Categoria: AttivAzione

Liberiamo il Software

I Verdi, ufficialmente dal 28 marzo 2006, hanno dato il via alla campagna “Liberiamo il Software!”.

La promozione, attuata attraverso una serie di incontri per l’Italia, è veicolata da un cofanetto contenente due cd: uno è una Ubuntu Live, l’altro è una versione modificata di barGNU, che AttivAzione.org ha personalizzato per i Verdi in occasione di questa notevole iniziativa.

Maggiori informazioni:

——————————————————————————————————

al limite del

meran

nonostante il mio tempo davanti a una televisione non superi mediamente le 3 ore settimanali, il riflesso dell’idiozia da campagna elettorale in corso, mi investe e abbaglia attraverso molteplici forme e mi arriva dalle fonti più disparate

l'amore della mia vita!

non c’è discussione, convegno, pubblicazione o trasmissione radiofonica, che si astenga da questo clima da (pessimo) circo equestre
quel simbolo da farci segnare, sul lenzuolo elettorale del 9 aprile, è l’ossessione dei nostri politicanti da strapazzo che, dai candidati premier fino all’ultimo povero pesce piccolo di lista insulsa, danno miserrime dimostrazioni di mancanza di serietà e cadono in dichiarazioni e comportamenti tristemente ridicoli

nel frattempo stiamo pensando a cose concrete, con AttivAzione.org, perché la promozione del Software Libero non può permettersi di perdersi scivolando tra troll, entità istituzionali troppo spesso ingessate, sforzi di volontari abbandonati a loro stessi, intrecci con i politicanti di cui sopra poco (IMHO) finalizzati alla causa e ben più opportunisticamente piazzati ad arte (della fuffa)

——————————————————————————————————

se non ci fosse, nella vita personale, quella persona stupenda che mi ha cambiato la vita, e fossi ancora immerso nella mia spettrale sopravvivvenza multitasking, molto probabilmente questo sarebbe un periodo di scoramento e scoglionamento

——————————————————————————————————

raval: molto pulito ed efficace, il tuo nuovo sito, complimenti!

succede succede

solo sole soli
Succede che le cose si muovono, in direzioni spesso inaspettate, ma spesso molto piacevoli.
Succede che da un’idea di un anno fà, si cominci a capire che c’è del buono su cui costruire un progetto, che non si tratta del solito banale sito web.
Succede che questa “vagonata di idee” che frulla nel cervello mio e di qualche mezzo pazzo come me, si chiami AttivAzione.org e che a breve si tramuterà in qualcosa di maledettamente concreto, meno virtuale e più che mai vivo e presente.
Succede che il Comune di Milano venga “impestato” dall’ennesimo insetto maligno informatico… E che, non casualmente, i Verdi, Paolo Attivissimo e AttivAzione.org partecipino a una conferenza stampa a Palazzo Marino dove chiedono Le Alternative.
Succede che proprio in questo periodo la vita mi inondi di stimoli e di richieste, ma c’è una sola persona al mondo che ora mi sta a cuore, ed è questa alla fine, la mia ragione di vita.

Link:

  • [AttivAzione.org] Le alternative per gestire meglio i sistemi informativi del Comune
  • Comune di Milano, virus e Software Libero
  • Il Comune di Milano ancora in tilt dopo Kama Sutra, figuraccia cosmica
  • Public Administration needs an alternative
  • missed

    Alla fine sono passato (nonostante qualche dubbio) all’account ‘pro’ su flickr, per non perder la visibilità delle foto antecedenti alle ultime 200.
    In fin dei conti non è una grossa somma, e per un album online con tali caratteristiche di versatilità, categorizzazione e visibilità pubblica, penso che vi sia un ottimo rapporto qualità/prezzo.

    Ieri sera, alla riunione di definizione del programma del Linux Day 2005 a Piacenza, ho respirato un po’ di spirito collaborativo altrui e voglia di fare; speriamo che non sia solo il fondo di una bombola e di non dover tornare in apnea presto.

    Stasera ci si vede all’incontro dei Fellow a Milano, occasione per incontrare Jonas Oberg, vice presidente della Free Software Foundation Europe. (->)

    Pontos De Cultura

    Venite… Alla scoperta dei “Pontos De Cultura”

    Brasile: referendum per il disarmo

    referendum brasiliano per il disarmo

    Iniziative a sostegno del Referendum Brasiliano sul commercio di armi” (Raval)

    Brasile: disarmo, sondaggi per il Sì al 76% (Unimondo)

    Citando da “Le tappe che hanno condotto al referendum“:

    Primo passo – Aprovazione dello Statuto per il disarmo:
    É la legge Nº10.826, del 22 dicembre 2003 (giá col governo Lula) che é entrata in vigore dopo la firma del Presidente e pubblicata il 23 dicembre 2003.
    Il decreto che la regola, n. 5.123 del 01/07/2004, é stato pubblicato il 02/07/2004, data in cui entró in vigore.
    Questo decreto pone regole più ferree alla circolazione di armi, accessori e munizioni e ne aumenta sensibilmente il controllo, vendita e l’esportazione.

    Secondo passo: Il disarmo volontario, un precedente importante.
    Il 15/07/2004 è stata lanciata una campagna per la consegna volontaria di armi da fuoco. Prevista all’inizio per soli sei mesi, ha avuto un successo tale (piú di 400.000 armi sono già state consegnate) che si é deciso di prorogarla fino al 23/10/2005, data del referendum.
    In che cosa consiste:il cittadino che consegna la sua arma in posti prestabiliti (polizia federale, chiese, sindacati…) non deve spiegare nulla (se era roba rubata, o comprata, o illegale…) e riceve fino a R$ 300,00 come compenso.

    Terzo passo: Il Referendum
    Il Decreto Legge che stabilisce il Referendum e la domanda è stato approvato dalla Camera Federale il 06/07/2005.
    Chi vota: i cittadini tra i 18 e 70 anni (obbligatorio). Tra i 16 e 18 anni e oltre i 70, facoltativo.
    Il quesito del referendum: «Il commercio di armi da fuoco e munizioni deve essere proibito nel Brasile?»
    Nell’urna elettronica il N. 01 é per il NO; Il N. 02 per il SI. Data del referendum: 23 di ottobre di 2005
    Conseguenze: Se vince il SI il commercio indicato sará proibito. Se vince il NO, continueranno in vigore tutte le restrizioni sul porto d’armi previste nello Statuto per il Disarmamento recentemente posto in vigore.

    il sabato piu` lungo

    terribile week-end di coercizione feudale, con un sabato ad altissima compressione temporale… il padrone che fa visita, gli strumenti del maniscalco inadeguati e la fucina troppo fredda per lavorare lo sporco ferro, l’emicraura che andava a braccetto col risottino giallo consumato nella bottega dal fetido clima, tanto che ho dovuto andare a fare un giro per cambiare aria e riposare le tensioni

    per fortuna, il sabato più lungo, si è concluso con una delle serate più divertenti e animate che ricordi ultimamente, passata al rockin’rho con gli amici del milug: le mie foto e quelle di Raval

    =====================

    some pics:

     bargnu rockin'rho a coffee by sbarrax

    nos-talgia

    Franco e Valeriodomani si ritorna al feudo

    negli ultimi tre giorni – tra un bargnu e un bargnulein – devo dire che di cose positive ne ho fatte e, a parte il sonno che mi sono giocato anche guardando centinaia di splendide fotografie su flickr, non mi sento in carenza di vacanze – nonostante gli altri anni sia sempre andato a settembre – anzi mi viene una dolce nostalgia (quasi una saudade) per la settimana siciliana

    già pregusto le mie incazzature del ritorno… sui maniscalchi ‘tester’ che avranno fatto le cose a capocchia mentre io non c’ero (tanto lo fanno sempre) e di un valvassino che chiede sempre ‘il punto della situazione’, in piena filosofia della perdita di tempo, visto che è inutile fare il punto quando non esiste una reale pianificazione…

    fare soldi col software libero

    Questo articolo, Linux e Open Source: un business possibile (nel quale peraltro ci sono alcune imprecisioni terminologiche), si aggiunge al carnet di documenti che posso citare tutte le volte che mi trovo a dover spiegare che fare soldi col software libero non solo è possibile, ma rappresenta una forma di sostentamento che unisce alla soddisfazione economica quella “etica”, dal momento che non si ingabbia la conoscenza, non si imprigiona lo studio e il lavoro culturale delle persone nelle maglie di un guadagno bieco e poco lungimirante, quale è il business del software proprietario.

    Ferie!
    Un luogo comune, per il quale il sw libero è tecnologia nata da e per ‘il tempo libero’, ha provocato nell’immaginario collettivo una sorta di impossibilità, nei più, a vedere mercato e professionalità nel momento in cui l’oggetto del mercato è software libero e non proprietario.
    Questi `più` cadono però in un equivoco abbastanza superficiale: se da un lato è vero che le grandi corporation, che si riconoscono nella BSA, hanno guadagnato un sacco di soldi vendendo “licenze d’uso” del proprio software (e devono a ciò gran parte dei loro ricavi), è altrettanto sbagliato pensare che la chiave del loro successo sia stato “chiudere” il software.
    Perchè, se andiamo ad analizzare i casi più eclatanti di successo del sw proprietario, scopriremo che le sw house in questione hanno adottato pratiche monopolistiche e tattiche anti-competitive, per soffocare la concorrenza (reale o futura), muovendosi tipicamente in contesti come:
    – esiste un sw specifico e di nicchia sviluppato da una piccola sw house: la corporation la assorbe e rilancia il prodotto come suo, partendo avvantaggiata perché priva di concorrenza;
    – nel caso dei sistemi operativi: chiede (e quando ha acquisito potere, impone) ai costruttori/rivenditori hardware di far distribuire il proprio software (macchiandolo con ridicole targhette di genuinità e certificazioni di compatibilità piena e unica) precaricato sulle macchine, imponendo la vendita della propria licenza come una vera e propria tassa;
    – mediante artifizi legali (cause in tribunale per violazioni di brevetti e altre amenità), cercano di spaventare gli eventuali concorrenti che si presentano sulla stessa fascia di mercato con risorse e strategie competitive.

    Detto ciò, in un vero mercato libero e sano, non è logico avere remore, solo per il fatto che non si possa impostare il proprio business sulla rendita del licenziamento di software chiuso.
    Una piccola azienda che vuole oggi come oggi partire, non avrebbe comunque la possibilità di competere con le grandi corporation del sw proprietario.

    Testimonianze di successo, basate su un lavoro certamente duro (soprattutto allo startup) ma prodigo di soddisfazioni, possono essere ditte come ProSA, Renomo, Truelite (che sta anche dietro al del progetto FUSS), Redomino, Coresis… e sono solo i primi che mi vengono in mente, dato che conosco molti dei protagonisti di questi brillanti percorsi professionali.

    Altri documenti e spunti in materia:
    – “Vendere Software Libero” (di Richard Stallman)
    – “Perchè conviene sviluppare esclusivamente Software Libero(di Stefano Maffulli)
    – “Sulla conversione al Software Libero in azienda(di Luca Tius)

    temp-orali

    Temporali

    Lampi di attività intense e simpatici incontri rompono la monotonia di un periodo di ferie che, quando sono imposte (come nel mio caso), non fanno altro che innervosire e istigare al conto alla rovescia, verso il ritorno al medioevo informatico lodigiano.

    temporali d'agosto
    Capita, tra un temporale e l’altro, di svolgere qualche corroborante attività in orto e giardino, ma è quando mi impegno davanti ad argomenti di approfondimento che finalmente qualche neurone ricomincia a connettere.

    Attualità

    In “Guerra e terrorismo globale” riassumo quello che sento in questi ultimi periodi e che è molto vicino alle considerazioni che si cominciano a leggere, in Rete, anche da quelle voci che magari qualche anno fà preferivano non pronunciarsi, in attesa di capire meglio cosa significassero tutti gli eventi che dal 2001 si sono succeduti in così atroce escalation.

    Ravanando con Technorati, ho scovato qualcuno a cui sono venute in mente le mie stesse idee (magari colorandole ognuno di propria immaginazione) in merito alla morte di Robin Cook (e non penso che siamo tutti quanti cretini, o almeno spero):
    Chi ha ammazzato Robin Cook ?
    Altro malore, stavolta niente piscina ma montagna!

    Gioie e dolori dei profili di thunderbird…

    In questo dolce marasma:


    84716548.s compatibility.ini extensions key3.db News prefs.js XUL.mfasl
    abook.mab components.ini feeditems.rdf localstore.rdf panacea.dat prefs.js.bak
    bookmarks.html compreg.dat feeds.rdf lock panacea.dat.bak search.rdf
    Cache cookies.txt history.mab Mail panels.rdf secmod.db
    cert8.db defaults.ini ImapMail mailViews.dat pgprules.xml virtualFolders.dat
    chrome downloads.rdf install.log mimeTypes.rdf prefs.bak xpti.dat

    … cercare di forzare nei file (grep mi dice che oltre prefs.js e panacea.dat non dovrei guardare) le impostazioni delle directory delle inbox con relativi file e strutture (che thunderbird comunque crea, indipendentemente dal fatto che si scelga la soluzione “Global Inbox” per tutti gli account) non è servito, ho dovuto entrare a manina nel pannello della configurazione di ogni account per spostare il puntamento.
    Il file numero.s contiene le password salvate (non in chiaro, ovviamente), mentre le regole (“Filters”) sono per ogni account (“server”); ed è lì che voglio arrivare: ricondurre tali filtri a qualcosa di importabile dalle regole di fetchmail/procmail, per diventare finalmente ‘client-indipendent’ e poter scaricare e smistare la posta indipendentemente dal fatto che sia in console grafica, testo o da remoto (mutt rulez) e dal fatto che io abbia o meno aperto un client.
    Lo scenario finale vedrebbe una decente configurazione di postfix per spedire, cosa che ancora oggi è in bilico (il relay deve essere configurato da schifo, tra errori e postponed sono poche le email che escono…).

    A margine, ho scoperto con piacere che è italiano (si chiama Paolo Bacchilega) l’autore dell’ottimo gThumb 2.6.3 (‘Image viewer and browser for the GNOME Desktop‘), programma che sto usando da luglio per fare le gallery di immagini che pubblico su questo sito. Complimenti all’autore per il lavoro svolto!

    AJAX

    Innanzitutto, mi fa un po’ specie il rispolvero di AJAX, come se fosse “nuovo”… In realtà è una minestra riscaldata (ricordate le API di ‘XMLHttpRequest‘ …?), ma voglio giusto seguire questo fenomeno di ‘revamp’ per capire se è qualcosa che interesserà realmente il ‘mio’ mercato.

    %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: