Come siamo piccoli

Il modello attuale di società ha sostituito il sano principio di collettività con una illusoria miscela di globalizzazione e “crescita” costante di un prodotto interno lordo che non ci rappresenta.
A livello di stati e a livello di economia privata assistiamo a quello che diplomaticamente definiremmo consolidamento.
 
Nella realtà è una sempre maggiore concentrazione di soldi e potere nelle mani di pochi
I grandi stati
Le grandi corporazioni
Tutto grande e grosso.
 
Ma l’essere umano è piccolo
Piccolo rispetto a un albero,
 a un elefante,
 al pianeta che sta distruggendo.
 
Si nega anche l’evidenza
fatta di alluvioni, uragani, precipitazioni e venti tropicali
in zone del mondo una volta definite dal clima temperato
Eppure niente
Scienziati autorevoli da anni stanno avvertendo dei rischi e della gravità di questa situazione
Ma niente
Come se nulla fosse.
 
Non ci sono attualmente assemblee straordinarie dell’ONU per mettere a punto un piano di emergenza… perché?
Forse il problema non esiste o ci sono pressioni perché venga ancora ignorato pubblicamente?
 
I principali attori di questo mondo globalizzato male sono Stati Uniti – comandati da un folle milionario che fa gli interessi di pochi come lui che detengono gran parte della ricchezza – e Cina, paese che ha saputo usare ingegneristicamente potere totalitario, capitalismo per pochi eletti, colonialismo sui generis e miraggio di un benessere all’occidentale.
Quindi direi che non abbiamo speranze, guardando a loro.
L’Europa è debole nella sua storia di conglomerato di diversità apparentemente inconciliabili
ed è sempre più indebolita dagli egoismi locali.
 
Egoismi ben rappresentati dai movimenti populisti ora anche al governo.
La convinzione di molti di avere nelle proprie mani un voto importanti contro i burocrati di Bruxelles sta nutrendo i burocrati locali che mandano avanti scaltri esibizionisti sfruttando la percezione distorta e aumentata che attraverso i social media arriva dritta dritta all’intestino dei popolani, proprio come i migliori probiotici spacciati da multinazionali del cibo.
 
I tanti vituperati giornalisti al soldo del potere sono scavalcati dalla pochezza di ministri che fanno propaganda continua su strumenti di massa di un ragazzo americano che ha capito come inculare il mondo.
E la pochezza del ragionamento populista ha come perimetro il solo confronto “con chi governava prima” come quando chiedi a un bambino.
 
E finisce citando a sproposito Rasoio di Occam e ritorno alla semplicità, quando ormai non c’è più nulla di semplice.
 
Perché la degenerazione è globale e non esiste più la risposta con la spada di Alberto da Giussano – suggestione buona trent’anni fa.
Non c’è più tempo per i discorsi da bar e le competizioni locali.
A me che ho più di quarant’anni potrebbe anche fregare poco.
Poi però guardo alle mie figlie e penso che non sia il mondo giusto da consegnare loro.
E non è il mondo favoloso della prossima colonizzazione di Marte
 o di Tesla (azienda)
 o della automazione totale
 che mi possano rendere fiducioso del futuro.
Il pianeta si sta ribellando e rivalendo.
 
Bisogna agire.
 
stazione 

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