Categoria: AttivAzione

daniele

dal “Notiziario della Val d’Aosta“, giugno 2005:

CADE IN UN CREPACCIO: PIACENTINO RICOVERATO IN RIANIMAZIONE
7 Giugno 2005

Daniele Sogni, 28 anni si trova nel reparto rianimazione dell’ospedale
di viale Ginevra. E’ stato ricoverato Domenica sera dopo essere stato
recuperato dagli uomini del Sav, il soccorso alpino valdostano: il
giovane geologo piacentino voleva raggiungere il ghiacciaio
Montandaynè, quasi in vetta al Gran Paradiso, insieme ad un amico,
quando è scivolato in un crepaccio.

Il recupero è avvenuto solo qualche ora più tardi. Il giovane era
rimasto agganciato a testa in giù ed era ormai in stato di ipotermia.
Ora la prognosi resta riservata, ma le sue condizioni starebbero
migliorando.

Daniele è un mio caro amico.
Per fortuna che me lo ha raccontato lui (si è chiesto pure “Ma non li vedi i telegiornali?!?” ed effettivamente io non li guardo più!).

Qualcuno dice che le e-mail stanno rovinando il modo di rapportarsi…
in linea di massima potrei essere d’accordo, ma almeno nel mio caso, direi invece che costituiscono un ponte con persone (tante) con le quali, ora come ora, difficilmente mi sarebbe possibile comunicare a voce o di persona.

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chissà se, nel frattempo, F.P. sarà già diventato padre… ?

Respinta!

648! “La direttiva è stata bocciata con 648 voti contrari e 14 favorevoli”

La “Posizione Comune” adottata dal Consiglio è stata oggi affossata in
Parlamento
Ho seguito in streaming tutto in diretta e vi assicuro che è stata una
sofferenza (ci voleva poi la Mussolini che andava a strangolare
Borghezio colla bandiera italiana! che tristezza 🙁 )

…è una vittoria “a tre quarti”, ma meglio che un calcio nel sedere…
diciamo che rimane tutto come adesso
se fossero passati i 21
emendamenti del blocco Rocard invece sarebbe stata partita chiusa (e
vinta per noi) per sempre.

chi si accontenta gode…

… ma la guerra non è finita, anche se non siamo in un sequel di Lucas

ma i segnali erano di ieri:

Mezzi di comunicazione a massa

Un pensiero nato tra marzo e aprile del 2005, come reazione nauseata all’inondazione mediatica seguente alla morte del papa

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Le feste natalizie e pasquali erano già passate, così come lo tsunami e le tragedie umanitarie a questo collegate.
Cosa poteva fare più gola, alla schiera del bieco giornalismo [1] sensazionalista italiano, se non una morte illustre.
Ma questa volta hanno avuto fortuna, e si sono dimostrati ingordi: il caso ha voluto che si potessero sfruttare, in formidabile successione, tre lutti da prima pagina.
Prima un caso di morte per sospensione di accanimento terapeutico di un soggetto in coma, poi il Pontefice, infine un monarca (quest’ultimo a dire il vero è stato oscurato dalla portata mediatica di quelli precedenti).

La speculazione su questi eventi è stata totale, il bombardamento mediatico si è rivelato asfissiante. Io, personalmente, consumo in media, alla settimana, 5/6 ore di televisione e circa una decina di ore di radio, e un paio di riviste cartacee (una italiana e una americana): nonostante queste cifre irrisorie da segregato dalla società contemporanea, non sono riuscito a evitare il banchetto mediatico servito attorno alla morte del papa, e perfino quando decisi di spegnere tutto (radio, tv, giornali), fui tempestato di inutili messaggi via sms…

I primi predatori – le agenzie, i cronisti, gli ex-anchorman finiti su sipari di seconda serata – hanno consumato il primo pasto, poi arrivano le iene, gli avvoltoi e tutta la fauna possibile immaginabile: periodici di consolidata piuttosto che dubbia attendibilità hanno già riempito copertine con tonnellate di approfondimenti e rubriche, adesso è la volta di rotocalchi e di freelance (altrimenti costretti alla probabile miseria), poter ricamare attorno ad una foto, una storia od anche semplicemente una diceria…
Finché l’argomento “tira”, perché non mangiarci?

I giornalisti di razza, tra quelli rimasti ancora in vita, non si vedono tanto in questo teatrino della morte, non si sentono.
Perchè?
Semplicemente perché la maggior parte di essi è stata messa “da parte”; a questi è stata data la possibilità di tacere (ironico eufemismo).

[1] sembra una gretta e banale generalizzazione, in realtà mi riferisco al giornalismo cosiddetto “popolare”, quello che attrae il maggior bacino di utenza e che di fatto è concentrato in una manciata di gruppi editoriali che raccolgono la stragrande maggioranza del mercato dell’informazione

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su "Libertà individuale ed egoismo collettivo"

Io pensavo a qualcosa di più, a un vero e proprio “Movimento Altruista dell’Informatica“, o che dir si voglia

Qualcosa che, partendo e contando su una base legislativa, la più liberale possibile, sia in grado di diffondere un messaggio – concretizzato in software e hardware – ricco di coesione sociale e capacità di far rendere al meglio le potenzialità delle persone aggregate in comunità; comunità che possono nascere poi intorno a una passione comune (di carattere tecnico e/o filosofico) o a un particolare modo di esprimersi, ma comunque sempre qualcosa che si fondi sulla voglia di sfruttare le proprie potenzialità insieme agli altri e al servizio degli altri (senza dimenticare che la competizione in tutto questo può essere di stimolo senza esserne in contraddizione)

oggi come oggi le grandi corporation che hanno fatto la storia dell’industria del software proprietario stanno cercando, attraverso brevettabilità del software e altri artifizi di carattere giuridico, di far mancare l’ossigeno a coloro che un domani potranno essere i veri protagonisti del mercato, quindi la lotta degli attivisti del Software Libero ora come ora è un fronte unico contro questi feroci assalti

un domani, però, quando ci sarà più tempo e serenità – sempre ammesso che si riesca a spuntarla contro le incursioni di BSA &C. – torneremo su questo ideale e ne faremo un progetto

è una promessa, è un intento

Libertà individuale ed egoismo collettivo

impressioni di s…icilia

tornare nell’afosa padania (dove guccini diceva, a ben vedere, che “il sole strozza la gola alle rane”) è come prendere un solenne e crudele schiaffone che ti risveglia da un dolce sogno ad occhi aperti

le foto (Gallery #1, a presto le altre…) sono frutto di un vivace dialogo di scatti e immagini tra me e Valerio, e questa volta sono dotato, oltre che della solita cara minolta, anche della buona Pentax Optio50, regalo dell’appena passato compleanno

anche in questo caso (come per la settimana pugliese), dopo un tranquillo e tonificante periodo offline, trascrivo e sintetizzo dagli appunti di viaggio, originariamente finiti sul più intimo diario cartaceo…

23 maggio (lunedì)
sabato notte si consuma lo spostamento automobilistico, un tour de force da piacenza a messina, le cui tappe sono appesantite da arretrati di sonno che superano le venti ore
la mazzata finale è la A3, l’autostrada del male, che snerva coi suoi repentini e molteplici salti di carreggiata dovuti a cantieri di durata perenne

dal traghetto alla casa del nostro soggiorno, siamo scortati dai genitori di Fabio stesso, persone di estrema cortesia e disponibilità

da lì in poi, ricordo solo un riposo fino al pomeriggio di domenica…
pomeriggio in cui abbiamo visitato lo splendido castello di milazzo

a parte un fastidioso ricordo: nell’area di servizio di castrovillari, mangiando una focaccia calabrese, si è crepato uno degli incisivi superiori reduci dell’incidente del 91… ciò comunque non ha frenato la mia voglia mio turismo enogastronomico – Diciamo che la notizia della nascita, il 21 maggio (sì, proprio il mio stesso giorno), di Luca, il figlio di Giò, mi fa dimenticare qualsiasi altra ombra o fastidio

25 maggio (mercoledì)
Lunedì pomeriggio siamo stati in una taormina per i miei gusti troppo troppo turistica e incasinata; affranti e percorsi da una strana stanchezza non siamo arrivati fino a castelmola, e siamo rimasti in suspend anche martedì (nonostante i propositi di una gita a tindari, parafrasando camilleri)
però il lato enogastronomico è stato altamente soddisfacente: f.lli vento a milazzo, ottimi piatti di pesce; noemi a gallodoro, interminabile pasto – nel quale antipasti e carne fanno da padroni – condito dalla simpatia delle persone incontrate.

27 maggio (venerdì)
Mercoledì abbiamo incontrato Franco (in quel di mondello, palermo), con la sua splendida famiglia
…è un incontro che meriterebbe un capitolo a parte, tanto quanto è stato speciale 😉 per sintetizzare, quello che più mi piace in Franco è il “gusto” che ha per le cose e per la vita, gusto in senso lato, nello spirito di chi vuole capire ed assaporare la vita a proprio modo e piacere, senza un menu fisso imposto da altri

giovedì siam saliti fino al rifugio sapienza (monte etna), e poi abbiam visitato catania, città caotica ma a mio parere splendida, preziosa
ho ancora in bocca il sapore della loro caratteristica squisita granita alla mandorla…

28 maggio (sabato)
un venerdì bollente, nel sangue e sulla pelle, grazie al sole delle eolie… lipari è bella, ricca di fascino, ma passarci un giorno intero è un po’ fare un torto a tutte le altre perle del piccolo arcipelago… sarà per la prossima volta…

29 maggio (domenica)
il ritorno è stato meno stressante dell’andata, grazie ad un’adeguata operazione di riposo preventivo
unico incoveniente l’incidente sulla A1 all’altezza di valdarno, che ci ha tenuti fermi e addormentati per un’ora

un sentito Grazie allo staff di AttivAzione.org! 🙂

away to restore

venerdì sera si parte per la Trinacria bedda, alla volta di Missina, col team di AttivAzione al completo 😉

saranno giorni offline dalla Rete, ma online col gusto di vivere
conoscerò finalmente Ivana e Franco, due personaggi preziosi sulla faccia della terra
grazie a Fabbiuzzo per la possibilità offertaci

se proprio proprio qualcuno avesse mai bisogno di scrivermi (ma perché mai poi?), potrebbe farlo all’indirizzo mkf2(at)vodafone.it, unico account che potrò eventualmente leggere

padania umida e schifosa, scatta il conto alla rovescia (anche se poi il periodo di grazia dura solo fino al 28 maggio)

Dichiarazione Universale…

è sempre bello rileggere la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo”;
grazie, Valerio, di averla messa anche su AttivAzione

Parte AttivAzione.org!

Mettete insieme due italiani e una giornalista brasiliana innamorati della cultura della libertà,
immaginateli a scrivere appunti su di sviluppo sostenibile ed ecologia, digital divide e libertà d’informazione,
brevetti e naturalmente Software Libero…

il tutto sorretto dalla passione per la “Fellowship of FSFE“…

otterrete:
 


 AttivAzione.org 

very busy

diciamo che le attività fervono…
speravo che la fase di setup tecnico per ognuna di queste attività durasse di meno, ma d’altronde se continuo a farle in parallelo il timeslice per ognuna si assottiglia e nel complesso ci metterò più tempo a concluderle tutte…
non vedo l’ora che questa fase frustrante, che mi porta a fare le ore piccole (quelle sere che non sono a pavia…) lasci il posto alla fase “di contenuti”, visto che scalpito dal punto di vista “editoriale”

Una paginetta motivazionale dedicata alla Fellowship di FSFE: “Why and how to help FSF Europe’s Fellowship program” (ci sono anche i bottoni linkabili che si vedono in giro)

no al colpo di mano

I brevetti software
uccidono l’innovazione

Stiamo protestando contro il tentativo di legalizzare i brevetti sul
software in Europa!

Per gli sviluppatori e gli utilizzatori di software Open Source, questa
direttiva può rappresentare un serio pericolo: un campo minato da
brevetti. Con la corrente abitudine degli uffici brevetti che vede la concessione
di brevetti, a dir poco banali, sviluppare
software innovativo potrebbe diventare un’attività molto pericolosa
in Europa.

La Commissione Europea è riuscita ad imporre una proposta
di direttiva per l’illimitata brevettabilità del software, fortemente
voluta dalle multinazionali extra-europee del software, che potranno così
far valere il loro smisurato portfoglio di brevetti ottenuti fuori dalla
nostra giurisdizione, e dalle lobby degli avvocati che operano nel settore
dei brevetti e che trarranno vantaggio dall’aumento della litigiosità.

E’ una giornata nera per la democrazia in quanto il consiglio dei ministri
europeo non solo ha ignorato
la decisione democratica presa dal Parlamento Europeo
il 24 settembre
2003 in proposito ma anche ignorato la richiesta del parlamento europeo
di far
ripartire il processo
per arrivare ad una nuova direttiva maggiormente
condivisa.

Il Parlamento infatti aveva deciso di limitare la brevettabilità
del software grazie al supporto di oltre 300.000 cittadini, 2.000.000
di piccole e medie imprese
e decine di economisti
e scienziati.

Questo sito aderisce alla protesta online contro i brevetti software.
Potete trovare maggiori informazioni sui brevetti software al link FFII.

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