delle marchette e del buzz

Fa bene Mafe quando a chiedersi

« E come si fa a improvvisarsi amici di qualcuno, come sembrano chiedere tutti gli uffici marketing nell’ultimo mese? Loro la chiamano “infiltration”, ma quali sono i risultati di queste operazioni? <…> E se tutti noi che ci affidiamo alle dinamiche spontanee di diffusione delle informazioni, basate sull’intelligenza distribuita e sull’entusiasmo sincero, avessimo torto? »

Ma resto abbastanza dell’idea che, in fondo, le marchette si riconoscano da sole, perfino amici insospettabili ne fanno :).
Mi ha sempre fatto un po’ “pena” il meccanismo per cui un’azienda manda a un blogger un prodotto per vederlo recensito sul blog (non di settore) considerato “autorevole”… apparentemente è la stessa cosa che succede con i redazionali sulle riviste di settore, ma in realtà si appoggia su quella che Mafe chiama «fonte considerata autorevole/simpatica/interessante». Il giornale di settore vive di quel prodotto e di quel marketing, il blog individuale in teoria no, ma se l’autore di quest’ultimo scrive di qualcosa è potenzialmente considerato in modo diverso perchè teoricamente “disinteressato”, in grado di dare un parere da utilizzatore e non da “giornalista” specializzato.

Per dire, se vado su engadget, mi aspetto naturalmente qualcsao di paragonabile a un redazionale, so che vado lì apposta, è un blog che parla di tecnologia, non mi stupisco di trovarci prodotti in prova mandati da aziende.

Se vado sul blog di sbarrax, tipicamente personale, pieno di cavolate, di vita privata e altre considerazioni, al massimo può trovare la sua passione per la nikon o per il nokia n70 che usa da una vita, e che si è pagato coi suoi soldini per soddisfare le proprie passioni o i propri bisogni.  
A parte la poca autorevolezza del blog usato come esempio, se la Nital mi mandasse una D3X per parlarne bene…    😛

Nel frattempo, per la pausa di metà mattina, andrò a cercarmi qualche recensione di succo di frutta… 😀