Della Rosy

Ieri sera ce n’era di gente, a vedere e sentire Vincenzo Ceretti e Rosy Bindi

Vincenzo e’ stato preciso, chiaro, sintetico, nel delineare il fallimento dell’attuale amministrazione (o meglio dei suoi resti)
e proponendosi come il candidato piu’ serio e affidabile al ruolo di sindaco di una Codogno nella quale ci sarebbe tanto da fare

Rosy Bindi ha fatto un discorso forte, incentrato sul lavoro e sull’importanza di unire contro l’attuale filosofia berlusconiana (individualismo, egoismo, divisione, estremizzazione e categorizzazione di tutti e tutto)
Non mi e’ piaciuta granche’ la stoccatina ai “giovani innovatori” (Renzi I suppose) che portano alla divisione anziche’ all’unita’ sindacale… non per devozione alla rottamazione, ma solo perche’ era una nota stonata nelle parole di una persona che incarna bene svariate esigenze politiche senza timidezza o paura di affrontare la contemporaneita’ (bella, nell’esempio del pruriginoso giovanardi sui manifesti ikea, la considerazione che il politico debba non giudicare e lavorare secondo la propria morale, bensi’ poter garantire un progetto di vita dignitoso per tutti)

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