Le app fatte bene

Ma soprattutto: quelle no.

Quando vai a guardare il sottobosco delle app fatte per comuni, scuola, regione, qui nella ricca e un po’ lanzichenecca provincia lombarda, la probabilità di imbattersi in schifezze poco funzionali e anche poco funzionanti, non è inferiore ad altre parti d’Italia, a dispetto del millantato tepore emanato della locomotiva informatica del Paese (o almeno è questa la narrazione classica degli ultimi decenni).

Dopo l’accozzaglia di strumenti a guarnizione del fascicolo sanitario elettronico, oggi m’imbatto in un bug (piuttosto banale per quanto bloccante) di ComunicApp, per il pagamento della refezione scolastica.

Dopo un certo periodo scade la password e ti propone la classica form di cambio password…
Peccato che sul terzo campo – quello di “Conferma password” – non ci arriverai mai, dato che non c’è modo di scrollare o ridimensionare, e viene coperto dalla tastiera di sistema.
Anche usare un tool di password come LastPass è vano.

comunicapp_cambia_password
Comunicapp

L’unico modo di cambiare sta password è passare dal sito web istituzionale (della serie: “se fai una cosa falla bene, o non farla”)

Ci sarebbe parecchio da scrivere anche di ClasseViva di Spaggiari, che dai tempi della prima didattica a distanza della primavera 2020 si è evoluta decisamente ma… rimane sempre un insieme di funzionalità native incastrate insieme a una shell browser: o fai una cosa o l’altra, il mix induce in confusione, specialmente quando viene usata da persone che non hanno gli strumenti per capire tali particolarità tecniche e come ovviare a drammatiche mancanze in tema di studio della user experience (la confusione nasce dal fatto che le funzionalità native hanno un’accessibilità dignitosa in quanto si appoggiano al sistema operativo, mentre le altre nel contenitore browser son fruibili in modo piuttosto “scomodo” rispetto al resto).