Tag: politics

bressan per felissari

associazione scirocco, pd e l’aria di codogno portano un ventisettenne in gamba a essere candidato per la lista felissari alle elezioni provinciali lodigiane

fan tappo

che fabio volo possa piacere o meno, come personaggio o come cose che dice, è una questione marginale

la condivisibile riflessione che parte dalle sue parole (che ho sentito in radio stamattina) – in sintesi: abbiamo in italia una classe dirigente e di potere politico ed economico che è vecchia e fa da tappo ai giovani, e questi giovani poi votano questi vecchi, vi si riconoscono pure verte non sul dogma che giovane = migliore, quanto piuttosto sulla marcescenza di una società, quella italiana, che storicamente non punta sui giovani per il fare, e si affida ai “vecchi” dal punto di vista esecutivo

il confronto con altre società, prese ad esempio quelle dell’europa del nord, in cui i vecchi agiscono come maestri e non come comandanti, mentre i giovani sono in prima linea fin da subito, assumendosi responsabilità e lavorando anche ai posti di comando, è a prima vista schiacciante, per questa italia dei bamboccioni

la tristezza della condizione attuale è espressa tutta dal fatto che il premier – così come anche il suo predecessore – all’età di 72 anni viene votato anche dai giovani, è voluto da tutti, e i leader politici di destra e di sinistra che scalpiterebbero per la successione al trono, stanno già invecchiando, e un po’ svaporando…

La politica e l'Attenzione

Luca De Biase scrive:

In televisione vince la strategia della disattenzione e il messaggio ripetivo urlato con violenza e subito passivamente. In rete può prevalere la strategia dell’attenzione, la cura per le istanze di molti, il messaggio formato dall’insieme paritario di chi offre quello che dice e di chi si dispone attivamente ad ascoltare.

Un partito che voglia cambiare la visione del mondo prevalente, influire sull’agenda, cambiare le valutazioni sul progetto di società da costruire, dovrebbe rifiutare la centralità della televisione e tener conto delle opportunità offerte dai media sociali.

L’invito a spegnere la televisione è più forte che mai.
Ieri sera tornavo da una conferenza provinciale del pd in cui si è parlato di cose vere, non della politica da gossip televisivo, e mi trovavo a leggere commenti alla trasmissione di santoro: ho reagito invitando a seguire la politica in prima persona e non i teatrini da tubo catodico. Paragonabili a un reality show del cattivo gusto e della demagogia svenduta.

Comunicare, faccia a faccia e via web, realizzando una comunicazione diretta e consapevole, è il modo di rimanere attaccati coi piedi per terra.

un Pd dopo l'altro

ieri l’ennesima batosta elettorale, oggi le dimissioni di veltroni

un pd dopo l’altro, dunque, si conclude una leadership tentennante e con minore personalità di un premier che vince direttamente tutte le elezioni col suo potere mediatico

un premier che vince anche le elezioni locali, e ci mette a governare un cappellacci qualunque

ma torniamo al pd, quello che nelle cabine elettorali ha le facce di veltroni-fassino-rutelli-d’alema-bindi

non fa niente che ci siano i circoli, tanti, dove persone anche come me ci sono arrivate perchè c’era un partito nuovo in cui impegnarsi in prima persona, senza più falce&martello, scudi crociati e fiorellini vari

se un Pd dopo l’altro, scomparissero le teste grigie, ci volessero anche degli anni, è un compromesso accettabile, è qualcosa in cui stare

perchè sul territorio ci sono persone di buona volontà, di ispirazione laica e liberale, che raccontano una storia diversa da quella che i più vedono nei simboli e nelle facce da cabina elettorale

queste storie devono diventare un partito che passi dall’apparire all’essere

barack e burattini

tutti a bloggare, giustamente, sull’elezione di barack hussein obama II

c’è chi come l’amico marcello prende spunto per fare seria riflessione politica sulla sinistra italiana e sulle opportunità sprecate per formare un pd e non lasciare questo pd armadio vuoto di cadaveri

c’è un imbarazzante senatore della maggioranza che si erge a ignobile esempio di ignoranza, nel senso che ignora chi sia e chi/cosa rappresenti obama, così come molti elettori del pdl evidentemente ignorano (alcuni di questi stamattina li ho sentiti con le mie orecchie definire “comunista” obama, evidentemente il morbo lessicale di berlusconi è assai contagioso)

schediamoci tutti

La soluzione più sgamata per evitare che Maroni e questo governo passino per razzisti, è quella di prendere le impronte digitali di tutti. Lo spazietto per l’impronta digitale c’era già sulla carta d’identità, ma queste impronte finiranno, immagino, anche in un database…?

Questo database da chi verrà utilizzato, per quali scopi, con quali garanti e quali controllori?

Abbiamo bisogno urgente di una vera EFF anche in Italia, che tenga sempre vigile l’opinione pubblica e alta la sensibilità.

Impronte digitali per tutti dal 2010

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Impronte digitali per tutti dal primo gennaio 2010. È quanto prevede un emendamento al decreto legge sulla manovra che ha ottenuto il sì bipartisan nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera. Si tratta di una modifica all’articolo che raddoppia la validità della carta d’identità. Primi firmatari: Marco Marisilio, Fabio Rampelli e Massimo Enrico Corsaro (Pdl). «La carta di identità ha durata dieci anni e deve essere munita della fotografia e delle impronte digitali – si legge – della persona a cui si riferisce».

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DEMCamp 2008

Il BarCamp Esperimenti democratici ha come obiettivo quello di affrontare il tema della crisi della democrazia, mettere a confronto esperimenti di iniziative politiche dal basso, proporre nuovi strumenti di partecipazione politica. Protagonisti dell’evento sono i blogger, gli attivisti, i movimenti, i comitati di cittadini e le organizzazioni civiche che vorranno usare il BarCamp per partecipare a un confronto sugli strumenti a disposizione dei cittadini per attivarsi sulle questioni di loro interesse, sulle pratiche partecipative e sulle riforme istituzionali necessarie per rinnovare la democrazia.

Il BarCamp Empirismo democratico, l’obiettivo è evitare di ricominciare sempre da zero, chiedersi è ha senso passare senza soluzione di continuità da un allarme all’altro per la democrazia e verificare se non ci sia un ingorgo di strumenti di partecipazione politica, la cui inflazione peraltro serve a mantenere se non accrescere la distanza tra gente e luoghi decisionali.

Poichè scrivere su un giornale che passa di mano in mano in una cerchia ristretta o redarre un blog che anch’esso viene letto e commentato in una cerchia ristretta sono cose assimilabili, l’assemblea è aperta a chiunque, cioè alla stessa crchia ristretta più chi capita.

» Il blog della conferenza

del precariato e di una nuova idea di welfare

da Sorci Verdi (grazie a Marcello Saponaro), il video della trasmissione registrata, frutto dell’incontro-discussione del 19 giugno al caffè letterario di bergamo:

links for 2008-02-03

links for 2007-12-21

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