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[Fwd] "A Milano una valanga di firme sui referendum"

é stata una vera e propria valanga di firme quella che ha investito il Comitato promotore dei referendum per la qualità della vita e l’ambiente a Milano negli ultimi due giorni, facendo raggiungere quota 25.000 (10mila in più di quanto richiesto dallo statuto comunale). Tra i firmatari lo scrittore Giorgio Bocca, il musicista Ludovico Einaudi, il presentatore Enzo Iacchetti, il Direttore di Radio DJ Linus, il cantante Roberto Vecchioni.

Una campagna innovativa nata dall’incontro tra l’ex assessore della giunta Moratti Edardo Croci, dimessosi proprio in polemica contro la mancata adozione di politiche ambientali, un consigliere comunale dei Verdi, Enrico Fedrighini, e i radicali, con Marco Cappato. Un laboratorio che ha coinvolto man mano centinaia di cittadini, e associazioni locali come i Genitori antismog.

Guarda il video sui referendum e la campagna in corso:

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da “500 volontari per l’ambiente a Milano“:

Sono rarissime le occasioni in cui i cittadini possono far sentire la propria voce e influire sulla loro vita quotidiana. Oggi ai milanesi si offre una di queste occasioni: non sprechiamola. I cinque referendum non risolvono certo tutti i problemi, ma possono segnare un punto di svolta

Francesco Giavazzi (Corriere della Sera — 18 settembre 2010)

Mentre prosegue l’azione per smascherare la falsificazione del processo elettorale in Lombardia, l’obiettivo di far partire da Milano un grande progetto ambientalista europeo vive giorni decisivi.
Oltre 7.000 cittadini milanesi hanno finora sottoscritto i cinque referendum per la qualità della vita e dell’ambiente promossi dal Comitato Milanosìmuove.
Nel fine settimana del 15-16-17 ottobre si terranno i “Referendum days”, con l’obiettivo di raccogliere le 15.000 firme necessarie. A darci una mano in quei giorni ci sarà anche Emma Bonino.

Milano Sì Muove
C’è bisogno di 500 volontari per raccogliere firme nei 100 punti di raccolta. Con le sole energie dei militanti milanesi, non sarà possibile. Servono persone che abbiano voglia di prendersi un giorno di “trasferta referendaria” anche da altre regioni. “Brigate di soccorso radicale” che si spostino dal Veneto, dal Piemonte, dall’Emilia, dalla Liguria, ma anche dalle altre regioni. Possiamo cercare di organizzare l’ospitalità se qualcuno può fermarsi a dormire, e prevedere piccoli rimborsi spese.


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