apatognostico

direi che è uno di quei periodi in cui sono tra l’apatico, lo svuotato e l’agnostico

apatico e agnostico ancor prima che nei confronti di dio e della religione, lo sono nei confronti di aspetti più generali dell’esistenza

sento rigurgiti di entusiasmo e di creatività che spingono dall’interno dell’animella pulsante, ma fanno fatica a trovare una concretizzazione

perchè nel quotidiano spendo tante di quelle energie e preoccupazioni a incastrare come mattoncini del lego le varie cose da fare, che anche una scala di priorità ferrea e qualche aiutino da sistemi di schedulazione, non bastano a far quadrare il bilancio come si deve

o forse semplicemente, come vorrei, ovvero sempre in attivo

se questo è un periodo in cui al lavoro sto cercando di darmi ulteriormente metodo e di aumentare la rigorosità di certe attività in virtù della nuova mansione, di pari passo ci sono altri aspetti che inevitabilmente vanno a farsi friggere, dato che attività che si intersecano con uffici pubblici e privati, ambulatori, gestori di servizi, ecc… non riesci a inserirle in giornate fitte come queste, dove quasi quasi non trovi spazio neanche per un caffè, visto che la task list del mattino grida vendetta e chiama alle scadenze di rilascio di metà e fine mese

c’è sempre chi mi suggerisce “delega“, “chiedi aiuto“, e son sì consigli utili, ma lasciano il tempo che trovano, perchè non puoi chiedere a chi abita a km di te di fare cose per te, in casa tua o per casa tua, fare gli esami del sangue al posto tuo, andare a firmare documenti o fare telefonate al posto tuo

finisce che picchio il possibile, l’incastrabile, il futuribile, in un google calendar che dir si voglia, e mi impongo dei paletti

ma se è vero che una pratica dopo l’altra la si sbriga, l’animella grida vendetta, richiama la parte umana a ribellarsi a una tale esistenza da automa, mi cazzia perchè sono a volte un poco sorridente pezzo di legno nei confronti della fidanzata o dei genitori (che manco li chiamo), perchè mi dimentico di andare a trovare i nonni (sia quella viva che quelli al cimitero)

e anche perchè dimentico di respirare profondamente, di scrivere una poesia, di fare una foto, di commuovermi un po’