Mese: Febbraio 2009

Di sconfitta in sconfitta

E’ un po’ quello che mi resta più impresso dell’assemblea vista sabato.
Qualcosa di obiettivamente difficile da spiegare, deludente, ma che serva di lezione.
Errori da non ripetere, parole da riascoltare (spero di trovare il video dell’assemblea da tenere, a futura memoria).
Di questo “nuovo” segretario, che sia valido o meno, interessa relativamente poco. Era responsabile quanto Veltroni di diverse sconfitte elettorali ma è ancora lì.
Il partito-che-non-c’è ha ancora bisogno di tempo, per nascere.

waiting in red

waiting in red

buchi

sembrano buchi di una sparatoria, invece è vandalismo fatto a colpi di qualcosa che potrebbe essere la punta di ferro di un ombrello, o peggio ancora … :-/

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A mezzanotte va, la ronda padana

e dovrei credere che dei civili volontari non armati in giro di notte per le strade incrementino la sicurezza e diminuiscano magari il pericolo di stupri ?

una bella spalata di populismo leghista a coprire le richieste di un potenziamento serio delle forze di polizia

stendiamo un pietoso fazzoletto verde

monetine

la prima volta che ascolto una canzone di daniele silvestri, non presto molta attenzione ai significati del testo, che emergono alla seconda lettura, dopo che l’aspetto musicale – spesso allegrotto – passa in secondo piano, per assuefazione…

<…> Io sono imparziale e non mi impiccio
Se vinci prendi tutto
Se perdi in fondo è solo qualche spiccio
Il rischio è minimo
La posta in gioco alta
Prendi una moneta, amico… e gratta
Credici, provaci, potresti fare tredici
Se cedi il turno adesso sei pazzo riflettici!
Il tuo destino sta girando
Ora! sei stato sfortunato, amico… tenta ancora! <…>

Sono tante le monetine spese, tante carte grattate, poche vincono, ma tutte le altre no. E scorrono fiumi di monetine, in questo casino di stato.

umori e limiti

e` un periodo in cui devo meditare, e cercare di capire il limite, più opportuno, sul quale tarare il mio comportamento

il limite tra la tolleranza di ciò che non mi va, e la dovuta reazione a qualcosa che non può essere accettato oltre, dal momento che questo qualcosa genera inquietudine e nervosismo: mantenere la situazione cosi` com’e` fa suonare il campanello d’allarme di una resa incondizionata, di un annullamento delle cose in cui si crede, delle cose con cui sei andato avanti e per le quali sei stato apprezzato fino a ora

un amico (prezioso) mi ha suggerito di non combattere cio` che non si puo` combattere, semplicemente di aspettare il momento opportuno per dimostrare che le mie motivazioni erano più forti di quel qualcosa

ma e` una tattica che a lungo andare mi logora, o almeno credo, in concomitanza con altri fatti che sono come sassi appuntiti su di un greto sul quale stavi serenamente camminando a piedi nudi: la passeggiata, da piacevole e rilassante, diventa insopportabile…

un Pd dopo l'altro

ieri l’ennesima batosta elettorale, oggi le dimissioni di veltroni

un pd dopo l’altro, dunque, si conclude una leadership tentennante e con minore personalità di un premier che vince direttamente tutte le elezioni col suo potere mediatico

un premier che vince anche le elezioni locali, e ci mette a governare un cappellacci qualunque

ma torniamo al pd, quello che nelle cabine elettorali ha le facce di veltroni-fassino-rutelli-d’alema-bindi

non fa niente che ci siano i circoli, tanti, dove persone anche come me ci sono arrivate perchè c’era un partito nuovo in cui impegnarsi in prima persona, senza più falce&martello, scudi crociati e fiorellini vari

se un Pd dopo l’altro, scomparissero le teste grigie, ci volessero anche degli anni, è un compromesso accettabile, è qualcosa in cui stare

perchè sul territorio ci sono persone di buona volontà, di ispirazione laica e liberale, che raccontano una storia diversa da quella che i più vedono nei simboli e nelle facce da cabina elettorale

queste storie devono diventare un partito che passi dall’apparire all’essere

le mie sigarette

chi mi conosce sa che non ho il vizio del fumo, almeno del fumo di sigarette

le mie sigarette, però, sono le dita

non le fumo, certo, ma me le mangio, da una vita

non è semplice onicofagia, anche se così è cominciata quando avevo 3 anni, è proprio agrodolce autolesionismo che scarica il nervosismo attraverso il gesto del mordersi la pelle attorno alle unghie e oltre

in questi ultimi quattro giorni avevo fatto dei progressi notevoli, tra cerotti sulla falange e grande self-control

tutto bruciato nella pessima giornata di oggi

cento

non ricordo di esser stato, a parte qualche festa dell’uva a ziano o quelle cose in tono minore sul facsal a piacenza, a una sfilata di carri allegorici
quella di cento è una manifestazione a dimensione provinciale – non è certamente il fasto di viareggio o di venezia – però di persone ne richiama un buon numero
i carri allegorici – cinque – francamente ho fatto fatica a “metabolizzarli”, ma sicuramente la realizzazione era imponente

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pur non essendo mai stato attratto più di tanto dal carnevale, ammetto che la giornata e il clima un po’ folle un po’ goliardico ha certamente contribuito a non pensare a tutte le solite cose che mi torturano in background

riconciliazioni

don't you see

è la settimana dei dissapori, questa

settimana in senso anglosassone, per estensione, dato che il clima pessimo, caratterizzato da tali dissapori, è iniziato proprio domenica

ho bisogno dunque di riconciliazione

sul piano personale, con alcune persone, per le quali direi che non vale la pena di continuare a ignorarsi

sul piano lavorativo, ci sono cose che non possono continuare in questa situazione di stop-and-go, saltelli sciocchi tra interventismo da bug e apatìa più scandalosa

sul piano dell’impegno politico, non posso continuare a stare zitto, probabilmente il resto sarebbe contento di ascoltarmi, non è detto che autoproclamarmi ultimo arrivato mi debba relegare a anni di silenzio nel circolo

una volta, il sabato, mi riconciliavo col mondo, attraverso i ritmi, le parole, l’esperienza d’altri tempi
ora quelle parole non le posso più ascoltare, e la cosa si nota

è una congiuntura che mi schiaccia, e ora pure la gola torna a farmi penare
i need a new start

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