Gennaio 2009

ciottoli

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!pos

stamattina penso “non vado in posta a pagare il canone tv, lo pago via web”, e infatti via taxtel in due minuti avevo fatto

poi vado per fare il bonifico online per pagare l’ultima fattura al vecchio operatore adsl, e mi accorgo di non avere il nr. di c/c bancario – ovviamente al telefono non mi hanno nemmeno risposto, è sabato mattina – allora vado in posta e compilo il bollettino, visto che proprio mi rimaneva solo questo metodo per pagarli (e archiviarli per sempre)

ero a corto di contanti e penso “tanto pago col bancomat” – naturale, arriva il mio turno, e “le linee” hanno visto bene di non funzionare più – così come il bancomat appena fuori dall’ufficio postale era isolato

mi metto in automobile e parto alla ricerca di un bancomat funzionante, tutto questo sul filo dell’orario di chiusura dell’ufficio postale, all’ultimo giorno disponibile, per pagare di quella fattura solo i costi previsti dal contratto da me firmato e non anche i famigerati costi di disattivazione che sono stati inseriti in una successiva variazione di contratto non comunicatami

auspico sia finita qui – con le imbarazzanti vicissitudini di pagamento in un paese in cui evidentemente devi sempre avere il contante altrimenti resti in panne – la storia di un altro pessimo esempio di mancanza di rispetto di regole chiare e paritetiche tra fornitori e consumatori (più volte hanno invocato il “decreto bersani” dimenticandosi che esso contempla i costi di disattivazione solo se chiaramente esposti nel contratto firmato)

(voglia di tornarci)

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gmail offline

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Ammetto che, mentre provavo gmail offline, mi è venuto lo sghiribizzo di farci un post, catturando le fasi più significative di un processo di “installazione” veramente veloce e facile da effettuare.

Ma i tutorial e le descrizioni passo-a-passo le sanno fare meglio altre persone, quindi appena ho letto questo post di Dario Salvelli, ho ridimensionato l’iniziativa e mi limito dunque a una considerazione: non sulperchè usare gmail offline”, e nemmeno sul “quando“, ma più semplicemente sul “come: infatti non è certamente un prodotto innovativo di per sè, un client per la posta offline… e come si discuteva qui, oggi come oggi parlare di “offline” suona pure anacronistico; le esigenze possono essere le più disparate e probabilmente sono più legate a circostanze di nicchia o di emergenza (posti senza copertura wi-fi o umts, periodi di “buio di connettività” casalinga, viaggi su treni “sfortunati”…), ma direi che il vero punto vincente è la strategia di bigG: prima ti abituano a “essere gmail-centrico”, infarcendo una webmail di feature come la chat (+audio + video), i task, e vari altri lab, e poi ti tolgono anche una delle ultime remore che potresti avere nell’utilizzare solo gmail al posto del tuo client di posta preferito… il che significa essenzialmente abituare gli utenti a usare sempre e solo la loro interfaccia, che è ovviamente un ottimo vettore di advertisement.

Senza contare che se usi diverse piattaforme, probabilmente dovrai gestire client diversi o comunque passibili di un minimo di gestione; mentre per gmail offline non c’è altro che da installare Google Gears, quindi nessun altro applicativo particolare, di cui imparare o manutenere le funzionalità.

Che tipo di spazzolino utilizzi?

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vecchi accostamenti

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