smoke on the water fire in the sky

la fine settimana è stata una ricerca di spazi di luce all’interno della noia del cielo grigio e del freddo accompagnato da un vento strano
un clima che solitamente mi porta a chiudermi in casa

invece un po’ in giro ci siamo andati

improvvisando una scappatella alla notte bianca di como, sabato sera, avendone sentito la pubblicità su radio number one al ritorno dalla spesa
un evento a mio avviso molto ben organizzato e variegato, con molte opportunità di intrattenimeno a 360°, qualcosa che ha ravvivato una città che non mi è mai sembrata brillare di vita (fascino del lago e scorci del centro incantevoli, certo, ma non mi ha mai dato sensazioni “frizzanti“…)

in ogni angolo di strada c’era un’opportunità musicale diversa, un’offerta certamente interessante un po’ per tutti i gusti e le fasce d’età
nella piazza di fronte al molo, davanti al palco forse più grande, ho visto dal vero il buon Emilio Bianchi, conduttore radiofonico di lungo corso (ora a Radio Number One), rilevando una statura che dalle schiacciate inquadrature televisive non avrei mai detto! (ammazza quanto è alto =))

la domenica si è gozzovigliato un po’
un pranzo tra parenti miei

insomma, sembrerebbe tutto molto “soft
eppure
c’è come un tarlo che mi frulla dentro
sintomi sono strani sogni, di me che vago su un tessuto urbano a cavallo tra lodi, milano e piacenza, cercando una strada forse inesistente, chiedendo indicazioni che nessuno mi sa dare, trovando un percorso impossibile da decifrare
cari freudiani, che significa?