dal post di keltik:

Chi mi conosce sa quanto ho scritto e quanto ho contribuito finora alla comunità. Purtroppo però trovo la nuova generazione di utenti gnu/linux mediamente ignorante, scansafatiche e in contrasto con *tutto* quello in cui ho creduto fin da quando ho incontrato il software libero. Non posso fare a meno di considerare che l’ aver portato gnu/linux alla massa abbia fatto davvero male a gnu/linux che, come mi ricordava qualcuno in qualche mailing-list, dal punto di vista filosofico è una cultura e non un fatto tecnico. Se il lato tecnico (linux) è stato recepito, quello culturale (gnu) latita.Proprio in questi giorni, riflettendo su episodi che si fanno ogni giorno più frequenti, che mi amareggiano e chi hanno allontanato pian piano dal software libero, ho inserito tra le pagine statiche del blog quella relativa alla cultura hacker. Ricordo perfettamente di averla pensata, scritta, riveduta e pubblicata *insieme* a TheNoise per quel bellissimo “viaggio” che è il wiki di Debianizzati, in perfetto, puro, spirito collaborativo.

come già espressi qui, le fasi pioneristica, ideologica e comunitaria, ritengo facciano parte del passato del software libero
sono state fasi importanti, cruciali, vitali: l’hanno fatto crescere e diventare quello che è ora
solo che adesso il software libero si può e si deve confrontare col mercato (che purtroppo non è altrettanto “libero” ma questo è un altro discorso), senza dimenticare che attraverso la politica, quella fatta proprio nelle amministrazioni locali e in ambito nazionale, si può e si deve tutelare e favorire le caratteristiche che fanno del software libero non solo uno strumento ma una garanzia di riservatezza, competitività, sicurezza e trasparenza

come dice anche Valerio, le fasi che insieme abbiamo attraversato negli anni passati, sono state importanti e dobbiamo ricordarle con piacere e con orgoglio, sono state tutt’altro che inutili, ma ora la vita ci offre nuove possibilità di hackerare il mondo, e forse di hackerare le giovani generazioni di adesso non ne sentono il bisogno e l’esigenza, per vizio, per subcultura, per rilassamento, chissà…

8 Replies to “sw libero: o politica o mercato”

  • epperò la disonestà sempre più diffusa tra gli utenti gnu/linux è sintomo del fatto che sempre più persone lo usano … la persona media (non solo italiana) è un’ entità con cui non vorrei proprio più aver a che fare!

    ricordo che tra le critiche a debian c’era quella (ed era feroce) che la comunità era composta da persone troppo “rigide”, di estrazione spesso accademica …

    l’ odierna immoralità è frutto, e niente mi farà cambiare idea su questo, della politica di Ubuntu. Fortissimo branding e *zero* cultura.

    se è così, non mi interessa più questa fantomatica comunità. mi tengo stretti gli amici incontrati strada facendo – come te – e stop.

    🙂

  • In ogni fase della storia esistono persone che hanno il dono di avere lo “sguardo più avanti” rispetto agli altri. Per quanto riguarda il software libero, per le casualità della vita, io ho avuto la fortuna di conoscerne una di queste e ho fatto tutto quel poco che mi era possibile per trasmetterne il messaggio. Quella persona era Sérgio Amadeu, il brasiliano, che nella sua semplicità ha saputo fare qualcosa di incredibile e cioè traslare la visione di Stallman verso l’unica cosa che conta veramente, vale a dire nei programmi di governo di una enorme nazione come il brasile. Poi mi sono reso conto di come una tale visione fosse veramente oltre, avanti a situazioni di paesi, come l’Italia, che non hanno ancora la sensibilità per recepire certi messaggi. Sono stato anche preso in giro per la mia mania del parlare del Brasile e di cosa stava succedendo laggiù col software libero e questi sberlfeffi non sono arrivati da un ambiente qualunque, ma proprio da dal’ambiente e dalle persone che più sostengono il software libero qui in italia. E quello che più mi fa pensare che la visione di Sergio avesse colpito veramente nel segno e che fosse veramente rivoluzionaria è che, alla fine, sia stato messo nelle condizioni di “non nuocere” più di tanto al “sistema”.

    E anche io, nel mio piccolo, ho dovuto rassegnarmi all’idea che quel gene rivoluzionario che era insito nel software libero sia destinato ad essere fagocitato da un sistema che non capisce e perde una delle più grandi occasioni della storia per cambiare il suo corso. Vi parleranno di tecnologie e di libero mercato, di come il software libero possa competere e sorpassare le grandi multinazionali dell’informazione e, mentre vi convinceranno, abbiamo già perso la nostra grande, unica, irripetibile occasione che il software libero ci ha dato: quella di uscire dalla logica della tecnologia al fine del “mercato” per entrare nella logica della tecnologia a favore dell’umanità, e il vostro linux targato microsoft o google o sa il cazzo quale altra multipotenza economica sarà, non è poi così lontano… e allora di tutta questa storia cosa rimarrà?… probabilmente la solita inutile, noiosa e dannosa tecnologia, buona solo per far fare soldi ai soliti noti.

  • Politica o mercato? … dimenticavo questo:

    http://www.attivazione.org/wp/2004/07/10/microsoft-vs-amadeu-carta-maior/

    tra le parole “politica” e “mercato” ci si dimentica spesso e volentieri delle parole “umantà”, “coraggio” e “coscienza civile” .. pare che queste parole abbiano un significato ridicolo nella nostra società e che il “mercato” sia l’unica cosa che davvero conta. A me sono rimaste impresse le parole di Sergio indirizzate alla Microsoft che lo aveva trascinato in tribunale: “Il futuro è libero”, ma forse lui ricorda meglio di tutti noi cosa significhi vivere sotto un regime totalitario e comunque quanto vorrei che avesse ragione…..

  • io mi limito a osservare la realtà, e a constatare che in questa società, e con lo stato dell’arte della tecnologia basata sul software libero, le community e i lug diventano entità anacronistiche, visto che i “vecchi” giustamente affrontano fasi della vita diverse e ai “nuovi” – come dice giustamente paolo keltik – non gliene frega niente di etica e libertà per motivi culturali: sono cresciuti in una società dove tutto si prende facile e con altrettanta facilità si butta via

    è per questo motivo che solo con la politica – una nuova politica, fatta anche dalle persone che una volta diffondevano la libertà attraverso il software – potrai (cercare di) inseminare una nuova cultura, una nuova umanità

    firmato: l’illuso ingenuo sbarrax

  • firmato: l’illuso ingenuo sbarrax

    anche se la scelta degli aggettivi è ironica, mi piace ricordarti che sei un apersona tanto sensibile quanto intelligente e che è la somma di queste due qualità a fare di te una delle persone migliori che io conosca.

    🙂

    purtroppo io non credo nell’ istituzionalizzazione della politica. non mi riconosco nelle istituzioni, a prescindere dal momento storico/sociale. figuriamoci se potrei mai riconoscermi in QUESTA classe dirigente che, oltre a una corruzione a livelli ormai di puro parassitismo, rispecchia anche l’ assoluta, totale e demoralizzante povertà intellettuale e culturale del cittadino medio.

    per me scelgo il ruolo dell’ outsider, è senz’altro maggiormente nelle mie corde 🙂

  • e come si fa? si sono arrocati nei palazzi, fanno cadere governi quando fa comodo a loro, si fanno leggi elettorali che non permettono al cittadino di scegliere, evitano i referendum. Se la suonano e se la cantano in infiniti dibattiti nei quali producono aria fritta. Il trasformismo è il mestiere che gli riesce meglio, ma l’aspetto peggiore di tutti è che l’italiano è “moderato” e se vedi bene loro confluiscono tutti li, nel centro, a garantirsi il loro voto e la loro seggiolina del potere, e finiranno per fare un’unico enorme partito moderatamente inutile per l’interesse della gente e che regnerà incontrastato. Ci faranno affogare nella merda dei rifiuti che da Napoli si allargherà a macchia d’olio per tutta Italia e l’italiano medio e moderato li ad ascoltare quei discorsi da idioti ma politicamente corretti che fanno a Matrix o da Vespa…. si stava meglio quando si stava peggio caro Marco.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.