Agosto 2008

#1829

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carrellata

Carnac

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Brest

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Angers

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Nantes

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Mont Saint Michel

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Dinan

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Bordeaux

bordeaux

del ritorno

siamo tornati per una via decisamente lunga, ma sfiziosa

da rennes, via nantes, bordeaux, tolouse, montpellier, nice, ventimiglia…

qualcosa di rovinoso, per il guidatore, godibile, per lo spettatore

dal freddo e grigio cielo di bretagna, si avverte lo stacco, il cambio di clima, sia in termini meteorologici che in odori, facce, colori, entrando in bordeaux per darle un’occhiata

poi si macinano chilometri come sassolini, flussi di autostrade interrotte a ogni città: un sistema assurdo, privo di raccordi e reali tangenziali cittadine (esistono le “rocade” ma sono anelli di devastante perdizione)

dopo tolosa si assaggiano piccoli pirenei e si intravede mistica carcassonne, cartolina del medioevo

poi si tocca la provenza, e gli occhi cominciano a bruciare

tagliare fuori marsiglia e proseguire oltre nizza fino al confine è la mazzata finale

era un viaggio che meritava un break programmato, ma un appuntamento italiano spostato di un giorno ci ha costretto a concentrare i tempi

è stata una vacanza itinerante decisamente intensa, le immagini, le parole, i volti, le canzoni, i cibi e le figuracce del nostro maccheronico francese al quale correva in soccorso l’inglese; tutto è fermo lì, condensato in un’emozione lunga dieci giorni

della bretagna disconnessa

due mattine fà siamo partiti da tours un po’ in sordina, quasi non volessimo ricordare che la vacanza dovesse proseguire in bretagna

l’ultimo castello visitato è stato villandry, poi ci siamo dati alla faticosa ricerca dell’albergo a saint gregoire, sobborgo di rennes, nella quale abbiam fatto una capatina in mattinata

poi uno splendido pomeriggio nella iperturistica quanto incantevole saint malo

la bretagna è fredda, ventosa, ma affascinante

fascino che comincia dai nomi in doppia lingua, francese e bretone, e si respira aria celtica nei borghi delle strade

blois, chambord, cheaumont

dopo essermi quasi distrutto il mignolo del piede sinistro al fine di salvarmi da una ben più rovinosa caduta dal micromaterasso, ho stretto i denti per poi arrabbiarmi con la brasserie che non avendo più croissant ci ha rifilato pezzi di baguette e burro, al medesimo prezzo,,, canaglie!

fatta la spesa (il pranzo, visto che mangiare in una brasserie qualunque equivale a svenarsi anche se prendi la più semplice delle insalate), siamo andati a consumare poi il pasto a blois

posto splendido; nel primo pomeriggio abbiamo visitato la “casa della magia” di robert houdin (il maestro di houdini) e un po’ anche il paese

poi ci siamo smazzati il gigantesco, monumentale castello di chambord, ampiamente documentato con le foto su flickr…

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esausti ci siamo godutia cheaumont-sur-lire il tramonto sulla loira e un’ottima bistecca di quelle che sanno fare decisamente bene

un po’ di foto del tramonto incombente sulla loira ad alboise, e poi a nanna

e infine cedemmo alla piccola tentazione

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ieri ci trovavamo a chartres, cittadina incantevole, per curiosità davamo un’occhiata agli orari dei treni e…

ovviamente c’è scappata la visitina lampo a una parigi che non avevamo mai realmente visto (io l’avevo solo assaggiata di ritorno da londra dopo la malaugurata idea di partire per gli usa proprio l’undici settembre 2001, e fu un assaggio sgradevole)

al ritorno abbiamo trovato una chartre praticamente al coprifuoco, che non aveva nemmeno il tempo di ammirare lo spettacolo di proiezioni della rassegna “son et lumiere”… son strani sti francesi 😉

da chartres a tours, sulla statale, mi è scappato un po’ il piedino e data la stanchezza, e la voglia di tornare in albergo, ho guidato all’italiana e mi ha beccato in pieno un autovelox…