Tag: gennaio

diversamente connesso

in questi giorni, e sarà probabilmente così fino a fine gennaio, sono diversamente connesso

un modo diplomatico per esprimere il disagio di postare e navigare dalla prima connessione buona disponibile, chè da casa non si può

e son tempi purtroppo in cui l’input casalingo è anche televisivo, e il mainstream inscatolato mi provoca curiosità, turbamento, acidi gastrici e qualche complicazione surrenale…

ritorno

il ritorno in pianura, da cinque magici giorni in montagna, è un po’ pesantino

c’è una neve soffice e poco convinta, stamattina, freddissima
l’aria è certamente meno respirabile, sia per i miei bronchi, che per la mia mente
Nonna Lina e stamattina è morta mia nonna Lina (e adesso di nonni viventi non ne ho più)

nella mia testa si sono succeduti tutti i sabati pomeriggi trascorsi ad ascoltarla
mi rimangono un po’ di cose, di tutte quelle parole, ma sempre troppo poco, rispetto a quanto avrei voluto
i racconti di come fecero, mio nonno e lei, la casa al di là delle mura, dove cinquant’anni fa c’era solo campagna
un po’ di racconti di piacenza nella guerra, pippo che passava sopra la città, lo scoppio alla fabbrica di munizioni sentito in tutta la città
il viaggiare al seguito del marito musicista per tutta italia

insomma c’è una normale fame di ricordi di vita, per fare propria la persona che mi lascia, per averla sempre vicina

primoverno 19

Questo nostro vento, un po’ maggiolino negli odori e nelle temperature, che richiama i cicloni del nord-europa… 19°C alle ore 19 del 19 gennaio…

Segnali di un’inquietante accelerazione, nella mutazione climatica; non seguiti da altrettanta attenzione dalla popolazione, che si limita a registrare cinicamente, come un pennino che traccia un grafo sulla carta, di un rullo che parla di un clima impazzito, di gente inerme e addormentata da un finto benessere e dalla frenesia di consumare, bruciare, ignorare.

Oggi ero a casa dal lavoro, a causa della festa patronale, del feudo lodigiano.

Tanti piccoli interventi di ordine e manutenzione di casa e di vita.

Sarebbe decisamente rilevante, e mi aggancio (in piena sintonia) a questo post di Roberto, per chi fa un lavoro come il mio, fare il telelavoro.
L’azienda per cui lavoro ha gli strumenti, la banda, le attrezzature, il software, per attuare questa possibilità.
Il contratto nazionale degli informatici – un contratto “trasversale” siglato dalle varie rappresentanze di categoria e di contratti, ed estende i CCNL dei vari settori (tipicamente Commercio o Metalmeccanici) – già prevede e descrive modalità e tariffe minime per telelavoro, assistenza da remoto, reperibilità… basta applicarle.
Ma è una questione (sub)culturale, c’è ben poco da fare.

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