liberi cantieri di sbarrax
seduto lì. treno in transito al binario 3.
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Voglio imparare l’arabo.
Non scherzo.

Seduto, adesso, sento molti parlare questa lingua e sono naturalmente incuriosito.
C’è sicuramente la componente pettegola, che anche gli uomini hanno, eccome.
Un po’ di voglia di farsi i fatti degli altri per puro esercizio di ascolto, in un momento in cui hai poco da fare.

Mentre sempre più persone intorno a me – incalzate anche da una campagna elettorale che ha allargato il senso di disagio nei confronti degli immigrati – reagiscono male e con diffidenza alla presenza di persone maghrebine o mediorientali, a me prende invece la voglia di parlare la loro lingua, di capire le loro espressioni e la gestualità.
Se continuiamo a ragionare con la logica di invasori e invasi, non possiamo sperare di fare passi avanti in termini di integrazione.
L’integrazione si fa in due, non può essere un processo di adattamento unilaterale, per esser fatto bene.
E’ interesse di tutti.

3 commenti

  1. Oltre che l’arabo mi piacerebbe imparare il cinese; ci stavo provando, ma il fatto di dover imparare una lingua partendo dall’inglese (nel senso che non ho trovato materiale italiano/cinese ma solo inglese/cinese) mi ha fatto desistere…

  2. FFrancesco

    Sei sicuro di essere un italiano del 2008? Non è che eri sul binario 9 e tre quarti, eh? 😉
    Comunque tieni presente che con l’arabo devi leggere/scrivere da destra verso sinistra (è così anche l’ebraico, pensa come sono vicini questi due mondi in realtà) e le vocali in pratica non si usano… Personalmente amo molto anch’io le lingue/linguaggi/dialetti, anche se tutto sommato non mi dispiace che ci sia una lingua “globale”, che poi è/sarà l’inglese.

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