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[ANSA/ANAS] Pronto nuovo ponte sul Po, domenica stop al provvisorio – Emilia Romagna – ANSA.it

PIACENZA, 16 DIC – Sabato prossimo, 18 dicembre 2010, sara’ aperto al traffico il nuovo ponte sul Po e dalle 9 di domenica il collegamento provvisorio tra Piacenza e San Rocco al Porto (Cremona) smettera’ di funzionare.

via Pronto nuovo ponte sul Po, domenica stop al provvisorio – Emilia Romagna – ANSA.it.

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Acqua dolce

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Da bambino non ricordo di allerte esondazioni Po, come conseguenza di neanche una settimana di pioggia, sia qui che sulle Alpi. Ricordo che mi portavano a vedere il “Po alto” da via Nino Bixio, allora abitavo a Piacenza.

Poi le grandi piene del 1994 e del 2000. Vissute come neo-abitante della bassa, con quel riflesso del chiarore notturno su una vasca d’acqua alta undici metri e larga qualche km, pronta a spaccarsi sulla tua casa alla minima crepa trovata.

Ma soprattutto gli allarmi e le preoccupazioni, anche di questi giorni, che non rappresentano prevenzione, bensi’ lacrime di coccodrillo su una situazione idrogeologica il cui peggioramento si puo’ registrare anche solo nella breve memoria dei fatti di questi ultimi venti anni.

pontificare

Mia madre, piacentina, più di trent’anni fa, pendolare da Piacenza a San Rocco, già sentiva parlare del fantomatico progetto del nuovo ponte…

Le parti politiche di entrambe le parti sono d’accordo nell’affermare tale necessità. Eppure la decisione non arriva, sembra quasi che ANAS e governo siano seccati da questa gente e dal loro dannato ponte.  Dov’è il governo decisionista e trouble-solver? Non ci sono abbastanza voti/consensi da prendere, evidentemente.

Grave.


sempre dall’articolo di piacenzasera:

Nella sala del consiglio comunale si sono riuniti, tra gli altri, il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, il presidente della Provincia Gianluigi Boiardi, i parlamentari piacentini Massimo Polledri, Tommaso Foti, Pierluigi Bersani, Paola De Micheli, l’assessore emiliano ai trasporti Alfredo Peri, il suo omologo lombardo Raffaele Cattaneo, l’assessore emiliano alla Protezione Civile Marioluigi Bruschini, il consigliere regionale Nino Beretta, il presidente della Provincia di Lodi Lino Osvaldo Felissari, e il sindaco di S. Rocco al Porto Giuseppe Ravera.

A parlare per tutti il sindaco Reggi, il quale ha elencato per punti le azioni decise dal tavolo, che tornerà a riunirsi a breve in territorio lombardo:

– faremo fronte comune senza usare l’argomento del ponte crollato a fini strumentali in campagna elettorale;

– auspichiamo che venga accelerata al massimo la diagnostica sulle cause e la magistratura consenta al più presto ad Anas di compiere le verifiche e gli accertamenti sul ponte;

– ci spenderemo per il ripristino appena possibile della circolazione veicolare sul viadotto attuale, mediante strutture mobili alternative, ma le opzioni verranno valutate soltanto dopo la fine delle verifiche;

– occorre lavorare in fretta per trovare una soluzione definitiva, perchè sull’attuale ponte si potrà ripristinare soltanto il traffico leggero: per questo individueremo il sistema più rapido per arrivare alla progettazione e realizzazione di un secondo ponte sul Po complanare all’autostrada: per risparmiare sull’opera valuteremo la possibilità di coinvolgere la società autostrade e di inserire l’intrevento nel piano di realizzazione della quarta corsia da Modena a Milano. L’attuale ponte austostradale costituisce infatti una strozzatura rispetto all’ampliamento previsto sull’A1, alla quale si potrebbe ovviare con un nuovo viadotto complanare a quello attuale sul quale far transitare a pedaggio una parte del traffico autostradale e gratuitamente quello stradale. Di fatto si realizzerebbe un nuovo viadotto sul piano di quello esistente, ma sdoppiato, con i due tipi di viabilità uno di fianco all’altro. In questo senso verrà richiesto quanto prima un incontro ad Anas ed al governo;

– infine occorre ragionare sulla messa in sicurezza anche degli altri ponti sul Po che hanno caratteristiche di vetustà simili a quello crollato.

L’assessore regionale lombardo Raffaele Cattaneo ha affermato che sul secondo ponte sul Po “c’è sempre stata una voce sola tra Emilia e Lombardia e l’opera risulta inserita nell’elenco di infrastrutture legate a Milano Expo2015. Ora agiremo in fretta per il ripristino dell’asse storico”. L’assessore emiliano Marioluigi Bruschini ha spiegato di non vedere nella piena del Po la causa del crollo: “Si è trattato di una patologia strutturale del ponte”.

In prefettura l’incontro per risolvere il problema del trasporto pubblico

“E’ necessario trovare al più presto una soluzione per i 450 studenti lodigiani che ogni giorno vengono a studiare a Piacenza”. Durante l’incontro in Prefettura tra i rappresentanti degli enti locali piacentini e lodigiani e di Trenitalia, si è ipotizzata una navetta ferroviaria con fermate a Codogno, Santo Stefano Lodigiano e Piacenza dedicata solo agli studenti. “L’alternativa è l’autostrada – ha spiegato il sindaco Reggi – ma i bus non potrebbero viaggiare con persone in piedi”. Nuova riunione venerdì in Prefettura, per affrontare il tema dei pendolari tra Piacenza – Lodi e Milano.

robe da non credere

ieri, mentre aspettavo che l’auto uscisse dal lavaggio vicino all’auchan di san rocco al porto, un ragazzo moldavo mi ha chiesto “per Piacenza, perchè non mi fanno andare?

gli ho risposto “non puoi proseguire perchè il ponte è crollato, devi tornare indietro e prendere l’autostrada

il commento accompagnante il ringraziamento è stato “roba da non credere

come dargli torto?

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Il Primo Maggio non faccio il ponte

Non faccio il ponte, almeno quello che mi ha sempre portato a Piacenza…

Stamattina alle 12:50 è crollato il ponte che meno di un anno fa fu oggetto di lavori di consolidamento.

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Un Po(') di paura

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Andando a Piacenza per questo interessante evento (a proposito: bravo Alessandro Ferrari!) ho guardato il Po e mi è venuta la pelle d’oca. Questione di suggestioni, di ricordi, di ottobre 2000.

Il livello è ancora qualche metro sotto l’argine maestro, per carità, però vedere un bacino largo qualche kilometro e alto quasi otto metri è sempre lo spettacolo che ricorda i momenti in cui fui sfollato, i momenti in cui c’era un silenzio irreale che affogava nei vortici di un fiume che mai aveva fatto così paura.

E, come al solito, questi livelli si sono raggiunti molto rapidamente, praticamente in due giorni. Se fosse piovuto altri due giorni su tutti gli appennini piemontesi, che sarebbe successo?

Senna

foto "2008 - Pernott Partenti0001" by Gruppo Scout Agesci Lodi - licenza CC-SA
foto "2008 - Pernott Partenti0001" by Gruppo Scout Agesci Lodi - licenza CC-SA

in questi giorni, a causa della fragile convalescenza, mi sono recato al lavoro spesso in automobile

per tornare da lodi faccio la strada bassa, meno trafficata nelle ore di punta, che attraversa livraga, ospedaletto lodigiano, somaglia

e proprio tra ospedaletto e somaglia si passa vicino a senna lodigiana, paese adiacente alla golena del po

la strada in quel punto disegna delle curve panoramiche che stanno una ventina di metri più in alto dei campi che arrivano poi fino al fiume

in sere come quella di oggi, ventosa e limpida, si vedevano tranquillamente le prime colline della val tidone e più in là gli appennini dell’oltrepò pavese

in quei campi verdi e stupendi che arrivano fino ai pioppeti e alle rive del po, ci vogliono fare una discarica

discarica di senna lodigiana che sembrava essere scongiurata, ma a quanto pare il nuovo regolamento approvato dalla giunta regionale lombarda abbatte numerosi vincoli e riapre la strada al progetto di cre

in questa fase di campagna elettorale poi, da sinistra a destra, si dicono tutti contrari, perfino pdl e lega: quegli stessi partiti che in altre sedi approvano regolamenti che eliminano fasce di rispetto e aree di protezione di falda

una zona, in cui era stata ipotizzata pure la costruzione di un parco di divertimenti, a due passi da un’oasi naturalistica – le monticchie – e importante per l’equilibrio del po, è sotto costante assedio

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