Tag: chiusura

Akzo Nobel, stavolta è finita [Fombio]

A casa tutti i 185 dipendenti

La notizia choc alla fine ha trovato conferma: lo stabilimento dell’Akzo Nobel a Fombio chiuderà. L’ufficializzazione è arrivata durante l’incontro di questa mattina in Assolodi tra le rappresentanze sindacali e i manager della multinazionale olandese, che hanno rivelato che la decisione di trasferire all’estero le produzioni del sito produttivo lodigiano risale ad almeno tre mesi fa. A rischio 185 posti di lavoro, i sindacati hanno ribadito anche nel corso dell’assemblea con i lavoratori che si è svolta a Fombio che verranno intraprese tutte le iniziative possibili per la difesa dei dipendenti Akzo


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stamattina penso “non vado in posta a pagare il canone tv, lo pago via web”, e infatti via taxtel in due minuti avevo fatto

poi vado per fare il bonifico online per pagare l’ultima fattura al vecchio operatore adsl, e mi accorgo di non avere il nr. di c/c bancario – ovviamente al telefono non mi hanno nemmeno risposto, è sabato mattina – allora vado in posta e compilo il bollettino, visto che proprio mi rimaneva solo questo metodo per pagarli (e archiviarli per sempre)

ero a corto di contanti e penso “tanto pago col bancomat” – naturale, arriva il mio turno, e “le linee” hanno visto bene di non funzionare più – così come il bancomat appena fuori dall’ufficio postale era isolato

mi metto in automobile e parto alla ricerca di un bancomat funzionante, tutto questo sul filo dell’orario di chiusura dell’ufficio postale, all’ultimo giorno disponibile, per pagare di quella fattura solo i costi previsti dal contratto da me firmato e non anche i famigerati costi di disattivazione che sono stati inseriti in una successiva variazione di contratto non comunicatami

auspico sia finita qui – con le imbarazzanti vicissitudini di pagamento in un paese in cui evidentemente devi sempre avere il contante altrimenti resti in panne – la storia di un altro pessimo esempio di mancanza di rispetto di regole chiare e paritetiche tra fornitori e consumatori (più volte hanno invocato il “decreto bersani” dimenticandosi che esso contempla i costi di disattivazione solo se chiaramente esposti nel contratto firmato)

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