Giorno: 11 Marzo 2008

leoni e tigri

Capita che ci guadagni dei momenti di riflessione, quando diventa possibile ritagliarsi una fetta di giornata priva di telefonate, di nuvole, di colleghi paranazisti e inflessibili.

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Esce dunque una linea di sole che fa cantare uccellini a colonna sonora di una serenità inevitabile dopo due giorni così tesi, neurologicamente parlando.

Sorrido senza entusiasmo ai vani inviti a prendere la vita tutto con più calma, visto che il problema è la quantità, non la qualità.
Una quantità eccessiva di task per i quali non esistono interlocutori dotati di pazienza adeguata.

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Mi siedo in treno e mentre torno a scrivere sul mio blocchetto osservo con un pizzico di invidia un tizio che sta facendo la stessa mia cosa su un palmarino simile a un nintendo ds.
Guardo il faccione di W.V. che mi sorride dietro ai suoi occhialetti.

Penso che il non aver preso la bici stamattina per una falsa minaccia di pioggia già mi scoccia per il ritorno imminente a piedi.

Vedo Lodi allontanarsi e la campagna molto verde, di una luminosità che riempie gli occhi.

Penso a una fobìa ricorsiva e ricorrente, quella di essere mangiato da una tigre o da un leone.
Fobìa forse di derivazione infantile, chissà, ma comunque sia apre un mondo.
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