andare tutti nelle prime carrozze ancora in binario per arrivare finalmente alla stazione di lodi
per fortuna non si è fatto male nessuno

.44 .54 .nn

stamattina il 7.44 a codogno, dei treni provenienti da piacenza/parma, era l’unico a viaggiare (verso milano)
gli altri: soppressi – infatti dagli altoparlanti (e anche il controllore) hanno ripetuto dalle 20 alle 30 volte che il treno avrebbe eccezionalmente fermato in tutte le stazioni
per giunta ci si conservava bene, dato che le carrozze erano al più senza riscaldamento; non serve la neve per mandare in tilt tutto

60, 50, SOP., 30, 50: Trenitalia si scusa per il disagio

posso rifiutare le scuse, e avere uno straccio di servizio serio?

stamattina la situazione era tragicomica, come non se ne vedeva da tempo
un treno con meno di 30 minuti di ritardo in bacheca, era in realtà condannato alla soppressione

le porte, semighiacciate, si rifiutavano di aprirsi completamente
ho visto scene di isterismo, e volare pugni contro tali portiere

a pochi metri

a pochi metri da dove tutti i pomeriggi prendo il treno che mi riporta a codogno… sul binario 3 della stazione di lodi, venerdì sera una ragazza è stata risucchiata e spappolata da un eurostar (probabilmente non annunciato) a tutta velocità

in quei pochi metri, così abituali, così inosservati, così poco importanti, c’è qualcosa che mi turba perchè risveglia l’attenzione e mette la morte al posto della routine

correlati:

ri-tardi

o per guasti ai binari o alle linee, o per carenza di personale, o per motivazioni surreali, questa è settimana di calvario, per viaggiare in treno sulle tratte pendolari

treni con la metà delle carrozze chiuse, altre con l’aria condizionata rotta che diventano forni buoni per cuocere e fare pure la crosticina

lunedì per fortuna e per caso, ero in ferie, ma chi ha viaggiato narra di situazioni imbarazzanti (quali un treno che si ferma a secugnago e non riparte più)

lele a volte dice che ci si dovrebbe lamentare di meno, ma questa è cronaca, non una lamentela

poi non dite però che devo tornare a viaggiare in automobile, ne’!!!