inglese

falsi amici (informatici) dell’inglese

Spesso chi lavora nell’informatica o in professioni contigue (social media marketing, commerciali IT, etc.) “spara” dei termini italiani che sono traduzioni “a orecchio” da una parola inglese il cui significato esatto non coincide proprio con quello immaginato… è una versione contemporanea dei cosiddetti “false friends” (di cui abbiamo qualche esempio qui, qui e qui)

i più eclatanti e frequenti che sento dire

  1. mandatorio – per obbligatorio
  2. confidente – per fiducioso
  3. severità – per gravità
  4. razionale – (… fondamento logico)
  • diciamo che i casi 1) e 2) sono parzialmente sbagliati, nel senso che sono solo delle traduzioni desuete ma formalmente corrette, infatti nella lingua corrente non mi verrebbe mai in mente di dire “sono confidente nella riuscita dell’operazione al ginocchio” oppure “per entrare in sala parto è mandatorio utilizzare gli appositi copriscarpe

  • il 3) è già un po’ più fuori strada, anche se severità e gravità possono essere al limite dei sinonimi, l’uso tipico delle due parole direi che sia abbastanza diverso

  • il caso 4) è comico… il termine inglese “rationale” si traduce “fondamento logico“, non si può tradurre “il razionale”, perché non esiste tale sostantivo in italiano con tale significato… nella lingua contemporanea, che maltratta l’italiano con un inglese mal conosciuto, emergono queste e altre storture.

 

cavalletta

 

 

la lagna della cagna

a proposito di televisione, coglievo l’ironia della sorte, nella combinazione di alcuni significati magari accoppiati non volontariamente…

passa assai lo spot di un’automobile marchiata come una radio italiana, con in sottofondo un tormentone pop-stressante contemporaneo, di cui gli itaGliani – i più – ignorano il testo

nella lagna stiracchiata, christina aguilera dice che in certi giorni si sente una gran “cagna” (o puttana, l’accezione è la medesima), e altri giorni si sente una super ragazza, là pronta a salvare il mondo…

è altrettanto vero che bitch, come verbo, significa pure “lagnarsi“, “lamentarsi“, e nulla è più azzeccato per un tale tormento di suoni e rumori